di Alessio Di Florio / twitter @diflorioalessio (Foto: Wikipedia Commons)

L’Abruzzo contro le nuove varianti autostradali

Quaranta chilometri di gallerie e un taglio dell’attuale tracciato di A24 e A25, da Bussi a Celano il tratto verrà ridotto di 17,6 chilometri), dieci anni di lavori con un investimento di oltre 6 miliardi. Questo in sintesi il progetto del Gruppo Toto che, in questi giorni, sta suscitando dibattito, polemiche e proteste in Abruzzo.

Il Gruppo Toto ha dichiarato che il progetto rispetta le esigenze di sicurezza – tra cui pendenze ritenute testualmente “inaccettabili” – e di tutela dell’ambiente. Alcuni sindaci delle aree interne si stanno dichiarando favorevoli all’opera (dal Partito Democratico all’Italia dei Valori), puntando soprattutto sulle possibilità di collegamenti più rapidi che la variante potrebbe portare. Altri si stanno aggiungendo alle tantissime voci contrarie, organizzate in un fronte comune: Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua pubblica, WWF, Legambiente, Fai, Italia Nostra, Lipu, Cobas, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Marcozzi e Pettinari, hanno evidenziato che secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio “la Società Strada dei Parchi S.p.A. non ha la titolarità per presentare un progetto di tale portata” perché “le attuali norme comunitarie e quelle italiane escludono che il processo di adeguamento delle autostrade A24/A25 comporti la costruzione ex novo di costosissimi tratti diversi da quelli esistenti, senza ricorrere preventivamente alla rinegoziazione delle concessioni e quindi ad una nuova gara pubblica di affidamento”.

Maurizio Acerbo della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista ha fortemente criticato il Gruppo Toto e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Secondo l’ex consigliere regionale ed ex deputato, il gruppo “non avrebbe mai dovuto presentare” il progetto, e il governatore “non avrebbe mai dovuto sponsorizzare” per il “palese legame” con l’azienda stessa. Il progettista dell’opera ha dichiarato che, tra i motivi per la sua realizzazione, c’è il rischio per la sicurezza dei camion che potrebbero “andare a fuoco”. Ma, dichiara Acerbo, “non ci risulta che sia venuta dagli autotrasportatori la richiesta dell’opera anzi che importanti associazioni di categoria si siano dichiarate apertamente contrarie”. Altri punti contestati sono i numeri dei lavoratori che verranno impiegati (20 mila secondo l’azienda, un numero spropositato secondo Acerbo) e la provenienza dei 6 miliardi dichiarati di capitali privati. Ma, contesta ancora Maurizio Acerbo, “Ramadori (il progettista dell’opera) dimentica di dire che i soldi li metteranno i cittadini con i pedaggi”.

Le associazioni ambientaliste sono allarmate per l’area “delle sorgenti del Pescara, là dove nel sottosuolo c’è il bacino imbrifero più grande d’Italia e forse d’Europa, che fornisce acqua potabile a oltre metà degli abruzzesi” e per l’attraversamento di “Sic e riserve regionali di importanza strategica” che “rovinerebbe per sempre paesaggi unici, vera ricchezza di questa Regione”.

Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua pubblica – che ha reso noto il progetto pubblicandone anche gli elaborati – attacca D’Alfonso accusandolo di temere il confronto e di mancata trasparenza. “Un incubo sociale ed ambientale da fermare” definisce il progetto con “5 trafori del Gran Sasso nelle montagne piene d’acqua” e “Parco d’Abruzzo, Parco del Sirente, Simbruini, Gole del Sagittario e Gole di San Venanzio traforati per decine di km. Ferita la Val Vomano” che comporterebbero “impatti irreversibili su acquiferi, paesaggio, suolo, qualità della vita”. Diverse delle aree coinvolte, dettaglia la propria posizione il Forum, “sono siti della Rete Natura2000 dell’Unione Europea per l’importanza faunistica e floristica. Da una sommaria analisi i tracciati demolirebbero letteralmente pareti di nidificazione di specie rarissime come Aquila reale, Falco pellegrino, Gracchio corallino, Lanario (specie addirittura prioritaria per l’Unione Europea) e siti di piante uniche al mondo come il Fiordaliso del Sagittario.


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