ARTICOLO di Comitato Diritto alla Salute di Lavello / Foto: Archivio Tdf

Inceneritore di Melfi: radioattività e blitz notturni

Continuano i problemi all’inceneritore di Melfi: dalla visita del primo cittadino Livio Valvano, in piena notte, accompagnato dai Carabinieri, alle “anomalie radiometriche” che riguardano i camion che trasportano rifiuti, risultati radioattivi, in transito presso l’impianto dell’area industriale San Nicola.

La settimana scorsa il sindaco di Melfi, Livio Valvano – a seguito della segnalazione di anomale emissioni di fumo – ha deciso di effettuare un blitz presso l’inceneritore, in piena notte, accompagnato da Carabinieri ed Arpab (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ndr).
A seguito del blitz, il primo cittadino, ha dichiarato di aver “riscontrato una serie di anomalie nella gestione dell’impianto”, tanto da spingerlo a produrre un esposto alla magistratura. Esposto che si aggiunge alle varie denunce di “carenza di sicurezza interna all’impianto” prodotte negli ultimi anni dagli stessi lavoratori. Denunce presentate sia al Prefetto che alla magistratura.

E si continua a parlare di anomalie radiometriche
“Anomalie radiometriche”. Questa è la definizione data alle segnalazioni di camion, in transito presso l’inceneritore di San Nicola di Melfi, che trasportano rifiuti risultati radioattivi. La prima segnalazione risale, addirittura, al 16 dicembre 2014. L’ultima al 29 maggio 2017, per un totale di ben 39 segnalazioni giunte all’Arpab dai gestori dell’inceneritore Fenice-Edf-Rendina-Ambiente. Ogni camion in entrata dovrebbe essere verificato con il sistema di rilevamento posto all’interno dell’impianto. Nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) – rilasciata dalla Regione, non sono stati previsti casi del genere.
La procedura di trattamento di queste “anomalie” è stata concordata con Arpab, ed in base al tipo di radiazione rilevata si dovrebbero eseguire le operazioni del caso. La natura delle sorgenti radiometriche rilevate finora sono Iodio-131, Uranio-238, Radio-226, secondo i dati dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Alcuni dei camion segnalati sono rimasti nel parcheggio interno all’impianto in attesa del naturale decadimento della radioattività, per poi destinare il carico di rifiuti ad uno dei due forni. I siti di provenienza di questi camion sono i più disparati e tra questi anche i comuni di Potenza, Matera, Sant’Arcangelo e Atella.

Sui controlli periodici alla falda acquifera e sulla bonifica
L’Arpab – sul fronte dei controlli periodici sulla falda acquifera – per mancanza di tempo, o di personale (?), non ha effettuato i monitoraggi bimestrali di marzo 2017. Della bonifica non abbiamo notizie dall’ultima conferenza di servizi di febbraio scorso, nel corso della quale si è parlato di sperimentazione e di prove di laboratorio. Ricordiamo, infine, che ancora non ci risulta sia stata definita l’area interessata dalla contaminazione della falda stessa.

Un quadro sempre più incerto e preoccupante
Per noi sono solo due le strade percorribili per tentare di arginare la già martoriata e compromessa situazione ambientale dell’area nord della Basilicata e cercare, quindi, di garantire la salvaguardia della salute pubblica.
La prima è la revoca dell’Aia da parte della Regione Basilicata anche se siamo certi che la giunta di Marcello Pittella – che nel 2014 ha ostinatamente rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale con la certezza di tenere sotto controllo Fenice-Edf – si guarderà bene dal bloccare l’impianto, visto che l’inceneritore è il fulcro centrale della gestione dei rifiuti in Basilicata e del Piano regionale dei rifiuti.
La seconda è un intervento deciso da parte della magistratura con il commissariamento dell’impianto. Forse un commissario riuscirebbe a dare maggiori garanzie, almeno dal fronte controlli.

Quesiti che attendono risposte
Perché continuano ad arrivare all’inceneritore camion contenenti materiale radioattivo? Chi trasporta e gestisce questi rifiuti “contaminati” è al corrente di essere esposto a radiazioni? Chi certifica che i controlli interni vengano effettuati tutte le volte che un camion accede all’impianto e che questo sia stato fatto anche prima di dicembre 2014?

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