ARTICOLO di Comitato per la tutela e la salvaguardia dell’area Docg Greco di Tufo e della Valle del Sabato / Foto: Wikipedia Commons

Chianche, uniti contro il biodigestore

La Regione Campania nell’ambito della ”Programmazione di interventi strategici per la realizzazione di impianti di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti speciali e liquidi” – con delibera di Giunta n.123 del 7 marzo 2017 – ha finanziato, tra l’altro, l’impianto di biodigestore industriale di Chianche, in provincia di Avellino.

Al momento, quindi, non sono state ritenute sufficienti le incontrovertibili e oggettive motivazioni che il Comitato, i sindaci e le Amministrazioni comunali, i gruppi consiliari di Altavilla Irpina, Tufo, Petruro Irpino, Santa Paolina, Torrioni e Ceppaloni, deputati della Repubblica, esponenti di aziende del settore vitivinicolo, associazioni e movimenti ambientalisti e tanti cittadini dell’area hanno con forza e civiltà rappresentato.

Infatti, come più volte ribadito, la dichiarazione di disponibilità è stata avanzata in modo unilaterale e solitario dal Comune di Chianche in disprezzo dell’appartenenza all’area di alto pregio vitivinicola del “Greco di Tufo” di cui fanno parte ben otto comuni, nonché di quelli limitrofi; la scelta di localizzazione dell’impianto industriale di smaltimento riguarda un’area palesemente in contrasto con tutte le prescrizioni e i vincoli previsti dal bando regionale della Campania; l’aver scelto un territorio che per nulla si presta alle dimensioni e alle caratteristiche di un’area critica sacrificando tale scelta a quella più confacente proposta nel bando regionale successivo dove ai comuni si propongono, per la stessa filiera di trattamento dei rifiuti, delle compostiere su base comunale o limitatamente intercomunale, che meglio si adattano alle micro dimensioni territoriali della zona e che proprio in virtù di questo interessamento è stato prorogato nei termini.

Per queste ragioni invitiamo i Comuni dell’area Docg, la Comunità montana del “Partenio e del Vallo di Lauro”, i Consorzi di tutela, i rappresentanti istituzionali locali, provinciali, regionali e nazionali, i titolari delle aziende vitivinicole, l’Unpli e le Pro Loco, i movimenti e le associazioni ambientaliste e tutti i cittadini della Valle del Sabato a promuovere in modo unitario le più urgenti e utili iniziative di tutela per annullare formalmente gli atti deliberativi posti in essere in materia dalla Regione Campania, la quale – in questa vicenda – ha dimostrato una irresponsabile e superficiale insensibilità verso quest’area, consentendo di violare palesemente gli stessi vincoli che aveva prodotto nel bando di disponibilità.

Forse non è ancora chiaro, e questo valga per chiunque finga di non sapere, che se passa il biodigestore di Chianche, per questa zona ma anche per tutte quelle similari a vocazione protetta della nostra provincia, non ci sarà più argine perché esse vengano declassificate e svendute sotto l’aspetto socio-economico e ambientale. Ci affidiamo al buon senso, alla responsabilità morale e alla passione civile di tutti affinché si possa vincere uniti questa ennesima battaglia per il futuro delle nostre terre.

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