Rottami
Foto: Rottami // Wikipedia Commons

Bonifica discariche abusive: in Abruzzo arriva il commissario

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Il governo dispone l’invio di un commissario per la bonifica di dodici discariche abusive abruzzesi. Provvedimento che coinvolge anche altre cinque regioni, ma l’Abruzzo detiene il record.

La bonifica di ventidue discariche abusive, sotto procedimento di infrazione europea, sarà curata da un commissario. È quanto ha deciso il governo su proposta del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Compito che è stato assegnato al Generale di brigata dell’Arma dei carabinieri, Giuseppe Vadalà. Le regioni coinvolte sono Calabria, Campania, Sicilia, Veneto, Lazio e Abruzzo. Ma è quest’ultima che, con dodici impianti, detiene il record di discariche coinvolte: Sant’Arcangelo Bellante (provincia di Teramo), Pizzoli, Castel di Sangro e Ortona dei Marsi (provincia dell’Aquila), Celenza sul Trigno, Lama dei Peligni, Palena, Taranta Peligna e Vasto (provincia di Chieti), San Valentino in Abruzzo Citeriore e Penne (provincia di Pescara).
Secondo il ministro Galletti il commissariamento è necessario per accelerare le bonifiche ed evitare che l’Italia continui a pagare i costi dell’infrazione europea, che sono arrivati anche a 40 milioni di euro l’anno dopo la sentenza della Corte europea del dicembre 2014. Di parere opposto il sottosegretario abruzzese all’Ambiente e alla Protezione civile, Mario Mazzocca, secondo cui il commissariamento porterà ad ulteriori ritardi a causa di nuovi adempimenti burocratici. Pesanti attacchi alla Regione Abruzzo, invece, arrivano dal Movimento 5 Stelle. La capogruppo regionale, Sara Marcozzi, ha definito inaccettabile l’immobilismo della Giunta regionale, che ha sempre “accampato scuse” per difendere la propria inerzia, rispetto a queste discariche che continuano a contaminare i territori regionali.
Appare sorprendente la vicenda della discarica di Bellante. Il primo cittadino Giovanni Melchiorre ha dichiarato che i lavori sono stati completati 8 mesi fa, così come dimostra la documentazione inviata alla Regione. Per un’incredibile coincidenza, poche ore dopo la decisione ministeriale, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ha sequestrato un’area di 5 mila metri quadrati di proprietà del Comune. L’area è destinata a deposito di mezzi comunali ma i controlli degli uomini del Noe avrebbero accertato la presenza di una discarica abusiva di rottami metallici, scarti vegetali, neon, pneumatici e altri rifiuti.
Il 23 settembre 2014, l’allora assessore all’Ambiente, Mazzocca, rese noto un fittissimo elenco di discariche abusive da bonificare “speditamente”, in cui riportò che per la discarica di Ortona dei Marsi era “in corso attività per la presumibile esclusione del sito dall’anagrafe regionale in quanto sito non inquinato”.
Il 19 maggio dello scorso anno, l’apposita Commissione regionale aveva stabilito l’esclusione dalla procedura di Valutazione d’impatto ambientale per la messa in sicurezza della discarica di Pizzoli. Il progetto – come è possibile leggere sul sito dello Sportello regionale ambiente – prevede la copertura dei rifiuti presenti e l’impermeabilizzazione dei terreni intorno alla discarica. Sullo stesso sito troviamo un progetto di bonifica della discarica di Palena datato settembre 2011. Sempre nella seduta del 19 maggio 2016 la Commissione aveva stabilito l’esclusione dalla Via anche per la discarica di Taranta Peligna. Progetto che prevede la copertura dei rifiuti presenti la messa in sicurezza delle acque sotterranee “mediante isolamento e cinturazione del corpo rifiuti con trincea drenante”.
Per la discarica di Celenza sul Trigno, già l’11 novembre 2015 (oltre due anni fa) sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo è stato pubblicato il provvedimento di approvazione della bonifica. Seguito nel marzo dell’anno scorso dalla sottoscrizione di una convenzione tra Regione e Comune e una “perizia di variante non sostanziale” al progetto nel febbraio di quest’anno.
Nel mese di gennaio 2015 furono stanziati 1.800.000 euro (985.000 stanziati dal ministero e la restante parte dalla Regione) per la bonifica della discarica di Lama dei Peligni. Una discarica nata abusivamente e successivamente autorizzata dall’allora sindaco nel 1986, chiuse definitivamente nel 1996. L’appalto per la bonifica della discarica di Penne era stata appaltata il 26 maggio 2016 per oltre 1.900.000 euro.
Nell’elenco non manca all’appello Vasto. Bonificata nelle scorse settimane la discarica sotto l’autostrada A14, come più volte documentato da Terre di frontiera, per la città proseguono i problemi ambientali. Sono addirittura due le discariche abusive commissariate. Secondo il sindaco Francesco Menna i lavori di bonifica di una delle due discariche, quella di Via Lota, sono stati completati il 5 gennaio di quest’anno. Più complessa la situazione dell’altra, in Vallone Maltempo. Il cartello del cantiere, oggi divelto e gettato nell’erba, indicava data fine lavori 22 novembre 2016. Invece sono stati interrotti per un errore progettuale che ha costretto ad una perizia di variante. Una perizia che non è stata ancora approvata. L’amministrazione, a tal proposito, evidenzia “problemi di competenza insorti tra gli organi sovraordinati”. Con questa motivazione l’amministrazione comunale si è sollevata da ogni responsabilità. Ci chiediamo, pertanto, quali siano i problemi di competenza e quali gli enti coinvolti? La consistenza dell’errore? Chi l’ha compiuto? È possibile che nessun ente, compreso il Comune di Vasto, non abbia avuto la possibilità di accorgersene?

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