ARTICOLO di Alessio Di Florio / Foto: Wikipedia Commons

Il Marocco ferma temporaneamente le ecoballe italiane

La ditta produttrice conferma: “Sono rifiuti interamente abruzzesi”

La vicenda delle ecoballe italiane spedite in Marocco – di cui ci siamo già occupati – negli ultimi giorni si arricchisce di nuovi dettagli. Le prime fonti ascoltate informavano di rifiuti pronti a partire da “Taverna Del Re”, a Giugliano di Napoli, in Campania, poi smentite. Si ha conferma, invece, che il carico è partito il 17 giugno scorso dal Porto di Ortona, in provincia di Chieti, col cargo olandese Flinterspirit. Giunte in Marocco, le ecoballe – come dichiarato dalla ministra dell’Ambiente, Hakima El Haité (finita nel mirino delle critiche di ambientalisti e opposizioni in queste settimane) – sono state bloccate “a Bouskoura in attesa delle analisi” e affidate “a una società francese”. “I documenti di accompagnamento che sono italiani attestano la non pericolosità. Ma il laboratorio francese ora ci dirà se il carico è in linea con i parametri Ue, se è nocivo per la salute dei cittadini”, ha specificato la ministra, aggiungendo anche che “i rifiuti provengono dalla zona di Pescara”. Ed era questo uno degli aspetti su cui non si avevano notizie certe. Ma ora c’è la conferma. La redazione abruzzese de Il Messaggero, infatti, ha contattato la Deco, la società con sede a San Giovanni Teatino che ha confezionato e spedito le ecoballe. L’azienda ha confermato che i rifiuti finiti nelle ecoballe sono “speciali indifferenziati assolutamente non pericolosi” e di aver fornito “ogni informazione al ministero dell’Ambiente”, confermando che i rifiuti vengono da Pescara. “Dopo il conferimento nella struttura di Chieti – specificano dalla Deco – i rifiuti pescaresi diventano di proprietà della Deco che vende al miglior offerente la quota di maggiore potere calorifico destinata per lo più a inceneritori e cementifici”.

In attesa di eventuali sviluppi in Marocco rimangono ancora senza risposta alcuni nostri interrogativi di rilievo. La Romania è una delle possibili destinazioni dei rifiuti campani di “Taverna del Re”, nonostante la smentita dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente romena? Perché è stata indicata “Taverna Del Re” come località di partenza delle ecoballe giunte in Marocco se, invece, il luogo di partenza è l’Abruzzo? Nel numero di giugno di Terre di frontiera abbiamo affrontato la situazione abruzzese della gestione del ciclo dei rifiuti, riportandone criticità ed “emergenze”. Ricordiamo che nel 2012 (ultimi dati validati dalla Regione Abruzzo) i rifiuti abruzzesi sono stati conferiti “in impianti localizzati in almeno 25 province oltre le 4 abruzzesi”. Oltre queste 25 province italiane c’è quindi anche il Marocco?

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