ARTICOLO di Daniela Spera / Foto: Wikipedia Commons

Deposito di scorie, avviata consultazione pubblica

Dopo una lunga attesa è stata finalmente avviata la fase di consultazione pubblica nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (Vas) del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Entro il prossimo 13 settembre dovranno pervenire alla Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili, l’efficienza energetica, il nucleare del ministero dello Sviluppo economico oppure alla Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le osservazioni del pubblico interessato.

Ai sensi dell’articolo 10, comma 3 del decreto legislativo n.152/2006 e smi, il procedimento di Valutazione ambientale strategica comprende la valutazione di incidenza di cui all’articolo 5 del decreto del presidente della Repubblica n.357/1997 e smi, in quanto il piano interferisce con aree afferenti alla Rete Natura 2000.
La documentazione depositata è consultabile sui siti web dei ministeri competenti. L’avviso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio scorso. A partire da questa data, e per i successivi sessanta giorni, è possibile presentare le proprie osservazioni.

Ricordiamo che la Valutazione ambientale strategica (Vas), introdotta dall’Unione europea con la direttiva 2001/42/CE – e recepita dall’Italia con il decreto legislativo n.152/2006 – è lo strumento di valutazione degli effetti ambientali dei piani e dei programmi, che per un’effettiva azione preventiva di tutela va attivata fin dalle prime fasi del processo decisionale.

Il procedimento giunge dunque ad una fase saliente al termine della quale sarà definita anche la strategia nazionale per l’individuazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, sulla base di quanto disposto dalla direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. La normativa obbliga gli Stati membri dell’Unione europea a predisporre un Programma Nazionale quando materiale nucleare esaurito e rifiuti radioattivi derivano da attività civili, dalla generazione fino allo smaltimento. Tale direttiva è stata recepita con il decreto legislativo n.45 del 4 marzo 2014.

In base ai processi di produzione (comparto energetico e non energetico) che hanno dato origine al rifiuto radioattivo, alla detenzione delle sorgenti dismesse e del combustibile irraggiato sono stati identificati i detentori/produttori presenti nel territorio italiano. Nel Meridione spiccano i siti Itrec di Rotondella (Matera) gestito da Sogin, il deposito ex Cemerad di Statte (Taranto) e il deposito Sicurad di Palermo. C’è però ancora del mistero intorno alla scelta del sito idoneo. Anche la Sardegna, secondo quanto riportato in alcune osservazioni, sarebbe nel mirino del governo come candidato a sito di deposito nazionale.

Appare molto articolato e a tratti molto vago il piano degli obiettivi generali della politica nazionale. Infatti, nel Rapporto preliminare, relativo alla Vas, sono così enunciati:
1. Trattare e condizionare in sicurezza tutti i rifiuti radioattivi liquidi e solidi in deposito sui siti, al fine di trasformarli in manufatti certificati, temporaneamente stoccati sul sito di produzione, pronti per essere trasferiti al Deposito nazionale;
2. Aggiornare l’inventario nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito con periodicità annuale;
3. Smaltire in sicurezza i rifiuti radioattivi generati in Italia, in via prioritaria, nel territorio nazionale, così come stabilito dalla Direttiva 2011/70/Euratom;
4. Localizzare, costruire ed esercire il Deposito nazionale destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi generati nel territorio nazionale, provenienti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti nucleari, quando derivano da attività civili, incluso in un Parco tecnologico comprensivo di un Centro di studi e sperimentazione, così come specificamente disciplinato dall’articolo 27 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31;
5. Smaltire nel Deposito nazionale i rifiuti radioattivi a bassa e media attività, derivanti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti nucleari, quando derivano da attività civili;
6. Immagazzinare, a titolo provvisorio di lunga durata, nello stesso Deposito nazionale i rifiuti radioattivi ad alta attività e il combustibile esaurito, provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari, quando derivano da attività civili. Per lo smaltimento di questi ultimi, la soluzione che, attualmente a livello internazionale, raccoglie il maggior consenso degli specialisti è quella dello smaltimento in formazioni geologiche. Nel caso italiano, considerato che la quantità di rifiuti radioattivi ad alta attività (incluso il combustibile esaurito) da smaltire è modesta, la soluzione della realizzazione di un deposito geologico nel territorio nazionale è apparsa sovradimensionata, oltre che economicamente non percorribile. Pertanto, dovranno essere valutate possibili iniziative a livello internazionale mirate ad un accordo per un sito di smaltimento geologico utilizzabile da parte di più Paesi;
7. Trasportare all’estero il combustibile nucleare esaurito, ancora presente sul territorio nazionale presso le centrali nucleari dismesse, per essere sottoposto a trattamento e riprocessamento, ai sensi di specifiche direttive/accordi governativi, fatti salvi i casi particolari per i quali comunque si assicura la gestione coerente con i succitati principi della direttiva 2011/70/Euratom. All’esito del trattamento, ricondurre in Italia i rifiuti radioattivi derivanti dagli specifici contratti/accordi di riprocessamento del combustibile nucleare esaurito;
8. Garantire il rispetto degli impegni tra la Repubblica italiana e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) sulla gestione dei rifiuti radioattivi nel sito del Centro Comune di Ricerca ubicato nel Comune di Ispra (VA);
9. Realizzare un programma per attività di ricerca e sviluppo esclusivamente finalizzato alla gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi in linea con i contenuti del Programma nazionale;
10. Attuare prioritariamente, per il raggiungimento dei precedenti obiettivi, una corretta, obiettiva e puntuale informazione, al fine di garantire trasparenza ed effettiva partecipazione da parte del pubblico ai processi decisionali concernenti la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.

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