Deposito di rifiuti radioattivi
Foto: Deposito di rifiuti radioattivi // Wikipedia Commons

Il deposito di scorie e le provocazioni di Calenda

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Il ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, annuncia la pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito di scorie nucleari, prima delle elezioni del 4 marzo,
ma non ha ancora risposto alle osservazioni ricevute da oltre 50 Comuni della Basilicata e da cittadini ed associazioni.

All’annuncio del ministro Calenda di voler pubblicare prima delle elezioni la Carta delle aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito di scorie nucleari (Cnapi), secondo cui attende solo il parere formale del ministero dei Beni culturali, guidato da Dario Franceschini, rispondia.o che i Lucani sono pronti per riorganizzare una nuova pacifica e civile protesta contro l’ipotesi di realizzare il deposito nazionale in Basilicata. A dichiararlo è Pasquale Stigliani, portavoce dell’Associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie.
Abbiamo più volte denunciato che la Carta coinvolgerà parte del territorio della Basilicata della collina ionica e della Murgia, nei pressi di Matera, Capitale europea della cultura 2019.
Ricordiamo al ministro Calenda che, prima della pubblicazione della Cnapi, deve rispondere alle centinaia di osservazioni che ha ricevuto da oltre 50 Comuni lucani e numerose associazioni, nella fase di consultazione del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi nella procedure di Valutazione ambientale strategica (Vas) nel settembre 2017, che riguarda anche l’argomento deposito nazionale.
Se così non fosse – conclude Stigliani – si interrompe a priori il dialogo tra Governo, le popolazioni e le Istituzioni locali, che si rifiutano di ricevere una struttura che non genera ricchezza ma impoverisce il territorio.

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