di Fronte Sannita per la Difesa della Montagna (Foto: Pellegrino Tarantino)

In difesa delle terre contadine e della Costituzione

Parte il 19 agosto 2016 uno sciopero della fame collettivo per fermare il folle progetto di trasformare l’Appennino campano in una mega centrale di produzione di energia elettrica.

Eolico, trivelle, impianti idroelettrici, termovalorizzatori, fotovoltaico a terra. Centinaia di migliaia di appezzamenti di terreno agricolo, pascoli permanenti gravati da uso civico, una “cattedrale dell’acqua” – quale l’area carsica del Matese Sud-Orientale – espropriati per una falsa “pubblica utilità”.
Questi “conquistadores” scendono dal nord con la loro divisa da pipistrelli, con valigetta in mano senza aver mai messo piede su un qualsiasi pezzo di terreno e se lo prendono acquisendone il diritto e togliendolo a chi quella terra l’ha lavorata e vissuta da secoli. Terra che ha sfamato famiglie e che sono costate sudore, sacrificio, lacrime e sangue. Preziose terre del Matese trasformate in impianti industriali per la produzione di energia elettrica. Un disastro che si compie nell’indifferenza delle popolazioni e con la compiacenza e la complicità di amministratori e istituzioni pubbliche. Autorizzazioni e pareri positivi dati in difformità e nel disprezzo della legge.

La Regione Campania, da una parte, finanzia con miliardi di euro progetti per la tutela e salvaguardia dell’ambiente e per lo sviluppo del turismo e, dall’altra, autorizza impianti industriali che devastano lo stesso ambiente. Finanziamenti che nulla hanno a che vedere con l’ambiente ma sono funzionali a quel potere politico-clientelare che ha generato queste nefandezze ai danni dell’ambiente, dei beni culturali, archeologici, alle biodiversità. Ed in tutto questo abbiamo assistito anche al silenzio degli Enti provinciali per il turismo, dei Gruppi di azione locale (Gal), che non hanno mai speso una parola contro queste devastazioni annunciate, ed in parte compiute, per difendere il territorio, i beni ambientali e storici che, pur essendo lautamente finanziati dalla Regione, si dilettano a finanziare sagre paesane e concerti. Qualche cosa non ci torna o, forse, i conti tornano perfettamente.

Come comitati, associazioni, singoli cittadini ci troviamo disarmati di fronte a queste sottrazione di diritti fondamentali costituzionali perpetrati nei confronti del territorio appenninico e come cittadini, associazioni e comitati rivendichiamo il diritto opponendoci con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Attueremo, perciò, uno sciopero della fame per portare all’attenzione generale dello scempio che si sta consumando tra il Matese Sud-Orientale e la Valle del Tammaro che distruggerà definitivamente ed irreversibilmente un territorio prezioso ed irripetibile.
Contestualmente chiederemo un incontro urgente con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per chiedere l’annullamento in autotutela di tutte le autorizzazioni concesse, a nostro avviso fuori dalla legge, per una loro rivalutazione dopo aver approvato il Pear ed individuato i siti non idonei. Confidiamo nella solidarietà e la partecipazione di chiunque ami questa terra per difenderla e tutelarla dall’aggressione speculativa dei signori dell’energia.

Chi volesse trascorrere una giornata con noi e rendersi conto, direttamente, dei luoghi che vogliono trasformare in una fabbrica industriale per la produzione di energia elettrica, appuntamento domenica 21 agosto alle ore 9,00 ai Tre Cantoni della Montagna di Morcone. Cammineremo lungo i crinali che vogliono devastare con l’installazione di pale eoliche.

Ecco i due percorsi possibili da Morcone e da Cerreto Sannita
La località è Ripa Male Portelle della Montagna di Morcone. Si percorre la Statale 127 che da Morcone porta a Pietraroja. Dopo poco più di 5 chilometri c’è una deviazione sulla sinistra con una grande croce in ferro e con l’indicazione “Fasana”. Seguire la strada fino ai Tre Cantoni. Chi, invece, scegliesse di raggiungerci da Cerreto raggiungere la strada per “Monte Coppe”, poi alla fine della strada segnata inizia un sentiero di poco più di 500 metri per raggiungere i Tre Cantoni.


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