ARTICOLO di Pietro Dommarco

Senza memoria e dignità

In Basilicata dovrebbero istituire un giorno della memoria. Il giorno della memoria corta. Potrebbe cadere il 20 gennaio.
Infatti, il 20 gennaio, sindaci, sindacati e menestrelli della Val d’Agri – per antonomasia la valle del petrolio d’interesse nazionale – si sono incontrati a Grumento Nova. Sul tavolo una piattaforma programmatica sottoscritta dai primi cittadini che in qualche ora di boria e baldoria ha cancellato la storia – recente e meno recente – della presenza di Eni e company in territorio lucano.
Una piattaforma politica che, di fatto, manda ad incenerimento gli impatti economici, sociali ed ambientali di venti anni di estrazioni petrolifere. A Grumento Nova, la classe dirigente locale – che, diciamolo senza remore, in questi anni ha gestito l’affaire petrolio, le autorizzazioni, le contrattazioni ed il baratto di risorse – è caduta fintamente dalle nuvole.
Il 20 gennaio i sindaci, conquistata una nuova verginità, hanno parlato di scenari possibili, di sviluppo concreto, dello stato dell’economia della Val d’Agri e del futuro, di potenzialità del territorio e di ripartenze dallo stesso, di programmazione dal basso, di garanzie ed equilibri sociali ed imprenditoriali, di negoziazioni, di sviluppo sostenibile.
Ed ancora, di rifinanziamento del piano operativo Val d’Agri, di attività estrattive, di punto zero sull’occupazione e bla, bla, bla.
I sindaci, in sostanza, avanzano una piattaforma basata su palesi contraddizioni: da una parte il rifinanziamento di quel Piano operativo Val d’Agri che, negli anni, ha sempre elargito royalties in cambio di nuove autorizzazioni finalizzate all’aumento della produzione di greggio e gas e, dall’altra, la graduale diminuzione delle attività del Centro olio di Viggiano.
Per intenderci, il raddoppio è già stato autorizzato e le royalties sono le stesse che la Corte dei conti ha registrato alla voce “spese correnti” e non alla voce “sviluppo e lavoro”.
Parlare di punto zero, ora, ha tutta l’aria di una bella presa per i fondelli. Così come, una bella presa per i fondelli, è parlare di salvaguardia delle aree sensibili della regione, di tutela dei bacini idrici, delle aree protette, dei fiumi. Una bella presa per i fondelli è chiedere la fine delle negoziazioni tra pozzi ed unità lavorative, perché da venti anni a questa parte se c’è qualcosa che gli enti locali hanno fatto è stato negoziare, solo negoziare, firmando contratti a perdere. Persi come salute (oggi messa sul piatto della negoziazione invocando l’Organizzazione mondiale della sanità), ambiente e comunità.
Uno degli effetti dell’inchiesta oilgate della Procura di Potenza è stato ricompattare gli amministratori intorno al grande sogno dell’oro nero, senza memoria e senza dignità.

Un pensiero riguardo “Senza memoria e dignità

  • 29 gennaio 2017 in 21:45
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    Purtroppo il dio danaro la fa da padrone e in questa valle di lacrime gli amministratori vogliono amministrare danaro pro domo loro e della parentopoli

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