ARTICOLO di Alessio Di Florio / Foto: Cityrumors.it

Abruzzo, maxi incendio allo stabilimento Richetti

Dopo l’emergenza idrica, ancora senza cause e soluzioni, un nuovo stato di allerta ambientale sta mettendo a dura prova il teramano: un maxi incendio ha coinvolto lo stabilimento Richetti di Teramo, specializzato nella conservazione e nella distribuzione di biscotti ed altri alimenti. Operai in salvo, ma si teme una nube tossica.

Nella tarda serata di ieri (26 giugno, ndr) un maxi incendio ha colpito lo stabilimento industriale della Richetti a Teramo. Seimila metri quadrati di capannone completamente avvolti dalle fiamme. Il rogo ha coinvolto principalmente il magazzino per lo stoccaggio degli imballaggi, di cartone e legno. In un primo momento, a destare le maggiori preoccupazioni il reparto degli oli vegetali e i serbatoi di gas e azoto. Ma nella notte è arrivato un nuovo allarme maggiore: nel tetto del capannone dovrebbe essere presente eternit. Il condizionale è d’obbligo, in attesa dei risultati delle analisi sull’aria effettuate dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), e di comunicazioni ufficiali dalle autorità sanitarie.

Alle 8 di questa mattina (27 giugno, ndr) un’enorme nube si è diretta verso la costa e vari comuni. I sindaci di Teramo e Bellante, nella notte, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre. Nei prossimi giorni si dovrebbe avere un quadro chiaro dei danni e delle conseguenze ambientali. Ma, ancora una volta, all’Abruzzo sono associati incidenti, pericoli e minacce. Non è la prima volta, infatti, che accade un evento di questo tipo.

La lunga lista degli incidenti agli stabilimenti industriali della regione
Nel 1997 il comune di San Salvo, in provincia di Chieti, fu minacciato da un’enorme nube tossica che, per mesi, si stagliò sul territorio comunale. L’emergenza rientrò a fatica e sull’episodio aleggiarono dubbi circa le possibili cause. Probabilmente riconducibili alla locale zona industriale. Ma di concreto poco o nulla. Nel marzo scorso, invece, il quarto incendio – in 12 anni – ha coinvolto la Seab di Chieti Scalo. Il più grande, avvenuto nel 2009, per alcuni giorni provocò il divieto di commercializzazione e consumo di prodotti agricoli.
Nel 2013 e nel 2014 due esplosioni distrussero altrettante fabbriche di fuochi d’artificio a Tagliacozzo e Città Sant’Angelo. Due gravissimi incidenti che s’inseriscono nell’ambito della direttiva Seveso sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e della sua applicazione in Abruzzo, soprattutto dal punto di vista della conoscenza del rischio da parte della popolazione. Un aspetto, questo, che abbiamo approfondito sulla nostra rivista nello scorso mese di aprile.

È in questo contesto che arriva la denuncia del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua: la Regione Abruzzo insieme ad altre cinque Regioni è priva di un proprio supporto aereo per lo spegnimento degli incendi in caso di emergenza. Solo una convenzione con i Vigili del fuoco impedirà che dal primo luglio si rimanga inermi di fronte ai grandi incendi, come quelli che ogni estate colpiscono vaste aree, comprese riserve e parchi naturali. Mentre 36 milioni di euro vengono spesi per ogni chilometro della Fondavalle Sangro, la strada statale 652, un’infrastruttura che stanno costruendo scegliendo “di spostare il tracciato in aree ufficialmente a massimo rischio frana, addirittura con frane attive, invece di migliorare il tracciato attuale”, risparmiando due terzi delle spese.

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