Comitato pugliese Acqua Bene Comune
Foto: Comitato pugliese Acqua Bene Comune

A Bari, associazioni e cittadini per il bene comune

in Meridiano/Territori di

Domenica 7 gennaio, a partire dalle ore 16:00, assemblea pubblica dei movimenti in Puglia per la salvaguardia di territorio e salute, presso lo Spazio di mutuo soccorso di via Giovanni Amendola, a Bari.

I nostri territori sono sempre più sotto attacco di multinazionali e grandi speculatori che, pur di incrementare i propri profitti – e con la compiacenza, se non la complicità, di chi occupa posti di potere nelle istituzioni – rubano risorse, si appropriano dei beni comuni, devastano l’ambiente e la nostra salute.
Da una parte, il governo Gentiloni militarizza il Salento, reprimendo l’opposizione della popolazione al Tap e preme affinché ad eventuali compratori dell’Ilva sia garantito di continuare a uccidere Taranto, non rispettando nemmeno le prescrizioni più basilari a salvaguardia della salute. Dall’altra, la Regione Puglia – al di là del doveroso ricorso al Tar contro l’ultimo decreto del governo sull’Ilva – dà il proprio via libera a Tap mentre, contemporaneamente, contro il volere popolare emerso dal referendum del 2011, si rifiuta di ripubblicizzare l’acquedotto pugliese (l’unico modo, fra l’altro, di per metterlo in sicurezza dalla privatizzazione), nonostante la fattibilità giuridica ed economica dimostrata dal professor Alberto Lucarelli nel tavolo tecnico paritetico tra Regione Puglia e Comitato pugliese Acqua Bene Comune.
Non si registrano, inoltre, prese di posizione rispetto agli effetti che le attività estrattive nella vicina e martoriata Basilicata producono sul territorio pugliese: dall’inquinamento di importanti fonti di approvvigionamento idrico come l’invaso del Pertusillo al progetto Tempa Rossa che coinvolge pesantemente anche Taranto.
Dalle eradicazioni degli ulivi, in ragione della cosiddetta “emergenza Xylella”, alla privatizzazione dell’Acquedotto pugliese. Dal Tap all’Ilva. Dal business dei rifiuti-inceneritori a quello delle estrazioni petrolifere. Dalle discariche ai mega parchi fotovoltaici ed eolici che devastano il nostro territorio. Siamo sotto assedio.
È arrivato il momento di riorganizzare il fronte comune contro questo scempio, di unire le lotte e di discutere di come riappropriarci dei territori, dei beni comuni e degli spazi di democrazia, non limitandoci a muoverci nella contingenza di una singola vertenza.
Non possiamo che provare a costruire un percorso che non solo imponga le nostre rivendicazioni alle Istituzioni, ma che provi a sottrarci e renderci autonomi da questo sistema (su vari piani), attraverso l’autorganizzazione e le pratiche di autodeterminazione che – associate ad atti di resistenza – restituiscano senso e vita al principio costituzionale di sovranità popolare.
Sentiamo l’esigenza, dunque, di aprire questo dibattito con le reti, i movimenti, le associazioni e i cittadini che si battono per la salvaguardia dei territori, dei beni comuni, della salute.

Lascia un commento

Your email address will not be published.