di Alessio Di Florio / twitter @diflorioalessio (Foto: Forum Abruzzese)

Balneazione e depurazione, incubo in Abruzzo

Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua pubblica è tornato ad occuparsi della qualità delle acque di balneazione e della depurazione. Al centro della cronaca la grave situazione, attuale e pregressa, in cui verte il litorale del capoluogo adriatico, con lunghi tratti costieri off-limits alla balneazione.

La Direttiva 7/2006/CE, impone, infatti, lo stop alla balneazione nei tratti costieri in cui la qualità delle acque è stata classificata sempre come “scarsa” nell’ultimo quinquennio, in una scala che prevede quattro classi di qualità: “eccellente”, “buona”, “sufficiente” e “scarsa”. Ed è così anche per l’anno in corso. L’Abruzzo ha iniziato la stagione balneare con 18 tratti chiusi, più del 15% della costa, di cui 8 per tutta la stagione perché classificati per cinque anni in categoria “scarsa”.

L’Agenzia regionale per tutela dell’ambiente (Arta) ha descritto una “situazione da incubo”. Fino a marzo del 2016, 12 controlli su 29 dei depuratori hanno evidenziato superamenti del limite per quanto riguarda il batterio Escherichia Coli. Ed il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua pubblica denuncia “Record negativi al depuratore Anello di Guardiagrele con 3.800.000 UFC/100 ml (sì, tre milioni e ottocentomila a fronte del limite di cinquemila) e al depuratore in Località Chiuse a San Buono con 2.900.000 UFC/100 ml. Forti criticità, con valori oltre i 100.000 UFC/100 ml anche a Bucchianico (110.000 UFC/100ml), Pollutri (150.000 UFC/100 ml) e Paglieta (140.000 UFC/100 ml). Superamenti meno consistenti ma sempre preoccupanti in diversi altri centri: Francavilla al mare (il famigerato depuratore di Pretaro), Cupello, Fara Filiorum Petri, Monteodorisio, Arielli, Rapino e Guardiagrele.” Situazione non diversa in Provincia di Pescara. Sempre nei primi 3 mesi di quest’anno il 42% dei controlli sull’Escherichia Coli ha evidenziato superamenti del limite. “Criticità sono state rilevate in ben 10 dei 23 depuratori controllati sia sull’asta del Pescara che su quella del Tavo-Saline, nei seguenti comuni: Alanno, Bussi sul Tirino, Collecorvino, Cugnoli, Manoppello, Moscufo, Penne, Popoli, San Valentino e Scafa. Il caso peggiore è stato il depuratore di San Valentino con 3.400.000 (sì, tre milioni e quattrocentomila) UFC/100 ml. Il milione viene raggiunto anche a Moscufo. Punte oltre o uguali a 100.000 UFC/100ml anche a Bussi, Manoppello e Popoli.”

Il 2 giugno scorso l’Associazione “Pescara Punto Zero”, e lo stesso Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua pubblica, hanno inviato una diffida agli enti locali chiedendo di dimostrare l’eliminazione delle fonti di contaminazione prima della riapertura dei tratti costieri classificati come scarsi “scarsi”: “Se i fiumi rimangono vere e proprie fogne e, anzi, la loro condizione peggiora, i tratti che hanno mostrato criticità a Pescara e nel resto d’Abruzzo non possono essere riaperti alla balneazione” e, alla luce degli ultimi dati in peggioramento del fiume Pescara, “praticamente il principale corso d’acqua abruzzese si può paragonare ad un grande scarico illegale con portata di decine di migliaia di litri al secondo.”

Questa la sintesi della situazione riportata dai due sodalizi ambientalisti. “Lo scorso 17 maggio i valori di Escherichia coli hanno subito un’impennata passando da migliaia di Unità Formanti Colonia/100 ml dei campioni dei mesi precedenti al dato incredibile di 110.000 UFC/100ml. Anche per il parametro degli enterococchi si è registrato un drastico aumento arrivando a 15.000 UFC/100 ml. Tra l’altro non solo i livelli di inquinamento in arrivo da monte sono molto elevati ma si registra un ulteriore peggioramento del 20% per l’Escherichia coli nel passaggio in città, tra punto di campionamento sul fiume in ingresso a Pescara e punto alla foce. Gli enterococchi addirittura triplicano. Ricordiamo che il limite per lo scarico di un depuratore è di 5.000 UFC/100ml. Qui l’intero fiume ha valori 22 volte maggiori”.

Nelle scorse settimane, mentre i soci la Sasi – società che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Chieti – si sono riuniti per il rinnovo del Consiglio di amministrazione, il Procuratore capo di Lanciano, Francesco Menditto, ha lanciato alla stessa società quasi un ultimatum. “La Sasi deve mettersi in regola entro il 30 settembre, altrimenti scatteranno i sigilli ai 12 depuratori”. Già lo scorso anno, il 28 aprile 2015, la Procura sequestrò 12 depuratori tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri, giudicandoli sottodimensionati e malfunzionanti o inattivi ed accusandoli di scaricare nei fiumi Feltrino, Sangro e Osento – così come in mare – reflui con sostanze inquinanti. Nelle ultime settimane, le associazioni ambientaliste promotrici della diffida – a seguito di un serrato monitoraggio dei siti istituzionali dei Comuni costieri abruzzesi – hanno fortemente criticato l’amministrazione comunale di Giulianova in quanto “l’Arta risulta aver comunicato il 15 giugno al Comune l’avvenuto superamento dei limiti di legge nel tratto 250 m a Nord della foce del Tordino’. L’ordinanza, firmata da un dirigente, riporta la data di emissione del 17 giugno, a due giorni di distanza dalla comunicazione dell’Arta” e “risulta essere stata pubblicata sull’albo pretorio solo il 20 giugno”. Il tempo trascorso tra comunicazione dell’ARTA ed emissione dell’ordinanza è incompatibile con una corretta gestione della problematica secondo le norme vigenti perché “le ordinanze hanno senso solo se emesse nell’immediatezza visto che stiamo parlando della tutela della salute pubblica”.


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