di Comitato per la tutela del paesaggio dell’Alta Irpinia (Foto: Pellegrino Tarantino)

Eolico, lettera del Comitato tutela paesaggio Irpinia

Lettera aperta al sindaco di Aquilonia, Giancarlo De Vito; al delegato all’Urbanistica del Comune di Aquilonia, Antonio Caputo; a Mario Lo Sasso del dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Napoli; a Pio Castiello, tecnico redattore PUC Comune di Aquilonia; a Giuseppe Calabrese, capo ufficio tecnico Comune di Aquilonia; Amedeo Lepore, assessore Attività produttive della Regione Campania; ai nostri concittadini irpini.

Il Comitato per la tutela del paesaggio dell’Alta Irpinia, nato per portare avanti obiettivi di difesa e valorizzazione delle risorse ambientali del nostro territorio, con particolare attenzione al tema dell’eolico selvaggio, vista l’imminente scadenza della moratoria Bonavitacola-Iannace – prevista per il prossimo 3 ottobre 2016; vista la prossima conclusione dell’iter procedurale del PEC; visto lo stato di avanzamento del PUC, chiede:

1) Aggiornamenti sui contenuti del PEC, con particolare attenzione a: previsione di eventuali ulteriori aree idonee per la collocazione di impianti eolici rispetto a quelle deliberate dal consiglio comunale del 2005 e confermate nello strutturale del PUC adottato dalla precedente amministrazione; numero, collocazione e tipologia degli impianti eolici (macro o mini) relativi a procedure autorizzative concluse e in via di realizzazione e loro ubicazione; indirizzi progettuali forniti dall’amministrazione ai fini della redazione del PEC; indirizzi progettuali forniti dall’amministrazione ai fini della redazione del PUC; stato di avanzamento e tempi di approvazione del PEC; stato di avanzamento del PUC e sua integrazione con il PEC stato di avanzamento della VAS.
2) Se codesta Amministrazione ritiene che i suddetti strumenti siano sufficienti a mettere al sicuro il territorio nei confronti del micro e macro eolico, indipendentemente dall’approvazione del Pear.

Il Comitato per la tutela del paesaggio dell’Alta Irpinia, quindi, si augura e augura a tutto il territorio che tutto quanto promesso e finora messo in campo da questa Amministrazione, dichiaratasi più volte per il tramite del suo sindaco e del suo vicesindaco delegato ai rapporti con i Comitati contraria all’eolico selvaggio, si tramuti in atti concreti propri di una Pubblica Amministrazione; che gli indirizzi forniti ai progettisti dei piani di governo del territorio vadano verso la definizione di una chiusura ad ogni ulteriore aliquota produttiva di energia elettrica da fonti eoliche, essendo il territorio ormai saturo; che l’amministrazione si adoperi da ora in avanti in materia di sostenibilità ambientale, sul contenimento della spesa e sul miglioramento dell’efficienza energetica, e quindi sul miglioramento delle reti di distribuzione elettrica e sul risparmio dei consumi dei pubblici edifici, della pubblica illuminazione e degli impianti pubblici; che prima della scadenza della moratoria questa amministrazioni consegni e approvi gli strumenti di tutela e governo del territorio in corso di realizzazione, PUC, PEC e relativa VAS; che questa Giunta Municipale dia istruzioni chiare agli uffici, in materia di trasparenza dei procedimenti sull’eolico, pubblicando on-line la lista delle procedure in atto e di quelle richieste, in modo da consentire a questo comitato, a voi amministratori, e ai cittadini tutti di esercitare il loro diritto/dovere in relazione ad eventuali vizi procedurali o situazioni di aggravio ambientale o per la pubblica salute e sicurezza; che questa amministrazione provveda alla tutela e valorizzazione paesaggistica, attraverso l’apposizione di un vincolo paesaggistico, per il loro valore culturale, ambientale ed archeologico (artt. 136 e 142 / DLgs 42/2004), le seguenti aree e immobili: gli invasi spaziali di San Vito, ivi compresa la quercia, la fontana, l’abbazia e la via processionale verso il Paese Vecchio, con il relativo vallone San Vito fino alla zona delle diga San Pietro detta “dei mulini”, dove insistono ancora reperti di attività manifatturiere legati alla molitura e alla lavorazione delle ceramiche; la contrada Accinta e Groveggiante, in cui sono stati rinvenuti vasellami di pregio a vernice nera e la moneta osca di Aquilonia; l’area di Caselvetere, ovvero delle “case vecchie”, area di interesse archeologico per la presenza di ville romane; le aree boschive di Sassano e Pietrapalomba, riserva di caccia di Federico II, e il relativo castello medioevale; l’invaso spaziale del Paese Vecchio con i tre valloni che degradano verso Monteverde, Monte Arcangelo, e della “ripa”; l’area boschiva di Monte Arcangelo quale caposaldo del percorso della via francigena meridionale che portava alla “grotta dell’angelo”, il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, sul Gargano, in provincia di Foggia.

Inoltre, questo comitato è preoccupato per le recenti attività poste in essere per la installazione di una pala eolica in zona Caselvetere, che pare abbia ricevuto autorizzazione contravvenendo alle rassicurazioni di questa amministrazione ed alle disposizioni della Moratoria Iannace-Bonavitacola.


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