di Italia Nostra, CTS, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, Sigea e WWF (Foto: Wikipedia Commons)

Ore decisive per i parchi italiani

Associazioni ambientaliste chiedono la sospensione delle votazioni in Commissione Ambiente della Camera dei deputati, in merito all’approvazione dei primi emendamenti sulla nuova governance dei parchi.

Il quadro che si sta delineando con l’approvazione dei primi emendamenti alla Commissione Ambiente della Camera, tra cui quello sulla governance dei parchi, è estremamente preoccupante. Gli emendamenti approvati ieri non hanno accettato d’inserire gli elementi qualitativi e di competenza specialistica per le nomine di chi andrà a dirigere e amministrare i più importanti parchi Italiani. Si sta, quindi, concretizzando quello che temevamo: la scelta di affidare gli organi di gestione dei parchi in modo prevalente agli enti territoriali, che notoriamente sono troppo esposti a interessi locali. Lo scrivono in un comunicato congiunto le associazioni CTS, Italia Nostra, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, SIGEA e WWF.

Nelle scorse settimane ben 16 Associazioni ambientaliste, tra cui tutte le più importanti, con documenti unitari molto argomentati e con la proposta di emendamenti presentata a tutti i deputati della Commissione Ambiente, hanno chiesto modifiche sostanziali al testo del Senato. Le Associazioni avevano sottolineato in ogni modo l’assoluta importanza del tema del governo dei Parchi, che deve rappresentare e rispettare il quadro delle competenze costituzionali dello Stato sul tema della Conservazione della Natura e avanzato proposte concrete affinché il tema delle nomine rispondesse sempre a criteri di competenza, il Ministero dell’Ambiente vi avesse sempre piena responsabilità e l’influenza degli interessi locali non compromettesse la missione naturalistica dei Parchi. Questa impostazione non è stata ieri accolta dalla Commissione.

Le Associazioni hanno inoltre chiesto di rafforzare la dimensione comunitaria, mantenendo chiaro e inequivocabile il principio che le aree della Rete Natura 2000 siano parte organica del sistema delle Aree protette nazionali prevenendo anche interpretazioni che potessero portare a derogare i principi delle direttive europee. Sono poi state avanzate proposte specifiche sulle royalties e chiesto maggiore coraggio nell’affrontare il ridisegno delle Aree Marine Protette, con la previsione di veri e propri Parchi Marini che avessero la stessa dignità di quelli terrestri. Anche su questi temi le scelte delle ultime ore delineano una linea diversa. Le votazioni continuano e, addirittura, la Commissione potrebbe concludere oggi stesso l’esame di tutti gli emendamenti.

Si è venuta a creare una situazione estremamente preoccupante a cui è indispensabile ed ancora possibile porre rimedio. Per questo le Associazioni hanno chiesto alla Commissione Ambiente della Camera una sospensione tecnica delle votazioni per rivalutare ragionevolmente lo scenario che si sta determinando con una legge che sembra essere la sanatoria per le distorte applicazioni della legge 394/91.


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