ARTICOLO di ScanZiamo le Scorie / Foto: Archivio Tdf

Petrolio in Basilicata, rischi senza garanzie

ScanZiamo le Scorie lancia un appello agli organi di controllo della Regione Basilicata, invitando ad accertare con urgenza le condizioni dell’invaso del Pertusillo. I Lucani hanno il diritto di conoscere la verità.

Facciamo appello agli organi di controllo ambientale e sanitario presenti nella Regione Basilicata affinché si accertino, con urgenza, lo stato e le condizioni del bacino idrico del Pertusillo, oggetto in questi giorni della presenza di colori oscuri che non assicurano la purezza dell’acqua presente nell’invaso. Chiediamo, inoltre, che vengano al più presto individuate e rimosse la causa e la fonte che hanno prodotto l’intorbidamento dell’invaso e siano intraprese tutte le azioni a tutela dell’impiego dell’acqua per l’utilizzo potabile ed irriguo da parte dei consumatori, senza alcun pericolo per la salute. Tra la Regione Basilicata e la Regione Puglia nel 2015 sono stati impiegati 102.277.000 di metri cubi di acqua per utilizzo potabile e 12.600.000 metri cubi per utilizzo irriguo.

Da sempre abbiamo denunciato come ScanZiamo le Scorie i pericoli d’inquinamento che le attività petrolifere avrebbero potuto determinare nella zona della Val D’Agri e non solo.

La produzione di idrocarburi non crea ricchezza per la Basilicata perché non si concilia con le economie locali che si sviluppano intorno alle produzioni agricole e le attività turistiche, che hanno bisogno di un territorio sano e pulito. Non ci sono strumenti di monitoraggio per capire come l’estrazione petrolifera impatti sull’ambiente, la salute e la condizione sociale. È tutto troppo oscuro. Per questi motivi, prima che sia troppo tardi, l’estrazione petrolifera deve essere interrotta. Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, e i consiglieri regionali devono aprire subito una discussione che porti ad una moratoria di tutte le attività estrattive sul territorio lucano.

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