di Pietro Dommarco / twitter @pietrodommarco (Foto: Pellegrino Tarantino)

Pino e Raffaele

Uno sciopero della fame per dire di no all’eolico selvaggio nel Sannio, in provincia di Benevento. Un’iniziativa forte che – invitandoci ad agire collettivamente – richiama l’aggressione territoriale, del paesaggio, delle economie locali da parte di multinazionali e piccole società a responsabilità limitata, titolari di progetti eolici in Campania ed in tutto il Sud Italia. Come abbiamo avuto modo di raccontare nella nostra inchiesta Fuori dalle Pale (Terre di frontiera, n.5 / luglio-agosto 2016).
Lo scenario è quello di una totale assenza di pianificazione territoriale, di regolamentazione paesaggistica, di programmazione energetica e di favori speculativi. Di montagne aggredite, contorni sconvolti, espropri di terreni per pubblica utilità, di affari e ricatti.
Giuseppe Fappiano e Raffaele Pengue – che potremmo chiamare familiarmente Pino e Raffaele, per la valenza collettiva della loro azione determinata – sono due storici e stoici attivisti del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna. Il 19 agosto si sono incamminati lungo i crinali, hanno – con la leggerezza dei saggi – calpestato i profili minacciati della loro terra fino a Ripa Malaportelle, località del Comune di Morcone – ad oltre mille metri di altezza – dando seguito ad una protesta pacifica. Che non definirei soltanto simbolica ma decisa come un pugno allo stomaco, perché lo sciopero della fame c’è stato, interrotto dopo cinque giorni solo a causa del peggioramento delle condizioni metereologiche e di alcuni problemi di salute che hanno colpito Pino.
La storia di Pino e Raffaele e la loro lotta – che richiama la mia vicinanza – vanno raccontate non per un mero esercizio di solidarietà. Vanno spiegate ai più piccoli con gli strumenti dell’insegnamento, perché ci ricordano che le azioni quotidiane di numerose associazioni e dei tanti comitati sparsi da sud a nord in difesa dell’ambiente e della salute sono, troppo spesso, isolate. Siamo sostanzialmente cittadini disarmati di fronte alla sottrazione dei diritti fondamentali della nostra Costituzione. Che si sta tentando di cambiare e sovvertire nell’interesse di pochi.



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