ARTICOLO di Movimento No Scorie Trisaia e Mediterraneo No Scorie / Foto: Wikipedia Commons

Magna Grecia, il pozzo Liuba e l’air-gun

Il Movimento No Scorie Trisaia e Mediterraneo No Scorie hanno inviato ai ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico le proprie osservazioni al progetto di perforazione del pozzo petrolifero “Liuba”, della Apennine Energy srl.

La procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) oggetto di osservazioni riguarda la realizzazione di un pozzo petrolifero vicino all’area archeologica di Sibari, tra due Siti d’interesse comunitario (Sic), il più grande villaggio turistico della Calabria jonica e i laghi di Sibari. La Magna Grecia – dopo l’ultima richiesta della Canoel srl di prorogare la concessione “San Teodoro” di Pisticci, in Basilicata – si conferma a rischio trivellazioni. In piena contraddizione rispetto alla locale propaganda politica sulla realizzazione di un ipotetico Parco della Magna Grecia. Area protetta che il governo potrebbe concedere alla Basilicata o ad altre regioni.

Il ministro ai Beni e alle Attività culturali e al Turismo, Dario Franceschini, ha già dimostrato – con le autorizzazioni per nuove prospezioni nel mar Jonio con la tecnica dell’air-gun, rilasciate a Schlumberger, Enel Longanesi e Global Med – di non aver preso in considerazione le richieste dei cittadini e dei comuni di salvaguardare mare ed entroterra. I parchi servono per proteggere i territori proprio dalle attività industriali impattanti, quali le attività petrolifere, e non per promuoverlo in un contesto che vede lo sfruttamento delle fonti fossili prevalere sulla valorizzazione culturale.

Il golfo di Taranto e l’intero mar Jonio custodiscono enormi patrimoni archeologici della Magna Grecia, ancora da riportare alla luce per mancanza di fondi, come documentato nello studio scientifico “Archeomar” dello stesso ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Le aree archeologiche sommerse nel mare meriterebbero di essere ricercate e portate alla luce visto l’intenso movimento marittimo che dal 300 al 600 a.C. c’è stato nel mar Jonio tra la Magna e la madre Grecia. La leggenda narra che proprio in questi luoghi si è verificato l’affondamento di circa 300 navi inviate nel 377 a.C. da Dioniso, detto il Vecchio (430 a.C. – 367 a.C.), tiranno di Siracusa, per sconfiggere la città di Thurii, nel golfo dell’antica Sybaris. Al largo di Amendolara, nell’omonima secca denominata anche “Isola di Ogigia” una nave della marina militare, durante alcune ricerche scientifiche, ha rinvenuto un’ancora di origini siracusane del IV secolo a.C., insieme ad alcuni relitti lignei.

Il progetto di perforazione del pozzo “Liuba”, caso raro italiano, intende “pescare” idrocarburi a mare, nelle acque del mar Jonio antistanti alla foce del fiume Crati, con una postazione a terra. Acque in cui è proibito trivellare entro le 12 miglia dalla costa. Un progetto di perforazione “orizzontale” posto sopra la falda unica della Sibaritide, un enorme lago sotterraneo di acqua dolce che costituisce la ricchezza di queste terre, in un’area agricola di particolari eccellenze, come il riso e le clementine. Senza considerare gli effetti sulla pesca. Dopo Matteo Renzi, il governo di Paolo Gentiloni continua la sua politica energetica fossile, continuando a disinteressarsi della valorizzazione della Magna Grecia.

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