ARTICOLO di Daniela Spera / Foto: Comitato No Tap

No Tap. Né qui, né altrove

Continua nella giornata odierna il presidio del Comitato No Tap e dei sindaci di Melendugno, Marco Potì, e di Vernole, Luca De Carlo, contro l’espianto di ulivi lungo il percorso del gasdotto. Fanno discutere le dichiarazioni del governatore pugliese, Michele Emiliano.

Ieri mattina (20 marzo, ndr) i No Tap hanno presidiato i luoghi del cantiere del gasdotto, in località di San Basilio, a San Foca, marina di Melendugno (Lecce), per manifestare la propria contrarietà all’espianto di oltre 211 ulivi e alla realizzazione dell’intera opera. Secondo i manifestanti gli espianti sarebbero del tutto illegali in quanto Tap non ha ottemperato alla prescrizione n.44, condizione necessaria per l’avvio dell’attività di eradicazione.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, invitato a spiegare le ragioni del mancato intervento della Regione si difende dichiarando che “l’attività di espianto è illegale, come ho detto più volte, ma le forze dell’ordine, su disposizione del Governo, non intervengono. Abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica i fatti e i magistrati sono gli unici ad avere il potere di fermare l’abbattimento.”
Liquida così la vicenda il governatore della Puglia che ha comunque mostrato una posizione ambigua rispetto alla realizzazione del gasdotto Tap necessaria, a suo dire, per avviare il processo di decarbonizzazione dell’Ilva, suo ultimo cavallo di battaglia. Un chiaro specchietto per le allodole utile tuttavia a garantirsi un cospicuo elettorato politico.

Il Comitato No Tap intanto continua a vigilare e annuncia nuovi presidi per impedire ai mezzi che partono dal deposito Almaroma di giungere al cantiere per procedere con l’espianto degli ulivi.

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