ARTICOLO di Alessio Di Florio / Foto: Wikipedia Commons

Parco d’Abruzzo, continua la querelle sulla strada asfaltata

Prosegue la mobilitazione e la protesta ambientalista sulla strada asfaltata in costruzione a Villavallelonga, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Dopo l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, il 22 luglio il presidente Soa (Stazione ornitologica abruzzese), Augusto De Sanctis, mostra alcune foto a testimonianza che “i lavori continuano dentro al Parco, nel Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per l’avifauna, in pieno periodo riproduttivo e vegetativo, su una strada che dovrebbe essere chiusa al traffico ordinario”. Il provvedimento di sospensione dei lavori interviene “esclusivamente sul tratto finale Cervara-Fonte Aceretta mentre sul resto della strada i lavori sono stati autorizzati, anche su un altro tratto di sterrato di 1,5 km circa”.

Oltre alle immagini ci sono anche nuovi atti che documentano “uno scempio ancora più grande nel cuore del parco.” […] “Nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche del Comune di Villavallelonga – rendono noto gli ambientalisti – è prevista la costruzione di un impianto di arroccamento del costo di 2 milioni di euro.”. Un’opera che non verrebbe bloccata dai divieti per nuovi impianti di risalita previsti dalle Zps (Zone di protezione speciale) perché “non si applicano se esiste una pianificazione antecedente alla data di entrata in vigore del decreto relativo alla tutela delle ZPS.” (Decreto in questo caso del 2007). Pianificazione che esiste, in quanto il Piano Paesistico della Regione Abruzzo – redatto negli anni Ottanta, e ancora vigente – prevede che “una larga porzione del versante montano di Villavallelonga che domina i Prati d’Angro” ricada “all’interno del perimetro del bacino sciistico in cui vi sono gli impianti di risalita di Pescasseroli.

Alla luce di questa nuova documentazione, l’intera vicenda dell’asfalto contestato si pone in un’ottica diversa, quella “dell’uso complessivo di una delle aree più importanti per la biodiversità in Italia”, in merito al quale “abbiamo già richiesto un passo indietro di Febbo e questi elementi non fanno che rafforzare la nostra convinzione.”

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