ARTICOLO di Italia Nostra Potenza e Aree Interne, WWF Potenza e Aree Interne, Antigone Oppido Lucano, EPHA Basilicata, Italia Nostra Vulture-Melfese, Comitato-NoEolico Montocchio e Montocchino, Movimento Potenzattiva, Io Vivo Qui Ascoltami, Comitato No Eolico Cerreta, Comitato No Radar Monte Li Foj Picerno, Comitato Salute Fiume Noce, Medici per l’Ambiente Isde Basilicata, Cova Contro, Comitato No Antenne Contrada Poggiocavallo, Unione Sindacale di Base (USB), Azione Civile, Rivista Valori / Foto: Pellegrino Tarantino

Richiesta moratoria per eolico in Basilicata

Finora, le richieste e le proposte avanzate da associazioni, comitati e cittadini sono rimaste inascoltate.

A seguito della nostra lettera inviata il 7 agosto scorso al presidente della Regione, ai presidenti delle Province, ai sindaci lucani e ai consiglieri regionali – che non ha ancora ricevuto risposta alcuna -, di alcuni comunicati di questi giorni da parte dei consiglieri regionali Rosa, Perrino e Robortella (presidente Terza Commissione Consiliare) e dell’ultimo comunicato dell’Assessore all’Ambiente Pietrantuono, caratterizzato da tecnicismi incomprensibili ai cittadini comuni e da un’inopportuna autocelebrazione; di fronte allo scempio, da noi ripetutamente denunciato, che è stato consentito in questi anni, tra colpevoli silenzi, inadempienze e vuoti legislativi, e all’incapacità di controllo e governo da parte delle istituzioni e della amministrazioni locali, corre l’obbligo di ribadire la nostra assoluta contrarietà a questo modo di procedere, da parte della Terza Commissione Consiliare e degli Uffici preposti: sia per quanto concerne le modifiche e le integrazioni apportate, che appaiono del tutto blande e inefficaci a porre rimedio a una speculazione e a un disastro che non ha uguali in Italia, e sia riguardo la volontà di continuare a imporre dall’alto scelte che hanno ripercussioni negative sui territori e sulle comunità, in disprezzo ai fondamenti costituzionali.

Pertanto ribadiamo le nostre proposte di:
convocare una conferenza istituzionale, con la partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini interessati per discutere e definire le modalità di un’immediata moratoria sul territorio regionale, al fine di bloccare tutte le istallazioni in corso, sino all’approvazione del Piano paesistico regionale e di una nuova normativa regionale come meglio specificato di seguito e secondo il modello citato in oggetto;
chiedere un incontro urgente al ministro competente e portare un’istanza in Parlamento, anche attraverso i due sottosegretari lucani, per denunciare e informare sulla devastazione in atto, finalizzata solo al profitto e alla speculazione e non a una sostenibilità energetica, che presuppone una distribuzione democratica e diffusa dei benefici, che solo un altro modello di organizzazione e distribuzione degli impianti può assicurare;
modificare in tempi brevissimi il Piear approvato e, contestualmente, approvare una legge regionale che prenda atto delle norme nazionali, trovando sostegno nei principi costituzionali e nei “Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni” del decreto legislativo n.152/2006, che lascia ampio spazio alle Regioni di regolamentare in modo più restrittivo la materia, per tutelare i luoghi, i paesaggi, le culture e le economie locali, e nel decreto ministeriale n.219 del 10 settembre 2015 che contiene l’attuazione dell’articolo 12 della legge 387 in materia di pubblica utilità e che la Basilicata ha sempre ignorato.

Tale legge regionale deve definire un chiaro regime di regolamentazione e di autorizzazioni, mettendo fine al proliferare “artificioso” di frazionamenti catastali e di singole istallazioni di mini-eolico e all’elusione delle leggi, e incentivando istallazioni per autoproduzione di energia finalizzata al reale fabbisogno e non ai profitti e alle speculazioni di società private.
La stagione dei grandi cimiteri eolici che hanno devastato le montagne, i versanti lucani e le contrade agricole e periferiche – che si chiamino medio e grande eolico (da circa 200 kW in su) o mini-eolico (20 kW-200 kW) – deve finire, ora.

Chiediamo di essere ricevuti e ascoltati in Terza Commissione Consiliare e/o in Consiglio Regionale per rappresentare le nostre istante e proposte, che sono le istanze e le proposte che vengono a gran voce dai territori e da chi in quei luoghi ci vive e ci lavora, e, in tal senso, secondo quei principi costituzionali e democratici che chi presiede il governo regionale dovrebbe tutelare e attuare. A tal fine convocheremo una conferenza stampa e, qualora fossimo ancora ignorati, siamo pronti a mobilitarci davanti al palazzo della Giunta Regionale.

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