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Novembre 2018

Impugnato uno dei primi atti del ministero dello Sviluppo economico inerente il progetto del gasdotto Larino-Chieti della Gasdotti Italia. «Metano corresponsabile dei cambiamenti climatici. Follia autorizzare nuove opere che ne promuovono l’uso, gravando sulle bollette degli italiani», sostengono i firmatari. Quelle del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sulle criticità sono rimaste mere dichiarazioni prive di susseguenti atti concreti e i cittadini sono stati lasciati soli. Ecco come il Governo giallo-verde autorizza una grande opera “fossile”.

Il primo novembre è iniziata ufficialmente l’era di ArcelorMittal Italia a Taranto. Il nuovo colosso industriale, nato dalle ceneri dell’Ilva, punta a far riconquistare all’ex azienda della famiglia Riva il titolo di «fornitore italiano leader dell’acciaio.». Per ArcelorMittal, l’Ilva di Taranto rappresenta il suo «cuore produttivo». Un cuore che per alcuni operai, metaforicamente, non batte più, perché in bilico tra cassa integrazione e licenziamenti. Per comprendere gli umori del momento, conoscere il passato e interpretare il futuro, abbiamo intervistato Aldo Schiedi, uno degli operai a cui dal 31 ottobre non è più consentito entrare in azienda.

Si chiama “Blue Water” e segna il passaggio dallo smaltimento al “riciclo” delle acque petrolifere: un cambio di strategia nel ciclo dei rifiuti da parte delle compagnie petrolifere, sul quale gli interrogativi sono tanti. Il progetto che preoccupa l’associazione Mediterraneo No Triv, che ha chiesto il coinvolgimento dei ministeri competenti per una “inchiesta pubblica” in base al Codice dell’Ambiente.