Padre Alex Zanotelli
Foto: Padre Alex Zanotelli // Tratta da Guineaction.it, di A. Micalusi

Acqua, la prima stella cadente

/ 3:25 pm in La Postilla di

Padre Alex Zanotelli: «Trasformare il referendum del 2011 sull’acqua pubblica in legge […] Diamoci tutti da fare perché vinca Sorella Acqua, perché vinca la Vita!»

La prima stella dei pentastellati è la gestione pubblica dell’acqua che, insieme all’aria, è il bene comune più fondamentale che abbiamo. I Cinquestelle, almeno a Napoli, sono nati dalla lotta contro la privatizzazione dell’acqua votata dai Comuni partenopei. Per i pentastellati la gestione pubblica dell’acqua è talmente importante che è stata collocata al primo posto nel Contratto di governo.
Fin da subito, infatti, i Cinquestelle hanno introdotto nella Commissione ambiente della Camera la legge di iniziativa popolare (a suo tempo aveva avuto quattrocentomila firme) che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua tramite un Ente di diritto pubblico, come l’Azienda speciale. Tutto questo in obbedienza al Referendum del 2011 che aveva deciso che l’acqua doveva uscire dal mercato e che non si poteva fare profitto sull’acqua.
Lo stesso presidente della Camera, Roberto Fico, aveva convocato il 30 luglio 2018 a Montecitorio il Forum italiano dei movimenti per la gestione pubblica dell’acqua e aveva affermato che legava la sua presidenza della Camera alla legge sull’acqua.
Dopo tre mesi di audizioni in Commissione la legge doveva arrivare in Parlamento entro la prima settimana di marzo. Invece è stata sommersa da una valanga di emendamenti, soprattutto della Lega, per snaturarla. Ed è stata attaccata pesantemente dai media nazionali, dal Sole24Ore a
Repubblica, dal Corriere della Sera ai servizi televisivi e radiofonici, sponsorizzati dal grande business italiano dell’acqua.
È stato un vero e proprio terrorismo mediatico con la bufala che la ripubblicizzazione sarebbe costata agli italiani dai 15 ai 30 miliardi di euro. E così abbiamo visto i Cinquestelle sempre più incerti ed abbiamo ascoltato vari esponenti pentastellati fare affermazioni molto ambigue sull’acqua. Ma soprattutto ad agire sempre più ambiguamente a
livello legislativo. Lo abbiamo visto con l’approvazione del decreto Crescita, il cui articolo 24 stabilisce la privatizzazione dell’Eipli, l’Ente che gestisce le grandi opere idrauliche di Puglia, Campania e Basilicata.
Durante il dibattito in Senato un senatore M5S sostenne che la società di capitali è il miglior modello per la gestione dell’acqua, in netta contraddizione con i principi della legge per l’acqua pubblica. Nonostante tutte le nostre proteste e pressioni, i pentastellati hanno votato l’articolo 24 del decreto Crescita. Un vero e proprio tradimento. Tanti brutti segnali che ci fanno temere per la legge. Dopo continui slittamenti, la legge è stata calendarizzata in Parlamento per il 29 luglio. Abbiamo paura che slitterà ancora con la scusa della mancata relazione tecnica del governo.
Tutto questo però fa comodo sia alla maggioranza, che non riesce a uscire dall’impasse in cui si è infilata (lo scontro M5S e Lega sull’acqua), quanto all’opposizione perché né Forza Italia né Fratelli d’Italia, né tantomeno il Partito Democratico vogliono questa legge.
È particolarmente vergognosa la posizione del Partito Democratico sull’acqua. Ci appelliamo a Zingaretti perché faccia fare una virata al suo partito su questo tema fondamentale. E davanti a questo scenario, brindano le multinazionali dell’acqua (Suez e Veolia) e le multiutility nostrane (Acea, A2A, Hera e Iren) e il grande business.
Troviamo incredibile che i Cinquestelle non riescano a forzare la Lega almeno sul primo punto del
Contratto (acqua pubblica). È mai possibile che il M5S abbia ceduto per ben due volte ai due decreti Sicurezza, decreti criminali e non costituzionali? E i Cinquestelle non riescono a forzare la Lega sulla loro prima stella: l’acqua!
Per questo mi appello ai comitati dell’Acqua, a tutti i cittadini, alle comunità cristiane per far pressione perché la legge sbarchi finalmente in Parlamento così com’è. Il popolo italiano finalmente saprà che la politica non vuole accettare quello che il popolo ha già deciso con il Referendum. È incredibile che questo governo giallo-bruno che si definisce “sovranista”, non obbedisca ai dettami referendari del popolo sovrano.
E mi appello al presidente della Repubblica perché ricordi ai parlamentari di trasformare Referendum in legge: è suo dovere costituzionale farlo.
Sull’acqua ci giochiamo tutto: è il bene più prezioso che abbiamo, un bene che andrà sempre più scarseggiando per i cambiamenti climatici. L’acqua è il “diritto alla vita”, come ci ricorda
papa Francesco.
Diamoci tutti da fare perché vinca Sorella Acqua, perché vinca la Vita!

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