Sito di interesse nazionale di Crotone
Foto: Area industriale Crotone // Commissario Sin Crotone

Nei Sin eccessi di patologie congruenti con le contaminazioni

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L’aggiornamento dello studio Sentieri – relativo ai periodi 2006-2013 per mortalità, ricoveri e incidenza tumori e 2002-2015 per le malformazioni congenite – conferma il quadro preoccupante già emerso dai precedenti risultati. I dati confermano numerosi eccessi di patologie per i quali sono disponibili ipotesi di associazione causale congruenti con le contaminazioni presenti nei Siti di interesse nazionale (Sin) studiati.

Dall’aggiornamento dello studio Sentieri – a cura del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità – emergono tanti segnali degni di immediati interventi di prevenzione o di approfondimento, da realizzare coinvolgendo le strutture locali del servizio sanitario, inclusi i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che possono svolgere un importante lavoro sul territorio, avvalendosi anche delle reti collaborative come quella dei medici sentinella per ambiente e salute, che l’Isde e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri stanno attuando in diverse aree italiane.
Sono confermati numerosi eccessi di patologie per i quali sono disponibili ipotesi di associazione causale congruenti con le contaminazioni presenti nei Siti di interesse nazionale (Sin) studiati.
In particolare sono ribadite associazioni di rischio con cause di patologie tumorali [stomaco, colon-retto, fegato e dotti biliari, trachea-bronchi-polmone, pleura, tessuto connettivo e altri tessuti molli, ovaio e annessi uterini, sangue (leucemie e linfomi non Hodgkin)] e patologie non tumorali (malattie cardiovascolari, dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma).
Sulla base del tipo di inquinamento presente nei vari Sin studiati, le cause di morte/malattia più rappresentate sono risultate i tumori maligni dello stomaco e del colon-retto, il tumore polmonare, il mesotelioma della pleura, il tumore dell’ovaio.
Riguardo alle patologie non tumorali, le malattie cardiovascolari, respiratorie, del digerente, del sistema urinario, in particolare nefriti.
Preoccupano i tanti eccessi di decessi precoci e ricoveri in età pediatrica e giovanile, per tumori solidi e del sangue e per malattie respiratorie, inclusa l’asma. In molti Sin si osservano preoccupanti eccessi di malformazioni congenite, specie a carico dei genitali, del cuore e degli arti.
Molti gli eccessi di rischio emersi, sia per gli uomini che per le donne, oltre agli eccessi tra gli uomini dovuti a coorti di lavoratori attive nel passato o ancora in forza, e ai molti eccessi riscontrati nelle sole donne.
Gli eccessi di ricovero sono spesso più marcati rispetto a quelli di mortalità, elemento indicativo di malattie a recente insorgenza e/o di attitudine al ricovero rispetto alle aree di riferimento.
Oltre ai tanti eccessi di rischio che raggiungono la significatività statistica non bisogna dimenticare i molti segnali anche pronunciati che emergono in Sin di piccole dimensioni, e che non sono statisticamente significativi a causa della ridotta potenza statistica.
Difficile fare una graduatoria dei Sin in cui è più marcato l’impatto ambientale sulla salute, anche per la diversità di caratteristiche ambientali, di popolazione esposta, di storia di esposizione: sicuramente Taranto si conferma all’apice, insieme ai Sin pugliesi e siciliani, e poi Mantova, Venezia, Terni, Livorno, l’area del litorale domizio-flegreo e agro aversano, i siti con presenza di amianto, e molti altri, incluso il Sin non precedentemente incluso di Bussi sul Tirino (Pescara).
E non bisogna dimenticare che esistono centinaia di altri siti inquinati di interesse regionale, alcuni non meno importanti rispetto a quelli nazionali, per i quali non sempre ci sono conoscenze ambientali e epidemiologiche sufficienti.
Anche questo aggiornamento conferma la necessità di un cambio di rotta e di tempi di interventi di prevenzione primaria nelle aree contaminate in cui milioni di persone sono costrette a vivere in situazioni di maggiore esposizione a inquinanti riconosciuti dannosi e quindi sono a più elevato rischio di malattia. In queste aree si sta perpetrando una grande ingiustizia ambientale e sanitaria, per contrastare la quale Isde da tutto il proprio appoggio con i propri medici impegnati, oltre che nella cura dei propri assistiti, anche in educazione e promozione sanitaria e richiesta di azioni di prevenzione.

Isde ringrazia i tanti ricercatori degli enti, istituzioni e agenzie che hanno contribuito all’importante aggiornamento dello studio Sentieri.

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