Rifiuti Cisa Massafra
Foto: Rifiuti Cisa a Massafra // Daniela Spera

Massafra, Appia Energy risponde a Isde Medici per l’ambiente

in Note stampa di

Riceviamo e pubblichiamo una nota di precisazione dell’azienda Appia Energy – già pubblicata da Nuovo Quotidiano di Puglia il 12 luglio, dopo che un’associazione ambientalista aveva sollevato gli stessi rilievi di Isde – con l’intento di chiarire la vicenda degli sforamenti dell’impianto di incenerimento di Massafra.

Quanto all’articolo dal titolo Sforamenti e bugie sull’incenerimento dei rifiuti a Massafra, pubblicato sul vostro sito il 24 luglio in Rifiuti Connection, di Isde Medici per l’ambiente Massafra, senza voler entrare nel merito di commenti e stati d’animo degli scriventi riportati nell’articolo, la Appia Energy intende precisare quanto segue:

1. In riferimento ai rilievi di Arpa Puglia relativi all’ispezione dello scorso dicembre 2017, il 9 giugno 2018 Appia Energy ha presentato osservazioni e controdeduzioni puntuali che hanno chiarito punto per punto ogni aspetto. Pertanto ci si attende che tali elementi di risposta siano valutati positivamente nel rapporto conclusivo di Arpa e si auspica che siano rispettati i termini di legge per l’esame in corso di Aia (Autorizzazione integrata ambientale);
2. Per quanto concerne il campionamento al suolo effettuato in un terreno agricolo vicino all’azienda in cui è stata riscontrata una concentrazione di berillio e vanadio superiore alla soglia, Appia Energy precisa che il ciclo produttivo dell’azienda non emette berillio ed emette vanadio in percentuali inferiori al limite di rilevabilità strumentale. Circostanze confermate dai controlli effettuati al camino sia dalla stessa azienda che dall’Arpa. Se ne deduce pertanto che la presenza di berillio e vanadio in quel terreno agricolo non è in alcun modo collegabile con le attività di Appia Energy;
3. Quanto alle comunicazioni che Appia Energy avrebbe dovuto fare in base all’articolo 242 della legge 152/06 per la presenza di berillio e vanadio nel terreno agricolo di cui sopra, come si sostiene nell’articolo, si precisa che secondo la norma le comunicazioni devono essere avviate dal proprietario del terreno o dal soggetto che ha generato le sostanze, pertanto non era compito di Appia Energy attivare le comunicazioni previste dalla legge.

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