TG BASILICATA  25.2.2000 – ore 19,30

Nino Cutro:100 litri di greggio sono fuoriusciti da un’autocisterna, che aveva caricato l’oro nero dal pozzo Cerro Falcone, in agro di Calvello. L’automezzo stava affrontando una salita particolarmente ripida, a quanto pare si è rotta una guarnizione. Parte del carico è finita sulla strada, allargandosi in parte verso una delle scarpate; al di sotto c’è un torrente che, stando ai primi rilievi, non è stato raggiunto dal petrolio.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del fuoco.

Immediatamente al lavoro sul posto la squadra del pronto soccorso ecologico dell’ENI, che ha provveduto a ripulire la carreggiata.

Immediata la reazione del WWF che denuncia i pericoli per l’ecosistema e per le comunità, rappresentati, questi pericoli, dalla serie di incidenti che si vanno verificando sulle rotte del petrolio, rischi che afferma il WWF non verranno   meno con la costruzione dell’oleodotto Viggiano-Taranto.

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la Nuova Basilicata sabato 26 febbraio 2000

 

Calvello, gli ambientalisti: è un danno grave, prima o poi doveva accadere

Petrolio minaccia il fiume

Un’autocisterna perde greggio lungo le sponde del La Terra

Il corso d’acqua è un affluente dell’invaso della Camastra

CALVELLO- Un’autobotte adibita al trasporto di petrolio tra i pozzi della Val d’Agri e la raffineria di Taranto dell’Eni ha perso circa 100 litri del suo carico mentre affrontava una salita alla periferia di Calvello, sulla strada provinciale che collega il pozzo di “Cerro Falcone”alla viabilità principale. Sul luogo sono intervenuti carabinieri, i vigili del fuoco e una squadra dell’Eni.

 

Per gli ambientalisti, il danno ambientale è grave: il corso d’acqua termina nell’invaso della Camastra

Petrolio disperso lungo il fiume

Una cisterna perde cento litri di greggio su di una strada a pochi metri dal La Terra

di ROCCO PEZZANO

CALVELLO – Cento litri di petrolio dispersi nel territorio di Calvello, lungo il fiume LaTerra: un incidente in Val Camastra che ieri ha allarmato gli ambientalisti e mobilitato vigili del fuoco, squadre dell’Eni e carabinieri per diverse ore.

Il greggio è fuoriuscito da un’autocisterna che aveva appena caricato ed è caduto sul terreno a pochi metri dal fiume La Terra, che si getta nel lago della Camastra, ossia l’invaso che serve le condotte idriche della città di Potenza e di altre decine di comuni della Basilicata. Divergono le versioni sull’esito dell’incidente: i carabinieri dicono che non ci sono conseguenze per l’ambiente e soprattutto che nel fiume non è caduta una sola goccia di oro nero. Gli ambientalisti di Camastra Nova e del Wwf invece assicurano: il greggio è finito nel La Terra, e possiamo dimostrarlo. Infatti alcuni attivisti di Camastra Nova, un’associazione di Calvello che da tempo si batte contro quella che considera una iattura per il territorio dell’intera Camastra, l’attività estrattiva, si sono preoccupati subito di raccogliere testimonianze sull’accaduto.

L’incidente, in base alla ricostruzione dei militari dell’Arma e degli stessi volontari di Camastra Nova, è avvenuto intorno alle 16 di ieri pomeriggio.

Un’autocisterna ha appena prelevato il suo carico alla postazione di Isca la Canala. Si incammina per raggiungere la statale 598, ossia la Fondo Val d’Agri, per poi partire alla volta delle raffinerie di Taranto. E’ un autosnodato, un mezzo pesante ad un solo rimorchio, che risente particolarmente delle asperità del terreno.

La strada peraltro non è delle migliori: nella zona addirittura è in sterrato. Sul fondo non asfaltato, in salita, la pressione del carico evidentemente fa saltare un rubinetto. Uno dei bocchettoni a cui solitamente vengono collegate le pompe per caricare e scaricare il liquido comincia ad innaffiare la strada.

L’autista se ne accorge subito, e si riesce dopo poco a tappare la falla. Ma un ettolitro di petrolio è finito sulla terra. La strada corre a pochi metri dalla sponda del La Terra. Ad accorgersi dell’episodio, due persone che passano per caso nella zona. Due cittadini calvellesi che si fermano e cercano di capire quale sia l’esatta entità del danno ambientale.

“Un incidente molto grave - dice Rocco Lauletta, presidente dell’associazione Camastra Nova – consistito nel versamento di petrolio direttamente nel fiume, La Terra di Calvello, che versa a sua volta le acque nel lago Camastra. Quest’ultimo alimenta il 90 per cento dei rubinetti del capoluogo, oltre che di una trentina di comuni della provincia. Questo è il secondo incidente grave che mette a repentaglio la pubblica salute. Gli uomini e le donne di Camastra Nova non hanno fatto allarmismo e non intendono farlo. Sono preoccupati della difesa del territorio, delle attività che si svolgono su di esso e del futuro della Basilicata. La copiosa legislazione in materia ambientale già prodotta dalla Regione Basilicata deve urgentemente trovare riscontro nell’applicazione puntuale e rigorosa anche da parte dei comuni della comunità montana Camastra Alto Sauro.”

“Respingiamo pertanto con sdegno – conclude Lauletta – posizioni superficiali che vorrebbero barattare la grande questione dello sviluppo della Basilicata con propaganda a buon mercato”.

I volontari del movimento di Calvello spiegano il motivo per cui il greggio è finito sicuramente nelle acque del fiume: “ Nel punto in cui è caduto il petrolio – sostiene Lauletta – c’è un fossato che dà su un rigagnolo d’acqua il quale a sua volta finisce nel La Terra. Inoltre, abbiamo visto con i nostri occhi la chiazza scura che terminava nel fiume, il materiale assorbente adagiato sulla sponda fino al punto in cui l’acqua lambisce la terra, gli operai lavorare anche nel la Terra. Insomma, ne siamo sicuri e ne abbiamo le prove. Ma la situazione di pericolo è costante: nella zona dell’incidente sorge un’area Lpt, ossia un centro di stoccaggio, a poca distanza, oltre al fiume che giunge poi nel Camastra, ci sono le sorgenti di acqua sulfurea di Calvello”.

Sono gli stessi attivisti di Camastra Nova ad avanzare un dubbio: “Gli incidenti che conosciamo noi – dicono – sono solo due. Perché sono gli unici per i quali abbiamo avuto delle testimonianze. Chissà quanti altri possono essere avvenuti senza che nessuno ne abbia saputo mai nulla”.

L’associazione prende spesso posizione sulla questione-petrolio: qualche tempo fa ha protestato contro l’ingresso dei tecnici che lavorano per l’Eni nei terreni privati di alcuni abriolesi, ingresso considerato dai responsabili di Camastra Nova in alcuni casi illegittimo.

I portavoce dell’associazione tengono a precisare che la situazione della Camastra è del tutto diversa da quella della Val d’Agri (dove poco tempo fa nello scontro fra due autocisterne è morto un autista), che le regole sono più difficili da far rispettare e che la situazione di pericolo per l’ambiente è costante.

Il 22 febbraio scorso, i consiglieri di minoranza nell’assemblea comunale di Calvello hanno chiesto la convocazione straordinaria del consiglio con un ordine del giorno particolare: 1) divieto di transito sulle strade del centro abitato delle autocisterne adibite al trasporto del greggio da e per l’area Lpt; 2) istituzione di una commissione consiliare di inchiesta sulle attività connesse alla coltivazione di idrocarburi sul territorio di Calvello.

Una richiesta fatta in virtù di diverse considerazioni, tra le quali una che adesso ha un valore sicuramente diverso: “In più occasioni – dicevano i consiglieri – si è avuta notizia di incidenti verificatisi nell’area Lpt e nelle piattaforme di estrazione del greggio, facendo supporre un’alta esposizione a rischio dell’ambiente”. 

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SEMPRE PIU’ DANNOSE LE ESTRAZIONI IN ZONA

Il Wwf è intervenuto ieri tempestivamente sulla vicenda della perdita di greggio nei pressi del fiume La Terra vicino Calvello. Già precedentemente l’associazione ambientalista aveva preso posizioni su altri incidenti verificatisi in zona.

di ALBANO GARRAMONE

Un nuovo grave incidente causato dalle attività estrattive si è oggi verificato nel comune di Calvello: un’autocisterna ha perso un’ingente quantità di petrolio nei pressi dell’area di stoccaggio del greggio in località “Acqua Sulfurea”.

Il contenuto dell’autocisterna ha probabilmente raggiunto il torrente “la terra” che scorre nelle immediate vicinanze del centro di stoccaggio, con grave pericolo di inquinamento del corso d’acqua potabile del capoluogo di regione.

L’incidente è stato rilevato dai soci dell’associazione “Camastra Nova”, che più volte in passato hanno evidenziato lo sfruttamento selvaggio della Val Camastra da parte delle compagnie, rilevando tra l’altro l’altissimo rischio connesso alla costruzione del centro di stoccaggio (denominato L.p.t.) a ridosso del torrente “la terra”.

La serie di incidenti che si sta verificando in Basilicata a causa delle attività estrattive, oramai non più episodica ma a carattere quasi quotidiano, sta assumendo incredibili proporzioni rendendo sempre più palesi i danni che le suddette attività stanno arrecando a tutta la collettività, compromettendo altre forme di sviluppo, mentre non vi è alcun segno dei cosiddetti benefici che lo sfruttamento della risorsa avrebbe dovuto portare, come gli stessi sindaci delle aree interessate hanno recentemente denunciato.

Né d’altra parte la costruzione dell’oleodotto Viggiano-Taranto potrà annullare i rischi di incidenti: basti ricordare il caso di Trecate nel parco del Ticino dove si verificò una fuoriuscita di 12.500 metri cubi di greggio che inondarono 2.500 ettari di campi, risaie e strade. Il Wwf pertanto ribadisce la necessità di sospendere tutte le attività estrattive ed invita il ministero dell’Ambiente e la Regione Basilicata a decretare le più volte richieste misure di salvaguardia delle aree bioitaly e a perimetrare con urgenza il Parco nazionale della Val d’Agri.

Albano Garramone

Presidente regionale Wwf

 

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Incidenti autocisterne trasporto greggio

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