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Articolo tratto da “Menabò”

CORRIERE DEL VOLTURINO E DELLA CINTURA DI POTENZA N.2 FEBBRAIO 1993

 

VOLTURINO

Petrolio e tutela dell’ambiente

A colloquio con il sindaco di Calvello, ing. Di Trana

Nicola Lisanti

 I giacimenti di petrolio che si vanno scoprendo in Basilicata sono promettenti e di ottima qualità. Questa è la notizia che è stata data dalla stampa nazionale e regionale. L’ultimo ritrovamento, quello di Calvello, è stato annunciato in dicembre dall’Agip (gruppo Eni). Si tratta del pozzo «Cerro Falcone», ubicato nei pressi dell’acqua sulfurea. Il pozzo, ritenuto di «notevole interesse», nelle fasi di prova ha erogato circa 600 barili al giorno, pari a 100 mila litri.

E’ dal 1987 che l’Agip esplora il triangolo Viggiano - Calvello -Grumento Nova. La «Fina italiana», società controllata dalla belga «Petrafina», ha confermato «una scoperta di petrolio» anche a Laurenzana e Corleto Perticara. Cerro Falcone «pesca» a oltre tremila metri di profondità. Il che comporta costi molto alti.

Secondo le stime degli esperti dell’Agip e di quelli della Fina, una volta a regime, l’area petrolifera lucana potrebbe fornire circa 300 mila tonnellate di greggio all’anno. Il fabbisogno annuo di greggio in Italia si aggira sui 90 milioni di tonnellate. Le 300.000 della Val d’Agri ne coprirebbero lo 0,33 per cento.

Ma che cosa pensa il sindaco di Calvello di questa scoperta?

Finora l’unico risultato concreto cui si è giunti è stato quello di distruggere le strade sotto il peso dei mezzi pesanti e attrezzature varie. In un bosco di alto fusto hanno installato una piazzola immensa ed hanno aperto una strada rovinando la vegetazione.

E l’Amministrazione sta a guardare? Perché non si discute l’argomento in Consiglio comunale, dal momento che la gente è alquanto disinformata?

Non ho difficoltà ad affrontare il problema nella sede consiliare. Comunque posso dire di aver avuto un incontro con i responsabili dell’AGIP Mineraria dai quali sono stato informato sui programmi di perforazione e di sfruttamento del minerale. Da questo incontro è emerso che in effetti i tecnici AGIP sono ancora in fase di ricerca, nel senso che, pur avendo costatato la presenza del giacimento occorre ancora stabilirne l’estensione, la qualità del petrolio, la pressione in fase di sfruttamento, ecc. Per fare ciò occorre perforare in un altro sito (probabilmente in territorio di Viggiano). Per tutta l’operazione si prevede un periodo di 3-5 anni e solo successivamente, se i risultati saranno favorevoli, può pensarsi allo sfruttamento vero e proprio. Si dovranno allora verificare tutte le possibilità affinché tale sfruttamento del sottosuolo comporti anche una ricaduta in termini occupazionali ed economici per il territorio di Calvello e degli altri comuni interessati. A tale riguardo ho propo­sto al sindaco di Vig­giano, ing. Di Pierri, di costituire un comitato dei sindaci di Corleto, Laurenzana, Viggiano e Calvello, con l’obiettivo di rendere protagoniste le amministrazioni locali nell’auspicato processo di sviluppo.

E per i danni già arrecati che intende fare?

Bisogna chiedere un risarcimento. Noi abbiamo sollecitato la creazione di un parco in paese. Ma la risposta è stata negativa.

Concludendo, della salvaguardia ambientale non si preoccupa?.

Certamente, visto che il Comune da tempo ha adottato dei programmi di sviluppo turistico che hanno al centro proprio l’area di Autiero e dell’Acqua sulfurea. Tali programmi, purtroppo vanno rivisti alla luce delle evidenti incompati­bilità tra sfruttamento del giacimento e sviluppo turistico. In ogni caso non siamo affatto disposti a svendere l’ambiente e non vogliamo che questo sia il costo dello sviluppo economico.

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