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ATTIVITÀ ESTRATTIVA IN LOCALITA’ ACQUA SULFUREA:

Un esempio di cattivo giornalismo e di pessima politica

 

Ho letto, passando dallo stupore all’indignazione, la pagina dedicata alla rubrica “Una foto, un problema” nel numero di giugno de “Il Giornale di Calvello”.

    Da detta rubrica io e tutti i lettori siamo venuti a conoscenza:

1)  che la Società Petrex ha cominciato dei lavori nel bosco di Autiero, senza essere stata autorizzata da nessuno;

2)  che il Gruppo Verde, non si sa come a conoscenza del fatto, ha fatto una molto scarna interrogazione;

3)  che il sig. Casalaro, sorpreso da tali inauditi fatti, si chiede se la Petrex ha tutte le autorizzazioni e se è opportuno che in pieno bosco si facciano ricerche di idrocarburi.

    Se il compito di un giornale serio è di informare e non nascondere i fatti, il Giornaledi Calvello avrebbe dovuto rispondere ad almeno 5 domande, che ogni lettore certamente si è posto:

1)  chi ha autorizzato la Petrex?

2)  perché non sono stati informati i cittadini di Calvello?

3)  perché un argomento di tale interesse non è stato portato in Consiglio Comunale?

4)  perché è intervenuto il Gruppo Verde?

5)  chi sapeva ed ha taciuto?

    Proverò a dare una risposta ad alcune di tali domande e, ciascun lettore potrà accertarne la veridicità consultando i documenti citati, tutti pubblici.

    Chi ha autorizzato la Petrex?

La Giunta comunale di Calvello con delibera n.279 del 13.9.1990, a seguito di domanda presentata dalla Società Petrex tendente ad ottenere l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori di ricerca e coltivazione mineraria nella zona denominata “Cerro Falcone n.1”, “considerato che per la esecuzione dei lavori la Società Petrex ha la necessità di costruire sul suolo comunale indicato, delle infrastrutture che non possono essere realizzate a causa del vincolo idrogeologico cui risulta essere sottoposto il terreno di cui trattasi”, ha deliberato di chiedere al Coordinamento Provinciale delle foreste “l’autorizzazione per trasformare il suolo comunale della complessiva estensione di mq.13.264, da terreno boscato a coltura mineraria” e di “cedere in concessione alla Petrex l’appezzamento di terreno in questione per l’esecuzione di lavori di ricerca mineraria”.

    Detta delibera è stata approvata con la presenza ed il voto favorevole di tutti i componenti la Giunta, effettivi e supplenti, sia della D.C., che del PSDI che dell’ex PCI

    A chi il sig. Casalaro chiede se la Petrex è munita di tutte le autorizzazioni?

Della vicenda dovrebbe sapere tutto, atteso che lo stesso era, nel settembre 1990, un autorevole esponente della Amministrazione Comunale di Calvello e l’altro rappresentante del suo partito era presente in Giunta quando è stato deliberato di concedere alla Petrex parte del patrimonio naturale di Calvello.

    E se, sia moralmente che politicamente, si è responsabili non solo di ciò che si fa direttamente ma anche di ciò che si consente, con il proprio silenzio e la propria ignavia, agli altri di fare, il sig. Casalaro ha le stesse responsabilità dei componenti la Giunta Municipale.

    Perché è intervenuto il Gruppo Verde?

    Alcuni cittadini di Calvello, componenti l’associazione “Natura-Futuro”, che già nello scorso anno si è resa protagonista di una grande raccolta di firme per impedire il taglio dei faggi e la realizzazione di una pista in località “piana Patatara”, nel mese di aprile hanno visto, improvvisamente, sorgere nel bosco le torri meccaniche della Petrex ed hanno inviato ad alcuni amici del Gruppo Verde un loro esposto relativo ai lavori iniziati dalla detta società. Immediatamente è stata presentata la interrogazione parlamentare che riporta, quasi integralmente, il testo dell’esposto stesso.

    Pervenuta a Calvello, la copia dell’interrogazione è stata affissa in molti bar e negozi da cittadini particolarmente sensibili al problema ambientale.

    Dopo la pubblicazione dell’articolo sul giornale, alcuni amici mi hanno fatto rilevare come il testo dell’articolo del sig. Casalaro non fosse altro che una maldestra copia dell’interrogazione del Gruppo Verde e quindi dell'esposto presentato da alcuni membri di “Natura-Futuro”.

    Che i parlamentari Verdi utilizzino il testo redatto da un’associazione ambientalista locale non può che far piacere ma che si appropri di intere frasi e concetti proprio un rappresentante di quell’Amministrazione che ha autorizzato lo scempio dei nostri boschi è grottesco e vergognoso.

     Mi ha stupito che il giornale si sia prestato a questo ignobile gioco “tagliando” opportunamente il testo dell’interrogazione e accettando che il sig. Casalaro firmasse un articolo chiaramente copiato dal testo tagliato. Chiunque può verificarlo paragonando i due testi.

     Perché non sono stati informati i cittadini di Calvello? Perché l’argomento non è stato portato in Consiglio comunale? Chi sapeva ed ha taciuto?

     A queste domande io non posso rispondere e le giro agli amministratori che hanno deliberato il 13 settembre 1990, i quali, credo, abbiano il dovere morale e politico di rispondere.

L’unica cosa certa è che se noi cittadini di Calvello fossimo stati informati da chi sapeva, già nel settembre 1990, avremmo avuto gli strumenti giuridici e politici per difendere il patrimonio comune. Ora è più difficile, ma sono certa che, grazie a tutti coloro che già si sono interessati al problema, dal parlamentare al negoziante che ha affisso l’interrogazione nel suo locale, se ci sono stati abusi od omissioni, i responsabili saranno scoperti e, speriamo, puniti.

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"VECCHIA MENTALITÀ”

di Gino Casalaro

 La rubrica “Una foto, un problema” del mese di giugno relativa all’attività estrattiva effettuata nella zona dell’acqua solfurea dalla ditta Petrex, ha riscontrato molti apprezzamenti e poche critiche.

Critiche legittime, come sempre sono le critiche. Naturalmente non tutte le condivido, ma le rispetto.

In questa occasione è pervenuta alla nostra redazione anche una dura invettiva da parte del l’Avv. Raffaela Forliano.  Invettiva che si commenta da sola per il linguaggio tagliente e quasi da inquisitore, teso, mi è sembrato, a liberarsi più che altro da un “inconscio odio politico”. Ciò è l’ulteriore conferma dell’inutilità ed impossibilità ad instaurare qualsiasi tipo di dialogo.

Tuttavia colgo l’occasione per fornire ai lettori le seguenti delucidazioni in merito al contenuto della rubrica di cui sopra:

1) Non credo che per poter fare “buona informazione” bisogna per forza porsi le stesse domande che potrebbe chiedersi qualche cittadino su determinate questioni, in quanto è materialmente impossibile rincorrere tutti i pareri. In ogni caso penso che i responsabili di un periodico locale hanno il diritto, come gli altri, di esprimere le proprie opinioni e di farsi le “domande” che ritengono opportune senza chiedere l’autorizzazione a nessuno.

2) E’ sembrato doveroso segnalare alla gente il problema di cui sopra dal momento che lo stesso è stato sollevato dal Gruppo Verde alla Camera mediante una interpellanza al Ministro dell'Ambiente. Detto problema, pertanto, è stato brevemente esposto, ribadendo le perplessità ed i concetti espressi dal gruppo dei Parlamentari Verdi perché sono stati considerati sostanzialmente giusti ed opportuni. Penso che il giornale, e quindi il sottoscritto, ha il diritto di concordare o dissentire dai Verdi.

3) Come consigliere comunale mi sento responsabile solo ed esclusivamente degli atti compiuti nell’esercizio delle mie funzioni in consiglio comunale (che come è noto non è stato investito del problema). Quindi solo su questo terreno, che non interessa il giornale, sono disponibile a confrontarmi con chiunque, purché sia democratico.

Insomma, ritengo dl aver dato il mio modesto contributo per informare sicuramente centinaia di lettori. Non so cosa abbiano fatto alcuni pseudo-ambientalisti. Concludo rilevando che i giusti temi sull’ambiente non avranno grande successo nel nostro paese fino a quando saranno sostenuti da “certe persone” che continuano a fare politica con la “vecchia mentalità”.

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