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Articolo tratto da la Nuova Basilicata martedì 6 febbraio 2001

 

Secondo il responsabile delle Politiche agricole il pericolo è che la Basilicata diventi una regione desertica

Il ministro contro il petrolio

Pecoraro Scanio esprime la propria critica per le estrazioni sul territorio della Val d’Agri

 

POTENZA – “Resto perplesso sulle estrazioni di petrolio in Va d’Agri”: lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, Alfonso Pecoraro Scanio, che ieri a Matera ha partecipato ad un convegno avente ad oggetto i temi della sicurezza alimentare e dei Parchi naturali e organizzato dall’organizzazione giovanile di Confagricoltura. L’intervento autorevole dell’esponente dei Verdi nonché responsabile del dicastero competente per l’agricoltura esprime un parere sostanzialmente contrario nei confronti delle estrazioni petrolifere realizzate nella nostra regione. “Resto perplesso – ha spiegato Pecoraro Scanio – perché la Basilicata, grande regione della qualità e dell’ambiente, può diventare come un arido deserto dove l’unica ricchezza è il petrolio”. Il ministro ha ulteriormente argomentato la sua presa di posizione negativa aggiungendo che “abbiamo arte, agricoltura e qualità mentre il petrolio è la ricchezza dei paesi desertici, non di quelli ricchi come la Basilicata”. Secondo l’esponente ambientalista in Val d’Agri “al massimo ci può essere una riserva strategica da utilizzare quando malauguratamente ve ne fosse la necessità”.

“Gran parte dell’Europa usava le farine animali perché si pensava fossero buone, io spero che non succeda un qualche problema a un pozzo e ci sia una catastrofe da migliaia di miliardi – ha concluso Pecoraro Scanio – perché dopo diranno i Verdi avevano ragione: qui non siamo nel deserto”.

 

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