ZAPPING  6.10. 2000

Aldo Forbice: Filippo Bubbico, noi di solito con tutti gli altri presidenti, non so se lei ha sentito qualche altra sera, facciamo un rapido cenno biografico. Lei ha 46 anni, nato a Montescaglioso Matera, ha due figli, è laureato in Architettura all’Università di Roma quindi ha una certa frequentazione anche romana, ha fatto politica, infatti, proprio a Roma nel movimento studentesco e nel PCI, un suo cugino questo mi piace ricordarlo Mauro Bubbico, che era un uomo della DC, uno storico personaggio della DC, è stato deputato e sottosegretario ed anche presidente della Commissione di Vigilanza della Rai; lei invece è stato sindaco di Montescaglioso, nell’85 è stato eletto consigliere regionale poi nell’89 è tornato a fare l’architetto e nel 95 è stato rieletto consigliere regionale e poi è stato eletto vice presidente della Regione e in questa veste lei ha seguito tutte le trattative con l’ENI e sappiamo quanto sono state importanti sul petrolio in Val D’Agri e con la Regione Puglia sulla questione delle risorse idriche, il 16 aprile appunto lei è stato eletto presidente della Regione Basilicata con il 63,1% dei voti e si può definire il presidente più votato d’Italia è così? Presidente più votato d’Italia questo è proprio un record da guinnes dei primati, vorrei anche ricordare le origini, come facciamo per tutte le regioni, del nome Basilicata: prima di essere conquistata dai Romani questa regione si chiamava Lucania successivamente con l’imperatore Augusto che la unì con Brutium, l’attuale Calabria, cominciò a chiamarsi Basilicata che deriva dal greco Basilikos, governatore e principe, più tardi con la conquista dei Normanni gli rimase il nome e i confini attuali rimasero gli stessi, nel periodo che va dal 1932 al ’47 la regione si richiamò ufficialmente Lucania, oggi il nome è ritornato Basilicata ma gli abitanti continuano a chiamarsi lucani. Allora, lei ha coniato un termine non so se lo ha coniato lei comunque sicuramente lo ha rilanciato di federalismo solidale ce lo vuole spiegare?

Bubbico: noi pensiamo di averlo praticato, il federalismo solidale, quando abbiamo trattato con la Regione Puglia il tema delle risorse idriche, noi ci siamo collocati in una posizione che assumeva i problemi dell’una e dell’altra regione; la soddisfazione dei bisogni idropotabili espressi dalle popolazioni è un tema che non può riguardare un singolo territorio, è un tema che riguarda l’intero paese poiché queste due regioni sono legate anche dal punto di vista orografico e sono interconnesse dal punto di vista infrastrutturale abbiamo detto questo problema non possono che affrontarlo e risolverlo insieme proponendo una nuova ragione dello scambio. Mentre nel passato il trasferimento di risorsa idrica dalla Basilicata alla Puglia veniva compensato da opere pubbliche che venivano realizzate nella Regione Basilicata noi abbiamo proposto, e devo dire i pugliesi ci hanno seguiti su questa impostazione, un nuovo terreno di confronto. L’acqua è una risorsa limitata, è un bene primario essenziale costruiamo insieme le condizioni perché permangano per le future generazioni le condizioni di accumulo e di qualità della risorsa idrica e ottimizziamo le gestioni per il trasferimento della risorsa idrica condividendo in questo modo l’uso della risorsa e al tempo stesso sostenendo gli interventi di manutenzione idraulico forestale e di difesa del suolo che costituiscono premessa perché i bacini imbriferi possano mantenere costanti le loro qualità ambientali e quindi garantire questa risorsa per le future generazioni. Abbiamo anche assunto, per concludere questo aspetto, come problema comune la questione della ingressione salina, dell’acqua marina nelle falde freatiche del Salento cioè la perdita di acque dolci, abbiamo detto, affermato nell’accordo, non può essere considerato solo un problema pugliese ma è un problema del Paese e in quanto tale la Basilicata lo assume come problema proprio.

Forbice: e qui scatta la solidarietà, io volevo chiedere anche sulla base di questa esperienza lei come giudica, diciamo telegraficamente, questa legge approvata dalla Camera proprio sul federalismo?

Bubbico: io ritengo che sia un passo importante, significativo soprattutto in questo momento perché le regioni devono definire la nuova carta costituzionale, noi siamo impegnati nella riscrittura degli statuti per effetto della modificazione anche delle regole, l’elezione diretta dei presidenti, la distinzione dei ruoli di governo, di indirizzo, di legislazione eccetera e quindi poter fondare la riscrittura degli statuti su alcuni elementi che hanno un rilievo di legge costituzionale ci pare un fatto estremamente importante.

Forbice: la vicenda, così molto in sintesi, dei giacimenti della Val D’Agri ma non solo della Val D’Agri, perché è anche in altre zone, insomma sappiamo che in diverse aree della Basilicata si sta già estraendo intanto 10.000 barili al giorno di petrolio e quando dal 2001 gli impianti andranno a regime il giacimento della Val D’Agri dovrebbe produrre 104.000 barili al giorno cioè il valore totale della produzione che dovrebbe durare almeno fino al 2020 è di circa 15.000 miliardi e la Regione e gli Enti locali riceveranno delle Royalties per oltre mille miliardi insomma diventerete la regione più ricca d’Italia?

Bubbico: però consideri che mille miliardi in vent’anni sono 50 miliardi l’anno quindi non sono questa quantità di soldi che s’immagina; il petrolio anche qui è una risorsa limitata, la titolarità di questo bene è dello Stato, per fortuna, il petrolio serve alla crescita e allo sviluppo del Paese. Detto questo noi abbiamo provato a ragionare in termini diversi, le royalties che la legge nazionale garantisce alle realtà locali costituiscono una modalità diciamo di partecipazione all’uso di questa risorsa se pure in termini molto limitati e tuttavia l’attività estrattiva noi abbiamo provato a misurarla in termini di contabilità ambientale cioè l’ambiente non mantiene le sue qualità costanti, quelle qualità vanno misurate; fattori di antropizzazione, di modificazione nell’uso dei suoli o di modificazione degli equilibri naturali determinano alterazioni in questo bilancio.

Forbice: quindi lei vuol dire che una parte di queste risorse poi saranno investite?

Bubbico: no, voglio dire di più; noi abbiamo detto all’ENI applichiamo la metodologia della contabilità ambientale e quindi indipendentemente dalle royalties facciamo un accordo, che abbiamo sottoscritto con strumenti giuridici adeguati, perché ai fattori negativi tradotti nell’ambiente si contrappongano fattori positivi maggiori o nella peggiore delle ipotesi equivalenti a quelli negativi producendo in questo modo le condizioni perché si possa diffondere uno sviluppo sostenibile che valorizzi le qualità ambientali e valorizzi le risorse locali di quel territorio perché il petrolio in buona sostanza non costituisca l’elemento caratterizzante di quel territorio ma se mai la leva per promuovere uno sviluppo che punti sulle nuove tecnologie e sulla valorizzazione delle risorse umane e sulla valorizzazione delle risorse naturali.

Forbice: insomma l’obiettivo è che il petrolio sia un fattore di sviluppo per tutta la regione.

Bubbico: diciamo che accende un processo perché come abbiamo visto le risorse sono molto limitate, quelle trasferite per effetto delle royalties.

Forbice: ci sono degli ascoltatori che vogliono farle una domanda poi naturalmente anche i nostri ospiti. Io intanto volevo fare un piccolo aggiornamento sulla Iugoslavia: la storica radio e tv belgradese Studio B ha ripreso le trasmissioni chiedendo ai manifestanti di rimanere in piazza fin quando non sarà caduto Slobodan Milosevich, le tre reti televisive di stato non trasmettono dalle 19.00 e l’opposizione fa sapere che sta tentando di riprendere le trasmissioni, trasmette invece la sede belgradese della tv di Stato passata nelle mani dell’opposizione. Kosturiza ha detto stasera parlando alla folla di aspettarsi una riunione del Parlamento Federale entro le 21.30 e ha invitato a parteciparvi deputati montenegrini, Petra Bulatovich il leader socialista dissidente montenegrino che potrebbe dare all’opposizione la maggioranza parlamentare; c’è da prevedere da questa riunione se si farà, riunione straordinaria del Parlamento, che potrebbe anche proclamare il nuovo presidente, immagino che sia questo lo scopo anche se le agenzie non lo dicono ancora. Sentiamo Giuseppe Gravina da Matera.

Gravina: io sono felicissimo di poter colloquiare finalmente con il rappresentante delle istituzioni regionali. Io ho quarant’anni e sono anni che purtroppo viaggio in macchina, sono costretto a percorrere le strade, lei dottor Forbice non so se ha visitato la nostra regione ma è una regione che sotto l’aspetto della viabilità è abbastanza degradata; ci sono strade tipo quella che porta a Montescaglioso che il Presidente ovviamente conosce benissimo che è in una situazione disastrosa, ci sono altre strade di altri paesini che sono..

Forbice:  pensi alle royalties del petrolio che forse potranno risolvere la viabilità.

Gravina: ci sto arrivando guardi, sono convinto che quelle royalties non basterebbero sicuramente a sistemare perché siamo in completo degrado, come dicevo. Il problema è questo non basterebbero sicuramente a sistemare questa situazione, noi per tanti anni siamo stati oggetto di continue promesse senza poter mai veder realizzato una parte di queste promesse, il discorso è semplicissimo

Forbice:  mi sembra che sia molto chiaro già così, allora sentiamo ancora Enzo Camardo da Potenza.

Camardo: non è una coincidenza che anche l’ascoltatore che mi ha preceduto parlasse della viabilità perché un problema gravissimo nella nostra regione e ci capita adesso questa bella notizia delle royalties del petrolio che però ci vorrà molto tempo, vengo subito all’argomento allora io sono un biologo molecolare e per motivi di lavoro e non certo per divertimento quasi tutti i giorni mi devo recare nella zona di Sapri – Maratea quindi sulla costa, sul mare il mare che in linea d’aria è a circa 50 chilometri dal capoluogo Potenza e noi ne dobbiamo percorrere 110 per le strade che sono state costruite; allora uno dei problemi gravi è questo abbiamo finalmente avuto la superstrada Tito-Brienza che accorcia di molto la percorrenza però purtroppo questa superstrada finisce scandalosamente nel paesino di Brienza per cui basta che due TIR si incrociano e il tempo che si è guadagnato per fare questa superstrada si deve perdere in un quarto d’ora, mezz’ora d’ingorgo allora era previsto l’attraversamento, il by-pass di questo paesino a quando l’inizio di questi lavori visto che sono già stati finanziati?

Forbice:  allora c’è un problema di viabilità mi pare, volevo sentire anche i nostri ospiti così poi il presidente risponde un po’ a tutti. Dario Fertilio.

Fertilio: quello che vorrei chiedere, io non conosco naturalmente la situazione nella regione, è se la Regione ritiene di essere in grado di assolvere tutti quei compiti e quelle nuove funzioni che la legge le dà, le conferisce e anche in aggiunta vorrei sapere se ritiene futuribile oppure del tutto assurdo l’idea che, poniamo, due piccole o medie regioni possono in un futuro federalista associarsi o addirittura fondersi per assolvere meglio quei compiti che forse piccolissime entità regionali non sono in grado in qualche modo di eseguire.

Forbice:  Mario Cervi.

Cervi: vorrei chiedere al presidente se crede che esista e quanto sia grave, se esiste, il pericolo che come è avvenuto per le regioni in una struttura federale futura, nel federalismo futuro, si assista ancora a una duplicazione, a una semplificazione; quando furono istituite le regioni a statuto ordinario nel ’70 il Ministero dell’Agricoltura e dei Lavori Pubblici passarono molte loro competenze alle regioni e passarono anche il personale; bene, dopo brevissimo tempo quei ministeri avevano lo stesso personale di prima e ancora di più cioè non si era avuta una semplificazione si era avuto una duplicazione cioè le pastoie burocratiche non erano diminuite ma erano aumentate. Quanto c’è di questo pericolo nell’assetto federalistico di cui si parla?

Forbice:  Giovanni Valentini.

Valentini: vorrei rivolgere più che una domanda una sollecitazione o se vogliamo usare questa parola una provocazione. Lui ha fatto riferimento al problema dell’acqua, io sono meridionale sono nato in Puglia e ho visto, ho seguito se pure da lontano il grande sforzo che è stato fatto di risanamento e di ristrutturazione dell’Acquedotto Pugliese sotto la gestione di Lorenzo Pallesi che ha dato dei risultati straordinari in termini non solo economici ma vorrei dire anche di moralità. Una volta dell’Acquedotto Pugliese si diceva dà più da mangiare che da bere, oggi credo che stia tornando a dare acqua, a distribuire acqua in modo equo diciamo in modo funzionale, efficiente però tutto questo è passato attraverso un processo appunto di risanamento come quello portato avanti da Pallesi e di privatizzazione. Io vorrei sapere se lui non pensa che per il rilancio delle regioni meridionali, per il recupero di certi gap infrastrutturali, mi riferisco anche al problema drammatico e per certi versi vergognoso della viabilità, la ricetta, il modello che è stato in qualche modo realizzato per l’Acquedotto Pugliese non possa essere utile come spunto, come punto di riferimento per altre operazioni analoghe.

Forbice: presidente, le domande sono tante ma se lei può rispondere in forma sintetica un po’ a tutti.

Bubbico: si, lo farò; dalle questioni infrastrutturali vorrei partire. E’ vero la Regione Basilicata ha un grande deficit, è vero anche che si sono spesi molti soldi negli anni passati per queste finalità senza realizzare diciamo interventi che fossero misurabili in termini di miglioramento della qualità complessiva; noi abbiamo cominciato a cambiare completamente la impostazione. Nel ’95 quando io ho assunto la carica di assessore alla Sanità ho trovato un programma che prevedeva investimenti in varie parti della regione su tutti gli ospedali senza risolvere nessun problema, era previsto che si desse avvio ai lavori del nuovo Ospedale di Matera con una disponibilità finanziaria di 30 miliardi a fronte di un fabbisogno di 140 miliardi, io ho modificato il programma, il Consiglio regionale lo ha approvato all’unanimità, l’ospedale di Matera è stato interamente finanziato, i lavori sono iniziati alla fine del ’96, il 14 dicembre di quest’anno l’ospedale di Matera sarà completo in tutte le sue parti compreso l’arredamento e le dotazioni strumentali, un intervento da 500 posti letto mediamente la vita di un’opera di quel genere è misurabile nell’ordine di un decennio quando va bene. Sulla viabilità il problema si risolve attraverso la capacità di compiere scelte; non serve distribuire a pioggia risorse, vanno assunte delle priorità. Il programma che stiamo costruendo per l’uso delle risorse comunitarie va esattamente in questa direzione tanto da abbattere le barriere alle relazioni interne e dell’intera regione con il resto del Mezzogiorno, su questo tema stiamo sviluppando una interlocuzione con le regioni vicine con la Calabria, con la Campania, con la Puglia. Sulla Tito-Brienza le cose sono state dette, il progetto esecutivo non è ancora pronto, è questione di qualche settimana; per Sapri-Maratea il problema lo abbiamo risolto nel senso che abbiamo attestato una risorsa finanziaria di 35 miliardi compiendo anche qui una scelta in termini di priorità perché Maratea sia collegata all’autostrada Salerno- Reggio Calabria. Sulle altre domande velocemente, Cervi pone un problema dipende da come le regioni intendono interpretare questa funzione, non c’è dubbio che esistono pericoli di duplicazione ma si pensi anche al tema del decentramento all’interno delle regioni; c’è una tendenza che per la verità viene rilevata più nelle regioni del Nord che in altre regioni che ripropone un neo centralismo regionalista e quindi manca poi l’unicità di funzione per cui una materia è gestita dalla Regione, dalla Provincia, dalla Comunità Montana e poi dal Comune quindi il decentramento è la nuova fase federalista, va gestita con grande responsabilità; noi pensiamo di risolvere questo problema con un investimento nella informatica, nella rete noi abbiamo in corso di realizzazione il progetto Basilicata telematica che prevede la messa in rete di tutte le amministrazioni pubbliche e, attenzione, attraverso questo progetto noi non informatizziamo le inefficienze ma vogliamo intervenire in termini di qualità sui processi, sulle procedure amministrative perché la fase di implementazione del sistema faccia emergere le strozzature, le criticità che vanno superate. Valentini ha perfettamente ragione, Acquedotto Pugliese oggi si propone in termini completamente diversi rispetto a solo tre anni fa, l’amministratore, commissario prima amministratore unico oggi, ha fatto un lavoro che gli viene riconosciuto da tutti; è utile ricordare che la sua nomina a commissario fu fortemente osteggiata non dalla Regione Basilicata noi salutammo con vivo interesse l’intervento finalmente del governo nazionale poiché quell’ente era vigilato dal Ministero dei Lavori Pubblici, trovo che le regioni debbano saper programmare sempre di più e meglio e saper costruire le opportunità perché i servizi in un quadro di privatizzazione siano però monitorati perché l’efficacia, l’efficienza, gli obiettivi, il pubblico interesse venga tutelato e salvaguardato ovviamente in un quadro di competizione e di operatività che è propria delle imprese private.

Forbice: presidente, io la ringrazio molto per tutte le sue risposte e le auguro buon lavoro.

********************************

Articolo tratto da la nuova Basilicata 13 ottobre 2000

 

IL LETTORE SEGNALA

 

Il petrolio non è solo royalties, ma anche danni all’ambiente

HO CERCATO ripetutamente di trovare la linea telefonica libera componendo il numero verde che permette di intervenire in diretta alla trasmis­sione "Zapping", condotta da Aldo Forbice su "Radio 1 Rai", nella quale è stato invitato sui temi del federalismo e delle risorse idriche e petrolifere il presidente della giunta regionale di Basilicata.

Ho compreso, che lo “Zapping” è un “italianismo” abbinato all’uso smodato del telecomando che talvolta riguarda anche le opinioni dei cittadini, specialmente se affidate alla casualità delle linee telefoniche libere o occupate.

Non ho avuto purtroppo la fortuna del dottor Enzo Camardo di Potenza e quella dell’ascoltatore di Matera, il signor G. G. (che non ha scritto alla Nuova Basilicata per ribadire le cose dette alla Rai 1 Zapping), nonostante fossi informato in anticipo del tema trattato e mi fossi "attaccato" all’apparecchio telefonico, se non altro per poter esprimere una opinione differente da quella dei due radioascoltatori lucani in diretta al microfono di Forbice, entrambi convinti sostenitori della tesi che può essere così riassunta "più royalties petrolifere, più appalti per nuove strade".

Penso che durante la trasmissione  Zapping non siano emersi aspetti invece importanti quali lo stravolgimento ambientale derivante dall’attività di ricerca ed estrazione del petrolio in Val d’Agri, i grossi pericoli per le falde acquifere, la salute dei cittadini e per la qualità della risorsa idrica oggi utilizzata dalle regioni Puglia e Basilicata, i cui costi sociali ed economici si vogliono far pesare sui cittadini, in assenza delle azioni di monitoraggio dell’attività di ricerca ed estrazione del petrolio rimaste solo sulla carta.

Una questione questa di importanza cruciale per la salute dei lucani e per la democrazia della nazione.

E’ mia convinzione che le opinioni non possono e non devono essere affidate "alla casualità" con cui si trovano ad esempio libere o occupate le linee telefoniche o sottostare alle censure informative pena l’utilizzo distorto e di parte degli strumenti d’informazione che in tal modo rischiano di diventare il "quinto potere" nelle mani dei grandi potentati economici, servizio radiotelevisivo pubblico in primis. 

LETTERA FIRMATA

                        Potenza

indietro

Torna a Lucani: Popolo in via di estinzione