DA VIGGIANO AMBIENTE ITALIA DEL  14.10.2000

Giornalista Beppe Rovera: In un periodo di crisi, di prezzi alle stelle anche per le ripercussioni della guerra di Israele la Basilicata rappresenta una risorsa una risorsa forse sottovalutata. Forse non tutti sanno che la Basilicata è ai primi posti d’Europa tra i produttori di greggio su terra ferma. Sindaco Vittorio Prinzi, Lei è sindaco di un piccolo paese che si chiama….

Vittorio Prinzi, sindaco di Viggiano:  Viggiano…

Rovera : Provincia di Potenza. Quanti abitanti fa Viggiano?

Prinzi:   3200 abitanti…

Rovera: Lei sindaco ha incassato negli ultimi 3 anni quanto?

Prinzi:  Poco più di 2 miliardi di royalties….

Rovera: ..di royalties perché nel suo comune insistono…. quanti pozzi di petrolio?

Prinzi: Ci sono 4 pozzi attivi di petrolio e uno è in prova di produzione come si dice..

Rovera:  Quanto petrolio date voi con i vostri pozzi, lo sa quanto?

Prinzi:  Praticamente tutto quel petrolio che attualmente si produce qui nella Val D’Agri. 10.000 barili al giorno.

Rovera: 10.000 barili al giorno. Lei con questi  3 miliardi cosa ha fatto?

Prinzi: Innanzi tutto abbiamo pensato di sostenere alcune attività produttive oppure di implementare delle altre concedendo dei mutui, diciamo dei fondi a fondo perduto per fare in modo che alcuni potessero avviare o migliorare la loro attività…

Rovera: ..poi però avete ristrutturato questo grande complesso…

Prinzi:  Si, abbiamo contratto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per restaurare questo meraviglioso convento e l’altra parte del contributo è venuto dal fondo del Giubileo. Inoltre stiamo realizzando un parcheggio proprio nel cuore del paese..

Rovera: Insomma il petrolio vi ha dato una mano. Ecco Sindaco volevo chiederle: quanti posti di lavoro nuovi ha portato?

Prinzi: Per ora posti di lavoro definitivi quasi nessuno. Speriamo che nel futuro possano esserci questi posti di lavoro stabili. Attualmente grazie all'autotrasporto, grazie anche all’ampliamento del centro oli, ad attività che comunque vengono da petrolio, c’è una buona fetta di persone che lavora….anche dei comuni limitrofi….

Rovera: Qui siamo in Val D’Agri. La Val D’Agri che è una terra di acque. Bisogna ricordare che la Basilicata fornisce anche acqua a tutto il resto del Sud….Una terra importante. Qui ha dominato sempre l’agricoltura. Negli ultimi 10 anni il suo comune ha ritrovato una vocazione un po’ nuova. C’è un bacino di circa 60.000 abitanti che sono coinvolti in questa attività di estrazione del petrolio, circa 29 comuni interessati, 29 comuni che, quindi, guadagneranno dei soldi dall’estrazione del petrolio. Però il problema è, come dimostrano questi signori che sono venuti qua alle nostre spalle, che è difficile conciliare il rapporto Val D’Agri, questa terra meravigliosa, con i giacimenti petroliferi.

Intanto qui sotto c’è un centro oli…e l’ing. Gianfranco Amici….Lei è praticamente il responsabile di questo centro della raccolta del petrolio in Val D’Agri che è condotta dall’ENI….

Amici: Certamente. Sono  responsabile dello sviluppo…..questo impianto…

Rovera: Diciamo subito: questo impianto quanto è esteso?

Amici:  L’impianto si vede lì….qualche ettaro e quindi sta in un’area industriale ed è fatto secondo i criteri standard di sicurezza…

Rovera:  Quante persone lavorano lì dentro?

Amici:   Sono una sessantina di persone.

Rovera: 60 persone. Quanti pozzi di petrolio sono già attivi qui in Val D’Agri?

Amici: 4 pozzi sono attivi, 20 sono stati perforati quindi sono predisposti alla produzione e altri 20 circa 22 dovrebbero essere perforati.

Rovera: Due giacimenti…..

Amici: Un giacimento è questo qui dove ci troviamo nella Val D’Agri. L’altro è in Val Camastra che però non è ancora…è in fase di definizione..

 

Rovera:  Ma il potenziale di petrolio quant’è?

Amici: Le stime di questo giacimento Val D’Agri sono mezzo milioni di barili

Rovera:  E l’altro giacimento?

Amici: L’altro è meno conosciuto. Le stime danno 420/450….

Rovera: Questo consentirebbe di soddisfare quale fabbisogno?

Amici:   l’8 il 9 % quando tutto fosse a regime…

Rovera: Il fabbisogno nazionale??

Amici: IL fabbisogno nazionale di olio

Rovera: Quindi non è cosa da poco. Però dicevamo prima c’è questo problema da risolvere del rapporto con l’ambiente che non è sicuramente molto facile come stanno dimostrando qui….Vedo che è giunto Fabio Renzi, responsabile parchi di Legambiente. Voi siete contrari all’estrazione del Petrolio? Ma si può essere contrari all’estrazione del petrolio in un Parco oggi con questi prezzi?

una sentenza del Consiglio di Stato che ha recentemente detto…

Fabio Renzi Legambiente: ..Noi non siamo contrari all’estrazione del Petrolio. Noi abbiamo una grande risorsa però non deve mettere in discussione, non può, non deve pregiudicare il sentiero di sviluppo lungo il quale la Val D’Agri si è avviata. Perché la Val D’Agri non è assolutamente una zona marginale e povera del mezzogiorno d’Italia come spesso viene raccontata ma una zona nella quale vi è una fiorente agricoltura, un settore agro alimentare molto interessante nell’ortofrutta, nella zootecnia, ci sono produzioni…

 Rovera: Però l’energia è importante, serve, il petrolio serve, se non abbiamo fonti alternative….. anzi oggi facciamo un quadro di questo; approfittiamo per partire dalla Val D’Agri come grimaldello per ragionare anche sull’energia. Sentiamo un po’ il professor Rubbia, andiamo a visitare delle cose interessanti in Emilia Romagna…insomma cerchiamo di ragionare tra parco, ambiente e petrolio.

Renzi:  Qui il petrolio ormai è una realtà, nessuno la può mettere in discussione. Il problema è che le ipotesi anche legate alla valorizzazione conseguente alle royalties del petrolio ecc. non mettano in discussione, non compromettano quello che è lo sviluppo della Val D’Agri anche un domani, quando il petrolio non ci sarà più.

Rovera: Ecco questo è il tema di oggi. Allora subito, come ogni sabato Il Filo verde e poi cominceremo a ragionare…

IL FILO VERDE

Rovera: Che sia un tema caldo lo dimostrano questi signori che sono venuti da un altro posto dove dovrebbero fare….ma lì, non hanno ancora estratto dalle vostre parti?…

Tommaso Maiorino, sos lucania: Stanno estraendo e anche in una maniera brutale..

Rovera: Dove, dica dove…

Maiorino:  Nella Val  Camastra, Abriola, Calvello, Laurenzana….

Rovera:  In altre parti della Val D’Agri?

Maiorino: Dietro, a fianco, qui a Viggiano… stanno estraendo in una maniera brutale senza rispettare le leggi dello stato

Rovera: Però ci sono le royalties che aiuteranno anche loro, no?

Maiorino: Aiuteranno sicuramente qualche furbastro che incasserà i soldi, qualche furbastro ci sarà che incasserà i soldi… ma non i cittadini e tanto meno i comuni…

Rovera: Insomma il tema è abbastanza…. Ma io chiederei, prima di riprendere la discussione, di vere Rocco De Rosa che si trova da un’altra parte. Vediamo con Rocco De Rosa di spiegare meglio questa Val D’Agri..

Rocco De Rosa: Si Rovera ti parlo dal cuore del parco della Val D’Agri e del Lagonegrese. Alle mie spalle c’è il massiccio del Pierfaone, una delle aree bioitaly di maggior interesse, dove, appunto, ci sono state e ci sono delle prospezioni, c’è in atto una ricerca del petrolio.. Naturalmente tutto questo ha sollevato molte polemiche. Il problema, per così dire, è stato accantonato ma rimane in piedi perché dei 50 pozzi, oltre 50 pozzi, alcuni inevitabilmente ricadranno in questa zona. Abbiamo qui con noi il Direttore Generale dell’Ambiente della Regione Basilicata, Dott. Zoccali. Si sta cercando di riuscire a fare in modo che i pozzi non vengano, per così dire, in contrasto con il parco nazionale della Val D’Agri…..

Zoccali: Anzi la delimitazione  del parco acconsente questa separazione tra il parco, che è la parte più alta naturalmente, dove ci sono tutti questi boschi e la parte più a valle dove invece ci saranno la maggior parte dei pozzi

De Rosa: Questa è una delle zone di maggior interesse, questa del Pierfaone. La Regione Basilicata si è impegnata a fondo per riuscire ad evitare questo contrasto. Ora si vada avanti..

Zoccali: Noi abbiamo anche ricevuto proprio pochi giorni fa la delimitazione da parte del Ministero con la bozza de decreto che dovrebbe essere pronto… Manderemo questa delimitazione a tutti i Comuni, poi chiederemo ad ognuno di loro l’assenso oppure le osservazioni per poter andare avanti. Erano tre gli obiettivi principali del Parco: uno il consenso, il secondo quello di creare un sistema di parchi anche con quelli collegati, quello a sud naturalmente era il collegamento con il Pollino, ad Ovest con il Cilento e poi c’era sulla parte più a Nord c’era il collegamento con il parco regionale di Gallipoli Cognato

De Rosa: Rovera nel prossimo collegamento ci risentiamo dal lago del Pertusillo che è una delle zone di maggior interesse anche quella e, per ora, ti restituisco la linea.

Rovera: Beh grazie…abbiamo visto delle immagini bellissime in una zona veramente…Non tutti sapranno in Italia che abbiamo questo giacimento di petrolio così importante. Tra l’altro volevo leggervi poche righe che mi ha mandato Ganmaria Gross Pietro che è il Presidente dell’ENI che è a Parigi oggi, quindi non poteva partecipare alla trasmissione. Lui dice, lo dico anche a voi che protestate,: ”Il mancato utilizzo di un giacimento come quello della Val D’Agri oltre ad avere effetto negativo per l’economia della società impedirebbe un possibile risparmio della bolletta petrolifera italiana che agli attuali prezzi è stimato intorno ai 50 mila miliardi di lire l’anno. Di fatto la produzione del petrolio dei giacimenti della Val D’Agri consentirà al Paese un risparmio dell’8% del fabbisogno nazionale che ai prezzi odierni equivale a circa 4.00 miliardi di lire l’anno”. Come si fa protestare dinanzi a queste cifre?

Alfonso Fragomeni, SOS LUCANIA: Beh, se lo dice il Presidente dell’Eni non avremmo dubbi su questo. Intanto lo dice il presidente di una multinazionale quindi non di un’azienda di Stato…

Rovera: Anche un economista devo dire….

Fragomeni: Per carità!! Ma viene pagato dall’ENI. Il motivo di questa nostra protesta non è protestate tout court contro il petrolio o l’energia, potremmo farlo...però il motivo di questa nostra protesta e che…intanto ce l’abbiamo con la RAI che riteniamo faziosa..

Rovera: Va beh ..è diventato lo sport nazionale…

Fragomeni: No, noi abbiamo già fatto la denuncia alla Commissione di Vigilanza. Per quando riguarda l’Eni, invece, se questi signori si trasferissero ad un chilometro in linea d’aria da qua e quindi arrivassero a 1000, 1500 metri si accorgerebbero che Siti di importanza comunitaria, quindi protetti da leggi comunitarie, sono stati massacrati senza che il Dottor Zoccali, che abbiamo sentito poch’anzi , o chi per lui,  e i dirigenti regionali….

Rovera: Abbiamo qui…tra un po’ sentiremo….però, effettivamente il tema dell’energia… E’ possibile fare a meno del petrolio della Val D’Agri? Igor Staglianò ha fatto una chiacchierata ieri con un premio Nobel , il professor Carlo  Rubbia, il Presidente dell’ENEA….

Stalianò: Professor Rubia, possiamo fare a meno del petrolio della Val D’Agri

Professor Carlo Rubia: Direi che ci sono due problemi: l’uno è l’approviggionamento e l’altro sono i costi. Oggi il costo del petrolio prodotto nei paesi dell’Oriente è di tre-quattro dollari al barile, poi ci sono tutti i guadagni i trasporti che poi lo portano a quello che dobbiamo pagare, però l’estrazione è facile e semplice. Esistono molte sorgenti di petrolio nel mondo ed anche nel nostro paese, che hanno una possibilità concreta di essere utilizzate, però devono essere utilizzate in maniera economica e quindi il problema è sapere quanti soldi si deve poter pagare e, quindi, con il petrolio a trenta dollari al barile non c’è dubbio che le nostre risorse italiane possano essere valorizzate; con un petrolio a 10 dollari al barile è ovvio ed evidente noi non potremmo fare questa cosa…. Comunque, resta sempre il fato che il petrolio che noi potremmo estrarre nel nostro paese è sempre una goccoa in un oceano, nel senso che ce ne vuole ben altro petrolio per far girare un paese come il nostro….

Rovera: Volevo chiedere al sovrintentente per l’archeologia della Basilicata, Maria Luisa Nava. I pozzi sono in un luogo interessantissimo dal punto di vista archeologico….Qui c’è Grumentum proprio di fronte a noi….

Dott. Nava:   Alle mie spalle c’è la città romana di Grumentum e il parco archeologico afferente alla città ma tutta la Valle dell’Agri è ricca di testimonianze archeologiche…

Rovera: Ma come la mettiamo con il petrolio e l’estrazione del petrolio?

Nava: Io capisco le preoccupazioni degli ambientalisti ma d’altra parte queste preoccupazioni sono anche della sovrintentenza archeologica della Basilicata…

Rovera: Allora come avete fatto per evitare che ci fossero dei danni…..? Danni troppo gravi…

Nava: Abbiamo stilato un accordo preventivo con l’Eni che è veramente esemplare per quello che riguarda la tutela archeologica di questo territorio.

Rovera: Che cosa prevede questo accordo?

Nava: Che qualsiasi movimento di terra è seguito costantemente dalla Sovrintendenza archeologica con personale proprio e che qualsiasi trincea condotta dall’Eni …

Rovera: Guardi che dietro stanno facendo segno di no.

Nava: Mi dispiace, ma io ho il controllo della situazione.

Rovera: E così? Lo chiedo a Fabio Renzi ….

Renzi: Io so che la sovrintendenza ha espresso molte perplessità sul tracciato dell’oleodotto e questo è significativo …

Rovera: Perché qui dovrà nascere praticamente un oleodotto? Lo chiedo all’ing. Amici: un oleodotto che partirà da dove ed arriverà dove per fornire quanto?

Amici: Parte da Viggiano dove c’è la centrale ed arriva a Taranto dove c’è il terminale di raffineria.

Rovera: Per un totale di quanti chilometri?

Amici: 136 chilometri.

Rovera: Che sono interrati alla profondità di …..

Amici: Due metri.

Rovera: Trasporterà quanto petrolio?

Amici: Può trasportare fino a 150.000 barili al giorno.

Rovera: E quando capiterà… a partire da quando?

Amici: L’anno prossimo.

Rovera: Anche perché adesso il petrolio che si estrae passa attraverso le autocisterne che attraversano una vale dove la viabilità è quella che è, con grossi problemi di incidenti mortali, di rovesciamento di autocisterne. E’ così?

Nava: Si ma lungo tutto questo percorso, sono 94 Km. che l’oleodotto percorre in Basilicata, noi assieme ai tecnici dell’Eni abbiamo fatto sopralluoghi su tutti i 94 Km verificando la presenza di ciascuna area eventualmente interessata da strutture archeologiche e concordando proprio con l’Eni le modalità di intervento con scavi preventivi nelle zone a rischio. Sono 29 i siti sino ad ora individuati.

Rovera: Fermiamoci ancora un attimo e poi proseguiamo nel discorso. Adiamo a vedere a Ravenna i mezzi pubblici che circolano in maniera ecologica.

Servizio da Ravenna

Rovera: Abbiamo al telefono il sottosegretario all’industria con delega all’energia Cesare De Piccoli: benvenuto ad Ambiente Italia!

De Piccoli: Buon giorno..

Rovera: Noi siamo in una realtà in cui ci sono i pozzi di petrolio. Non tutti sapranno che l’Italia ha nella Basilicata uno dei giacimenti più importanti a livello europeo sul fronte del petrolio.

Ma dove ci stà  portando il governo sul fronte dell’energia? Dove stiamo andando?

De Piccoli: Innanzi tutto dobbiamo fronteggiare un’emergenza perché un paese come il nostro, che dipende totalmente dall’estero sia per quanto riguarda il petrolio sia per quanto riguarda il gas, ha un prezzo sulla bolletta elettrica e sugli altri consumi notevole. Con la finanziaria 2001 sono infatti stabiliti 38.000 miliardi per una serie di agevolazioni di riduzione sia sulle benzine sia sul gasolio da riscaldamento sia per quanto riguarda la bolletta elettrica soprattutto per le imprese. Quindi fronteggiare l’emergenza e al tempo stesso anche un tentativo serio di liberarci dalla dipendenza solo del petrolio e quindi da questo punto di vista anche una serie di finanziamenti e di agevolazioni soprattutto per quanto riguarda le fonti rinnovabili, le fonti alternative di energie..

Rovera: Grazie al sottosegretario De Piccoli. So che lei sta facendo la conferenza stampa  e quindi la lascio continuare. Grazie per il suo contributo. Io ne approfitto per chiedere all’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata. Voi grazie ai giacimenti di petrolio quanto avete incassato lo scorso anno? Spari una cifra..

Chiurazzi: L’anno scorso circa 4 miliardi..

Rovera: Quattro miliardi che sono serviti per che cosa?

Chiurazzi: Sono serviti per mettere in atto tre misure: una che riguarda il sistema delle piccole e medie imprese artigianali e commerciali, una misura per la formazione dei giovani diplomati e laureati dell’area e una terza che sta espletando i suoi effetti per la riqualificazione urbana dei centri storici.

Rovera: Insomma lei non pensa che ci sia da preoccuparsi per mettere insieme la tutela dell’ambiente con la presenza del petrolio? Avete fatto accordi particolari…..

Chiurazzi: Noi abbiamo fatto accordi particolari con un protocollo che è conosciuto tra lo Stato, le Compagnie e la Regione e i primi capitoli di quest’accordo riguardano proprio le questioni ambientali…

Voce: Voi non rispettate…

Rovera: dicono non rispettate. E’ vero?

Chiurazzi: Si stanno rispettando tutte le scadenze compresa quella ultima che all’inizio dell’anno prossimo avremo una rete di monitoraggio sia per l’acqua, per l’aria che per gli effetti sismici tra i più avanzati che ci Saranno in Europa.

Rovera: Vediamo se riusciamo a ritornare sul lago del Pertusillo dove c’è il collega Rocco De Rosa.

De Rosa: Dai monti al lago, ecco Rovera, ti parlo dal lago del Pertusillo, una delle bellezze di maggior pregio all’interno di questo grande parco nazionale della Val d’Agri e del Lagonegrese. Qui c’è un ambiente ancora integro. Movimento azzurro è tra quelle organizzazioni ambientaliste che hanno difeso il Bioitaly del lago del Pertusillo, proprio immediatamente a ridosso dei giacimenti di petrolio.

Rocco Chiriaco, presidente nazionale Movimento Azzurro: Ma guardi, lo strumento fondamentale che oggi ci offre la legge è il Parco Nazionale, il Parco Nazionale che diventi tale.

De Rosa: Insomma c’è davvero un’emergenza petrolio, un rischio petrolio qui per il bene natura, per il Pertusilo, per le montagne circostanti? C’è da difendere questo ambiente ulteriormente, più di quanto si faccia con il monitoraggio oggi?

Chiriaco: Guardi, noi del Movimento Azzurro non siamo di quelle associazioni che dicono no, che bisogna sospendere immediatamente le estrazioni petrolifere. Sarebbe anche auspicabile se il regime internazionale potesse consentire questo. Noi diciamo: questa è una realtà e peccato che si sia riscontrato in queste aree di così pregiato interesse naturalistico, però il petrolio è una risorsa nazionale, una risorsa energetica nazionale anche quello rinvenuto in Basilicata e sappiamo, siamo consapevoli, che le autorità locali non possono mettere fine a questo. L’abilità della classe politica locale ma anche di quella nazionale deve consistere nel far convivere queste realtà. Non è che il giacimento petrolifero conviva bene con un Parco, però il Parco Nazionale mette intanto ….

De Rosa: A condizione che ci siano elementi di salvaguardia sufficienti. Ecco, bisogna dire che la Basilicata ha anche un ruolo non irrilevante dal punto di vista della bolletta energetica nazionale, una questione che non va sottovalutata. A te la linea.

Rovera: In effetti è quello che anche Chicco Testa ed altri ci hanno fatto sapere prima. Ecco Gianpaolo D’Andrea, lui è sottosegretario ai Beni Culturali, insomma, ma … come si fa a salvaguardare … voi del governo come fate a controllare, a tenere sott’occhio questa situazione ?

Gianpaolo D’Andrea, sottosegretario ai Beni Culturali: Beh, attraverso le nostre sovrintendenze il controllo è costante. Ma noi sin dall’inizio abbiamo raccomandato e, e per la parte di nostra competenza e per la parte in cui noi entriamo nei procedimenti promossi dalla Regione per le autorizzazioni, il massimo di cautela e il massimo di rigore perché questa è un’area di grande rilievo sia dal punto di vista paesaggistico sia dal pinto di vista archeologico e bisogna fare di tutto affinché l’attività estrattiva salvaguardi il più possibile questo ricchissimo patrimonio. Fin ora credo che ci riusciamo, quindi la situazione è sotto controllo, anzi ha portato anche a dei risultati positivi per quel che riguarda la parte archeologica perché le attività promosse in relazione alla costruzione del metanodotto e dell’oleodotto hanno fatto venire fuori delle preesistenze che immaginavamo….

Rovera: Il petrolio che in sostanza ha portato alla luce.. insomma mettiamola così… è un compromesso anche questo…

D’Andrea: Beh anche il petrolio fa parte della natura millenaria di questa valle.

Rovera: Volevo chiedere all’ing. Amici, lui che qui rappresenta l’ENI, i pozzi operativi ce ne sono una ventina?

Amici: Ci sono 20 pozzi eseguiti e 4 in funzione.

Rovera: Quanti ne metterete in azione quando, diciamo così, si arriverà a regime totale?

Amici: In totale è previsto che ce ne siano 42.

Rovera: 42 per estrarre quanto petrolio complessivamente?

Amici: 100mila barli al giorno.

Rovera: 100mila barili al giorno… ma che petrolio è questo qua?

Amici: E’ un petrolio leggero, buono, simile al Brent inglese..

Rovera: Però?

Renzi: Però c’è il fatto che il protocollo di intesa tra l’ENI e la Regione prevedeva che oggi vi fossero stati già 1000 occupati e invece non il abbiamo. Quindi oggi non abbiamo né il Parco Nazionale né lo sviluppo che il petrolio doveva portare. Abbiamo dei grandi rischi per l’oro di questa terra che è l’acqua perché qui si dà l’acqua non solo alla Basilicata ma anche alle colture pregiate del metapontino e abbiamo anche forti preoccupazioni perché quelle attenzioni che ci sono state sui beni culturali non ci sono state sui beni ambientali. Infatti si fanno ancora prospezioni con dinamite in siti di importanza comunitaria come in Val Camastra e per questo chiediamo che sia riformulato l’accordo tra ENI e Regione…

Rovera: Va beh la discussione continua, bisognerebbe risentire… cosa dice l’assessore all’ambiente? Bisognerebbe riformulare l’accordo tra ENI e Regione?

Chiurazzi: Io credo che quell’accordo vada solo attuato in tutte le sue parti perché contiene sufficienti elementi per garantire l’ambiente e anche per allontanare le preoccupazioni che ci sono.

Rovera: Bene, la discussione va avanti. Grazie a tutti e ci rivediamo sabato prossimo…

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