Articolo tratto da la Nuova Basilicata sabato 12 ottobre 2002

 Da due anni si discute della perimetrazione dell'area. Riunione ieri in Prefettura

Presto il piano di sicurezza

Entro fine mese la stesura definitiva per il centro Olii di Viggiano

di NICOLA MELFI

 POTENZA- Il piano ci sarà "Entro fine novembre, non oltre ", annuncia il vice prefetto vicario Giacomo Armentano ai tecnici convenuti alla riunione, l'ennesima per l'esattezza, riguardo al sistema di sicurezza esterna nell'area del Centro Olii di Viggiano. "Se ne discute da due anni, adesso è arrivato il momento della stesura definitiva", rimarca. Già redatto da tempo, il piano emergenza non è mai decollato Motivo? Mancanza di intese. Al solito. Una prima proposta, redatta dall'Eni non ha trovato i pareri favorevoli da parte del Comitato collegiale nonostante vi siano stati, mesi addietro, diversi incontri bilaterali fra i funzionari dell'ente petrolifero e il Comando regionale dei Vigili del Fuoco (a quest'ultimo, in pratica, spetta parere finale sulle diverse proposte, ndr). «Siamo qui per capire le ragioni e chiedere ulteriori chiarimenti», osserva Armentano. E detta le condizioni: «Il 22 ottobre prossimo voglio sul mio tavolo tutte le proposte definitive. Il 25 quella dell'Eni». Definitiva è quella della Polizia Stradale sui posti di blocco intorno all'area. Carabinieri e Arpab chiedono all'Eni la situazione dei piani preallarme e di inquinamento acustico. La Protezione Civile è all'erta, come sempre. Ciò che manca, invece, è la mappa sanitaria elaborata dall'Asl (compresi monitoraggio acustico e un coinvolgimento dell'ospedale san Carlo di Potenza) come pure la cartografia completa da parte del comune di Viggiano. E' qui che la matassa va sbrogliata. L'Amministrazione comunale del centro valdagrino chiede che nell'integrazione cartografica venga considerata anche la zona sud che ricade nel Comune di Grumento Nova. Stesso discorso vale per l'Asi circa le aziende presenti nella zona. Un tira e molla fra questi ultimi due enti i quali, a suon di competenze scaricate da una parte all'altra, hanno determinato, e non poco, i continui rinvii per l'approvazione del piano. Scaduti i termini, adesso si pensa di fare sul serio. "A me interessa la sicurezza pubblica e quella dei lavoratori del Centro Olii", taglia corto il vicario prefettizio dinanzi ai responsabili dei settori. E a distanza di due anni, qualcosa dovrà pur muoversi nel sempre più complesso scacchiere petrolifero lucano.

 

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