Articolo tratto da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO sabato 5 ottobre 2002

 

PETROLIO & AMBIENTE / La sospensione riguarda l'attività di desolforazione

Guasto al centro olii di Viggiano

Il presidente della Regione Basilicata ordina lo stop dell'impianto

 

VIGGIANO - Sospesa l'attività dell'impianto di desolforazione del Centro olii di Viggiano. L'ordinanza di sospensione è stata firmata ieri dal presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico. Il provvedimento si è reso necessario a seguito di un guasto che si è verificato all'interno dell'impianto. Lo stop resterà in vigore "fino a quando non saranno ristabilite le normali condizioni di funzionamento». Del provvedimento la Regione ha informato il Comune di Viggiano e l'Asl numero 2. L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente è stata incaricata di controllare «la qualità dell'aria per tutto il periodo necessario al ripristino, da parte della società Eni, delle normali condizioni di esercizio». La Provincia di Potenza dovrà assicurare «l'accertamento della effettiva osservanza delle disposizioni».

 Bubbico: "Alt al centro olii"

Sospesa l'attività dell'impianto di desolforazione del centro olii di Viggiano. L'ordinanza è stata firmata ieri dal presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico. Il provvedimento, adottato su proposta del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata, si è reso necessario a seguito di un guasto che si è verificato all'interno dell'impianto. Lo stop resterà in vigore "fino a quando non saranno ristabilite le normali condizioni di funzionamento" Del provvedimento la Regione ha informato il Comune di Viggiano e l'Asl numero 2. L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente è stata incaricata di "adottare tutte le misure atte a garantire un costante monitoraggio della qualità dell'aria per tutto il periodo necessario al ripristino, da parte della società Eni, delle normali condizioni di esercizio". Spetterà alla Provincia di Potenza di assicurare «l'accertamento della effettiva osservanza delle disposizioni».

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Articolo tratto da la Nuova Basilicata sabato 5 ottobre 2002

 

Il presidente della Regione ha firmato ieri sera una ordinanza di sospensione dell'attività

Bloccato il Centro Olio dell'Eni

C'era il rischio che potesse fuoriuscire una nube tossica dall'impianto di desolforazione

 

POTENZA- Il rischio era grosso. Le operazioni di riparazione dei mattoni refrattari posti all'interno dell'impianto di desolforazione del Centro Oli di Viggiano, avrebbero potuto sprigionare una nube di anidride solforosa, ove mai il forno non fosse stato spento. E così ieri, facendo proprie le indicazioni tecniche che provenivano dal Dipartimento Ambiente, il presidente della Regione, Bubbico, d'intesa con l'assessore Restaino e il dirigente generale Sigillito, ha firmato una ordinanza con la quale ha disposto la sospensione dell'impianto di desolforazione in esercizio all'interno del Centro Olio di Viggiano. Il blocco potrebbe durare anche a lungo.

 

Dopo il pronto intervento del Dipartimento Ambiente è arrivata l'ordinanza di Bubbico

Stop al Centro Oli di Viggiano

A causa di un guasto, c'era il rischio di fuoriuscita di anidride solforosa

di ARTURO GIGLIO

 

POTENZA- Un nuovo capitolo si apre nell'intricata "questione del petrolio". Con un'ordinanza firmata nella tarda serata di ieri il presidente della Regione Basilicata Filippo Bubbico, ha disposto la sospensione dell'attività dell'impianto di desolforazione in esercizio all'interno del Centro Olio di Viggiano Un provvedimento che è arrivato a sorpresa e che è destinato a riaccendere la polemica (in verità mai spenta del tutto) in tema di impatto ambientale. L'ordinanza e stata adottata in fretta (Bubbico è rientrato subito da Roma dove si trovava per impegni istituzionali legati alla Finanziaria) su proposta del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata e si è reso necessario a seguito di un guasto verificatosi all'interno dell'impianto La sospensione resterà in vigore fino a quando non saranno ristabilite le normali condizioni di funzionamento Con il provvedimento, di cui sono già stati informati il Comune di Viggiano e la Asl 2, l'Arpab viene incaricata di "adottare tutte le misure atte a garantire un costante monitoraggio della qualità dell'aria per tutto il periodo necessario al ripristino da parte della società Eni delle normali condizioni di esercizio" La Provincia di Potenza, invece, provvederà ad "accertare l'effettiva osservanza delle disposizioni". Dalle scarne notizie che trapelano dagli ambienti dell'Eni, pare che la compagnia avesse voluto provvedere alla riparazione del guasto continuando a tenere in attività l'impianto. Il rischio però - hanno rilevato i funzionari regionali - sarebbe stato altissimo per l'emissione di anidride solforosa con "picchi" altissimi. Sui tempi e sulle modalità di riparazione ancora non si hanno informazioni attendibili: potrebbero durare da una settimana sino ad un mese. Dunque le azioni di monitoraggio ambientale e di controllo degli impianti petroliferi non danno ancora garanzie. Il ricordo va all'incidente di sversamento di olio dal centro Agip di Viggiano, nella notte di sabato 16 marzo e di cui si ha avuto notizia con notevole ritardo. Il cosiddetto incidente rilevò alcune "crepe vistose" negli apparati di pronto intervento dell'Eni che in verità tentò in ogni modo di tenere nascosta la notizia o per lo meno di rendere pubblici i fatti solo dopo che sul posto erano stati fatti intervenire (all'insaputa di tutti) mezzi meccanici e uomini con il tentativo di ridurre gli effetti visivi della fuga di olio. Il fatto è stato denunciato - come si ricorderà - da associazioni ambientaliste e di volontariato tra le quali il Wwf (che ha prodotto sul "caso" un autentico dossier) e i Rangers d'Italia (i primi a segnalare il fatto e ad intervenire sul posto) Negli ambienti politico-istituzionali le prese di posizione e gli ordini del giorno hanno provocato un dibattito particolarmente acceso in consiglio regionale. La mozione a firma di Felice Belisario (Italia dei Valori), Cataldo Collazzo (Prc e all'epoca solo capogruppo del suo partito) e Francesco Mollica (Verdi) sollecitava la giunta ad "intraprendere ogni azione che si rendesse necessaria ai fini della salvaguardia della salute dei cittadini, dell'ambiente e della tutela delle acque, oltre che di intervenire quale "parte offesa" nell'eventuale procedimento penale che dovesse avviarsi a carico dell'Eni". Una posizione forte di settori del centrosinistra (specie di Verdi e Italia dei Valori che continuano iniziative istituzionali comuni) che metteva in discussione il sistema di controlli dell'Eni. Una posizione confermata anche in queste ore. Anche dalle opposizioni (Fi An, CCd-Cdu) si levò in quell'occasione un coro di critiche all'operato dei managers, tecnici e funzionari della compagnia petrolifera con la richiesta di individuare le responsabilità. Non è difficile prevedere che la situazione scatenerà nuove polemiche che si aggiungono a quelle ancora. accese dal dibattito in consiglio del primo ottobre conclusosi con la decisione di una commissione di inchiesta. L'impatto delle lavorazioni petrolifere sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, purtroppo, non è ancora "affidabile", tanto più che l'Eni svolge funzioni dirette di controllato-controllore

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Articolo tratto da la Nuova Basilicata domenica 6 ottobre 2002

 

Wwf: sì a "campagne epidemiologiche"

Un piano di sicurezza per il Centro Oli di Viggiano

 

VIGGIANO- L'incidente avvenuto nel centro oli dell'Eni, che ha portato il Presidente della Giunta regionale a ordinare il blocco dell'impianto di desolforazione del centro stesso, rende necessario un "piano di sicurezza e di evacuazione, ancora oggi inesistente", per le popolazioni della zona. La richiesta è contenuta in una nota diffusa dalla presidente della Basilicata del Wwf, Angela Risucci, che ha sollecitato anche l'avvio di campagne epidemiologiche per accertare lo stato di salute dei residenti, con particolare riferimento alla qualità dell'acqua, dell'aria e del cibo prodotti in Val d'Agri".

 

Per il Wwf le cosiddette "migliorie tecnologiche" non riescono a scongiurare i rischi dell'attività petrolifera

Le proteste degli ambientalisti

Dopo l'incidente al Centro Olio di Viggiano con il blocco dell'impianto di desolforazione

 

VIGGIANO- Le prime reazioni dopo l'incidente che si è verificato all'interno del Centro Olio di Viggiano (sarebbe andato in blocco l'impianto di desolforazione con la possibile emissione di notevoli quantitativi di anidride solforosa in atmosfera), vengono dall'associazionismo e dagli organismi popolari, più solleciti a prendere posizione. Il Wwf di Basilicata ha chiesto agli Uffici Regionali competenti del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata di conoscere le circostanze che hanno determinato l'emanazione dell'Ordinanza urgente del Presidente della Giunta Regionale; se l'ENI abbia provveduto a comunicare l'accaduto secondo le normative vigenti; se si siano verificate emissioni in atmosfera al di sopra dei limiti consentiti dalle leggi e se vi sia stato un reale pericolo per l'incolumità e la salute delle persone. La tempestiva Ordinanza urgente del Presidente della Giunta Regionale di blocco dell'attività del Centro Olio evidenzia secondo il Wwf come le tanto decantare "migliori tecnologie" atte a scongiurare pericoli per la salute e l'ambiente   in realtà non esistono e non siano mai esistite. E' necessario secondo il Wwf che i cittadini della Val d'Agri e di Viggiano acquisiscano finalmente coscienza che il petrolio, oltre a non portare sviluppo mette in pericolo la salute e l'incolumità fisica delle persone. Anche Filippo Massaro a nome dello "storico" comitato popolare ha sollecitato la definizione di un "piano di sicurezza" di cui sottolinea - "si risente la carenza". "Troppi incidenti - dice Massaro - si stanno ripetendo con seri rischi per l'ambiente e la salute dei cittadini della Val d'Agri. L'Eni inoltre deve indennizzare, in tempi rapidi e con risarcimenti consistenti, tutti i cittadini, proprietari-coltivatori di terreni inquinati limitrofi al "mostro" di Viggiano". Per Sos Lucania "la notizia che il presidente Bubbico, dopo un precipitoso rientro da Roma, ha sospeso l'attività del centro oli di Viggiano per il pericolo di fuga di anidride solforosa, ci lascia perplessi, molto perplessi. Siamo portati a credere che se si fosse trattato solo di una situazione di pericolo, il governatore non si sarebbe scapicollato, come riferiscono i giornali, dagli impegni istituzionali romani. Come al solito - sostiene Alfonso Fragomeni - le notizie non ci sono e quelle che vengono date dai canali ufficiali sono generiche, vaghe e comunque, tranquillizzanti, come da copione che ormai conosciamo a memoria. E se è il solito copione, a cui si aggiunge la non trascurabile novità del provvedimento di sospensione, siamo convinti che, ancora una volta, a Viggiano, nel centro oli, si è verificato qualcosa da tenere nascosto, da coprire, da non far sapere ai cittadini della Val d'Agri, all'opinione pubblica. Apprendere che i sinora compiacenti uffici regionali preposti al controllo dalla qualità dell'ambiente hanno chiesto a Bubbico di fermare l'attività dell'impianto Eni di Viggiano - aggiunge l'esponente di Sos Lucania deve seriamente preoccupare ed indurre a pretendere dalle autorità, almeno questa volta, chiarezza e completezza dell'informazione".

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Articolo tratto da la Nuova Basilicata mercoledì 9 ottobre 2002

 

 

Immessi nell'aria 500 mila microgrammi di anidride solforosa, pari alla quantità di un anno

Arpab, si attendono gli esiti

Centro Olii, sopralluogo ieri mattina du un'unità mobile dell'Agenzia regionale

di ENZO ROMEO

 

VIGGIANO - Ieri mattina davanti al Centro oli di Viggiano l'unità mobile dell'Arpab con i tecnici dell'agenzia e il responsabile del Dipartimento Ambiente, Michele Fanelli e il garante tematico, Vincenzo Di Croce, iniziava il controllo e il rilevamento della qualità dell'aria nell'area circostante il Centro oli dell'Agip. L'agenzia dovrà pronunciarsi sulla qualità dell'aria dopo l'incidente verificatosi una settimana fa all'altoforno di desolforazione che ha prodotto la fuoriuscita di anidride solforosa, disperdendola nell'aria. L'anidride solforosa (S02), che si può immettere nell'aria quotidianamente è di 80 microgrammi, e il Centro oli, sembra che sia autorizzato a immettere nell'aria 59 mila microgrammi in un anno. Secondo indiscrezioni non confermate dalla direzione del Centro Oli di Viggiano, il giorno dell'incidente all'altoforno sembra che siano stati scaricati nell'aria 500mila microgrammi di anidride solforosa, pari alla quantità di un solo anno. La domanda che ci poniamo da profani è la seguente: L'anidride solforosa si crea bruciando idrogeno solforato, H2S gas pericolosissimo che è presente e si accumula per la mescolanza di idrocarburi negli impianti di desolforazione e di recupero di zolfo, il giorno dell'incidente vi è stata fuoriuscita anche di questo gas letale? La fuoriuscita di 500 ppm di idrogeno solforato ( ppm= volume formato da una parte d gas per ogni milione di frazione dell'aria), a livello di tossicità produce sull'organismo umano perdita di ragionamento e dell'equilibrio, disturbi alla respirazione dai 2 ai 15 minuti, la persona necessita  della respirazione artificiale e dato che si tratta di un gas incolore, e il suo odore in piccole concentrazioni ha il caratteristico nauseabondo olezzo di uova marce, è più pesante dell'aria e si accumula in aree basse, se si accumula mescolato con aria o ossigeno in certe proporzioni ed esposto ad una scintilla può creare esplosioni. Tutti  questi dati creano allarme e preoccupazione nelle popolazioni della Val d'Agri ed in particolare dei paesi più vicini al Centro oli, Viggiano e Grumento Nova. Ricordiamo lo sversamento di petrolio nel laghetto naturale nei pressi del centro, gli incidenti dei pozzi, la mancanza a tutt'oggi di un piano di evacuazione  delle popolazioni, il silenzio dell'Eni nel fornire immediatamente all'opinione pubblica i danni degli incidenti, i dati sulle emissioni di sostanze tossiche ed altro. L'Arpab con i rilevamenti ambientali che effettuerà sul territorio in questi giorni con il centro mobile, per rilevare nell'aria le quantità di anidride solforosa (S02), di ossido di azoto (NO), delle polveri, della temperatura, dell'umidità, dell'ozono, delle radiazioni solari, dia delle risposte esaustive, le centraline di controllo istallate nei pressi del Centro oli, che attualmente sono gestite non più dall'Eni ma controllate dalle strutture regionali.

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