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La Nuova Basilicata mercoledì 1 marzo 2000

L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio nei pressi di Sant’Arcangelo. Ferito lievemente il guidatore

Si ribalta un’altra autocisterna

Il mezzo è finito in una scarpata di trenta metri. Dispersi 17 mila litri di petrolio

 di Nicola Melfi

SANT’ARCANGELO - Quando i primi soccorritori sono arrivati sul posto, il primo gesto è stato mettersi le mani nei capelli. In una scarpata sotto il ponte nei pressi del bivio per la Val D’Agri, era finita una motrice con rimorchio. L’altro rimorchio, dal quale perdeva petrolio era invece riverso sulla strada. Un volo di trenta metri. L’autista, un trentenne di Policoro, per fortuna riporta soltanto lievi escoriazioni sul corpo. Ricoverato all’ospedale di Marsicovetere viene giudicato guaribile in sette giorni.

Si è concluso così il tragitto di un’autocisterna carica di greggio che dai pozzi della Val d’Agri trasporta il liquido nero alle raffinerie di Taranto appartenenti all’Eni.

Quello di ieri è il terzo incidente che si verifica sulle strade valdagrine in poco più di un mese. Quaranta giorni, per la precisione.

Ora però si fanno i conti con la preoccupante situazione ambientale.

La dinamica dell’incidente. S. C., giovane autotrasportatore di Policoro, sta compiendo il tragitto a bordo del suo mezzo. Come avviene tutti i giorni. Da anni. Rispetto a molti dei suoi colleghi, il suo carico è particolare oltre che rischioso. Petrolio, appunto. Stesso percorso quotidiano. Dalla Val D’Agri alle raffinerie tarantine. Il mezzo, sul quale viaggia, non scherza nemmeno quanto a stazza: doppio rimorchio con motrice. Per cause ancora da accertare l’autocisterna è finita fuori strada. Fino a tarda serata il carico perso era all’incirca l’ottanta per cento dei ventiduemila litri trasportati.

Il fatto è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio di ieri, intorno alle 15,30. Il mezzo viaggiava lungo la statale 598 “Fondovalle dell’Agri” nei pressi di Sant’ Arcangelo. Verso il chilometro 598, improvvisamente si ribalta.

Sul posto immediatamente inizia l’operazione di bonifica da parte di una ditta specializzata. Intervengono i carabinieri della Compagnia di Senise al comando del tenente Di Pirro, quelli della stazione di Sant’Arcangelo ed una pattuglia della Polizia Stradale di Moliterno. Giunge anche una squadra dei Vigili del Fuoco di Villa D'Agri con un autobotte. Ma per smuovere l’autotreno c’è in realtà bisogno di una gru che arriva invece dal comando provinciale di Potenza.

Secondo quanto si apprende dai primi rilievi effettuati, la motrice dell’automezzo è uscita di strada da un viadotto finendo in uno stagno, parzialmente prosciugato; il greggio si è riversato sia nello stagno sia sulla strada. Il conducente del mezzo risulta essere dipendente di un consorzio di imprese alle quali la gestione del trasporto è stata affidata dall’Agip Petroli.

Ambiente a rischio. Anche se per il momento le prime reazioni non fanno temere un disastro ambientale di enormi dimensioni, tuttavia la situazione non può non essere preoccupante. Diciassettemila litri di greggio riversati dall’autocisterna non è cosa da poco. A parte quello finito per strada, l’altra metà del greggio si è riversata nei pressi del fiume, in Piana San Vito. Fino a tarda sera di ieri l’ingente massa liquida, che continuava ad uscire dai due rimorchi, si era esteso su gran parte del terreno adiacente il corso d’acqua. Si spera, che almeno non arrivi oltre. La preoccupazione che tiene tutti col fiato sospeso è che il petrolio, infiltratosi nel terreno, possa minacciare l’invaso di Gannano. A pochi chilometri dove si è verificato l’incidente la piccola diga viene utilizzata per uso irriguo. Già da oggi verranno effettuati i primi prelievi delle acque. Il tratto stradale della 598 resta ancora chiusa per i lavori di ripristino. Si spera venga riaperta al più presto.

Una strada a rischio. La 598 resta comunque pericolosa. Non tanto per il traffico delle automobili, ogni giorno sono numerose le autocisterne che compiono il tragitto da quest’area interna lucana alla Puglia. Sempre in aumento. E, di conseguenza, aumentano i rischi. Lo confermano i due precedenti incidenti del mese scorso. E allora? Forse adesso è arrivato il momento di costruirlo l’oleodotto. Rimasto finora solo in fase progettuale.

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Terzo incidente in un mese

Gli altri episodi sono avvenuti nei pressi di Viggiano e a Calvello

SANT’ARCANGELO- Quanto avvenuto ieri in Piana San Vito nei pressi del bivio per Sant’Arcangelo è il terzo episodio che si verifica in poco più di un mese lungo la Val D’Agri.

Il 22 gennaio scorso a Viaggiano un’autobotte, dopo uni scontro nel quale è morto l’autista, ha perso 27 mila litri di greggio che si sono riversati in una scarpata adiacente alla strada. Parecchie unità impiegate per rimuovere dal terreno imbevuto di petrolio e per cancellare ogni traccia del greggio. Secondo il WWF di Basilicata si è trattato solo di un incidente annunciato.

Trascorre soltanto all’incirca un mese ed il pomeriggio del 25 febbraio una cisterna, a causa di una guarnizione difettosa, perde cento litri di greggio alla periferia di Calvello. Il quantitativo di greggio cade a pochi metri dal fiume La Terra che si getta nel lago della Camastra, L’invaso serve infatti le condotte idriche della città sia di Potenza che di altre decine di comuni della provincia. Sull’esito dell’incidente divergono le versioni:per le forze dell’ordine non si è verificata alcuna conseguenza per l’ambiente dal momento che nel fiume non sarebbe finita una sola goccia di greggio.

Parere diverso, invece, per le associazioni ambientaliste.

Da tempo è annunciata infatti tra il giacimento della Val D’Agri e la raffineria di Taranto è in programma la costruzione di un oleodotto lungo 146 chilometri, i cui lavori non sono ancora cominciati.

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Lauletta chiede la sospensione dei transiti

SANT’ARCANGELO-

"Un'autobotte piena di petrolio si è ribaltata a Sant'Arcangelo e versa il suo contenuto sul terreno, ieri in Val Camastra, l'atro ieri a Viggiano. Incidenti mortali ed avvelenamento reiterato dell'acqua e del suolo lucano".

L' dichiara Rocco Lauletta, coordinatore del movimento per la difesa dell'Uomo e dell'Ambiete "Camastra Nova". L'associazione ambientalista la cui sede è ad Anzi, raggruppa anche i comuni di Abriola, Calvello, Laurenzana.

"Crediamo che basti -aggiunge Lauletta in un comunicato- per esigere la immediata sospensione di questi movimenti ove non si voglia insistere a scommettere sulla pubblica salute ed incolumità delle persone.   La Giunta regionale si assuma in pieno le responsabilità connesse ai fatti. I candidati per le prossime regionali si pronuncino prima delle elezioni. I sindaci dei comuni interessati con strade non idonee, vietino questi pericolosi transiti. Camastra Nova è preoccupata per la frequenza dei gravi accadimenti, teme sul futuro della Basilicata e del popolo lucano, teme altresì sulla, tenuta istituzionale e civile".

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