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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO sabato 26 febbraio 2000

Chiesta l’attivazione di una commissione di inchiesta sulle attività di estrazione del petrolio

“Le autobotti fuori da Calvello”

La protesta di tre consiglieri comunali Contestata pure l’ubicazione dell’area di stoccaggio, che viene considerata troppo vicina al centro abitato e ad alcune aziende turistiche e ristoranti

 CALVELLO – Via le autocisterne del petrolio dai centri abitati della Val d’Agri. A chiederlo sono tre consiglieri comunali di Calvello, Alfonso Fragomeni, Michele Triunfo e Nicola Tempone, del gruppo dei socialisti democratici italiani, che nei giorni scorsi hanno chiesto la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere la delicata faccenda. Una richiesta, per la verità notificata il 22 febbraio scorso, che alla luce dell’incidentale sversamento di un centinaio di litri di petrolio da un’autocisterna avvenuta ieri, sembra quasi profetico.

Ma i tre consiglieri chiedono anche al comune di prendere provvedimenti per la questione della cosiddetta area Lpt, una zona di stoccaggio a lungo termine dalla quale il petrolio viene caricato nelle autocisterne per essere portato a Taranto (tutto questo in attesa che venga costruito l’oleodotto Viggiano–Taranto). Proprio quell’area dove si è verificato il malaugurato incidente di ieri, che, comunque, non ha avuto particolari conseguenze. L’area, infatti, secondo quanto esposto dai tre consiglieri del gruppo dei socialisti democratici, si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Calvello e a poche centinaia di metri da alcune aziende agrituristiche e ristoranti. Una convivenza che si rivelerebbe piuttosto infelice per la promozione turistica di Calvello e che comporta anche notevoli disagi per i cittadini. “ L’infelice ubicazione dell’area Lpt – dicono i tre consiglieri – e, ora, il transito di pesanti autocisterne che dalla predetta area, passano quotidianamente ed in ore diurne per le strade del paese sono causa di gravi disagi per la cittadinanza per le preoccupanti esalazioni di gas e per i pericoli connessi alla circolazione stradale, nonostante l’esistenza di percorsi alternativi che potrebbero ridurre sensibilmente pericoli e disagi”.

Un disagio che, per Fragomeni, Triunfo e Tempone si va ad aggiungere ai tanti che i cittadini della zona hanno dovuto fino a questo momento sopportare a causa della prosecuzione dei lavori di prospezione nelle concessioni Eni “Volturino”, “Caldarosa” e “Grumento Nova”. Il riferimento è, in particolare, ai rilievi sismici effettuati dalla Rig che, nei mesi scorsi, hanno provocato le rimostranze di molti cittadini “ sia per le palesi violazioni delle norme procedimentali relative all’accesso ai fondi, sia per il mancato ristoro dei danni causati ai terreni, nonostante il promesso sollecito risarcimento”.

Insomma, il petrolio si starebbe rivelando, almeno per qualcuno degli abitanti della zona di ricerca ed estrazione, uno scomodo vicino. “Occorre tutelare gli interessi comunali e privati – dicono – contro l’abusiva occupazione dei terreni, verificare se siano rispettate le procedure per l’occupazione temporanea, se siano stati pagati i risarcimenti e se vi siano stati danni alle falde acquifere”.

Oltre al divieto di transito all’interno del paese per le autocisterne provenienti dall’area Lpt, Triunfo, Tempone e Fragomeni chiedono l’istituzione di una commissione di inchiesta da parte del Comune di Calvello sulle attività di coltivazione di idrocarburi.

E l’Eni che cosa dice? Intanto dagli uffici stampa del colosso del cane a sei zampe buttano acqua sul fuoco: l’ubicazione della piattaforma non sarebbe così scomoda come alcuni a Calvello sostengono. Per quanto riguarda il problema del transito delle autocisterne nel centro abitato ed il conseguente disagio “è un problema che va risolto dalle amministrazioni locali”.

Giovanna Laguardia

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