L'Avv. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, consigliere di minoranza del comune di Calvello, espone alla S.V. quanto segue:

in data 22.2.2000, assieme a altri due consiglieri comunali socialisti, ho depositato presso il Comune di Calvello la richiesta di convocazione straordinaria di consiglio comunale per discutere e deliberare in merito alla situazione venutasi a creare nel comune a seguito delle ricerche e della estrazione di idrocarburi, nonchè del grave pericolo deivante dalla circolazione per il paese di grosse autociterne cariche di greggio. (doc.1)

In data 25.2.2000, nei pressi dell'area L.P.T. di Calvello, un'autocisterna carica di petrolio ha rovesciato parte del suo contenuto in un rigagnolo di acqua che termina nel fiume La Terra, situato a pochi metri.

Basta guardare il sito dell'area L.P.T. per comprendere che non pu• incolparsi l'autista dell'autocisterna per quanto è successo ma tutti coloro che hanno consentito e che hanno realizzato l'area L.P.T. a pochi metri da un fiume e che consentono il passaggio di automezzi di grosse proporzioni e di peso eccezionale su una scivolosa stradella in terra battuta.

La nostra storia comincia ufficialmente il 9.8.1996 quando l'AGIP chiede al sindaco di Calvello, allora l'ing. Michele Di Trana, l'autorizzazione per " l'allestimento di area per prove di produzione (L.P.T.) e realizzazione oleodotto di collegamento in c.da Rena Riccia "( Doc.2).

In tale richiesta non si indica con precisione il sito dell'opera ma si insiste molto sulla provvisorietà e sul minimo impatto ambientale delle stesse. Ufficialmente il nome del proprietario del sito interessato non è stato mai fatto nè viene scritto ma a Calvello tutti sanno che le opere ricadranno nel terreno di proprietà degli eredi Di Trana, uno dei quali è proprio il sindaco ing. Di Trana, tanto che nell'aprile 1997, nel corso di più comizi pubblici fatti da esponenti della lista avversa a quella del sindaco uscente, viene detto chiaramente che il sindaco Di Trana aveva ceduto il suo terreno all'AGIP. Solo in data 19.4.1999 viene depositato il contratto di locazione stipulato con la s.d.f. Eredi Azienda Agricola Di Trana ( doc.3), dopo che il progetto aveva avuto il nulla-osta da tutti gli enti e le autorità che dovrebbero tutelare il nostro territorio, tra i quali anche la Regione Basilicata (doc. 4).

Il 20.4.1999 Gianni De Luca, responsabile dell'Area Patrimonio e protezione civile del Comune di Calvello, dopo aver descritto l'ambiente incontaminato dove devono essere realizzate leopere ed aver bene evidenziato che l'area è attraversata da " numerosi ruscelli alimentati da copiose sorgenti" fa una " valutazione empirica" del canone di locazione dei terreni comunali interessati di œ. 10.000 al metro lineare ( doc.5).

E' quantomeno strano che, invece, i Di Trana abbiano accettato un canone di locazione di 300

lire a metro quadrato! Almeno così sembra dal contratto prodotto che non è una copia dell'originale ma copia dichiarata originale.

Il 20 aprile la Giunta Comunale di Calvello (avente la stessa composizione politica della giunta precedete e il sindaco Dott. Rocco Coronato dello stesso partito dell'ing. Di Trana) autorizza la realizzazione sul suolo pubblico della condotta all'area L.P.T. ( doc. 6). In data 22.4.1999 l'ing. Gaetano Pacifico, responsabile dell'area tecnica, autorizza l'AGIP a realizzare le opere per L.P.T. e l'oleodotto (doc.7).

Come sia stato possibile fare costruire un'opera gigantesca come l'area L.P.T. con una semplice autorizzazione è un grande mistero, come è un grande mistero ritenere verosimile la dichiarata provvisorietà di opere, anche in muratura, che hanno alterato il bosco e realizzato grossi sbancamenti. Eppure per i comuni mortali costruire in quelle zone, piene di vincoli, è praticamente impossibile, invece per l'AGIP basta una semplice autorizzazione!

L'area L.P.T. sorge a pochi metri dal fiume La Terra, affluente della diga della Camastra che serve gli acquedotti di Potenza e di decine di comuni lucani, su un terreno a notevole pendenzanaturalmente verso il fiume ed è costruito a gradoni con grosse vasche piene di petrolio.

L'aria nella zona molto spesso diviene irrespirabile a causa delle esalazioni. Le autocisterne caricano il petrolio, percorrono pochi metri di discesa fino ad un ponticello in ferro checonsente l'attraversamento del fiume La Terra, poi una piccola ripidissima salita e si immettono sulla strada comunale " Acqua Solfurea". La strada è tutta in terra battuta, fangosa e scivolosa e prima della salita attraversata da un piccolo ruscello che riversa le sue acque nel vicinissimo fiume.

L'accesso dei mezzi sulla strada comunale avviene poco prima di una curva e, malgrado i segnali, non è assolutamente garantita la sicurezza degli automezzi che l'attraversano perchè le autocisterne, proprio per la conformazione dellasalita, sono costrette a immettersi rapidamentesulla strada pur dovendo lasciare la precedenza.

Le autocisterne attraversano il centro abitato di Calvello, anche una parte piuttosto antica con case costruite in pietra e sul ciglio della strada, quindi del tutto inadatte a sostenere le vibrazioni di automezzi che normalmente percorrono strade dove è consentito costruire a non meno di 10 metri dalle stesse. Inoltre i grossi mezzi lasciano dietro di sè‚ un grande fetore oltre ad intasare la strada, stretta e già piena di buche, che per molti tratti costeggia sempre il Fiume La Terra, fiume che divide in due il centro abitato.

Perchè l'area L.P.T. è stata costruita sul fiume quando poteva e doveva essere costruita in un luogo

più sicuro ed idoneo? Perchè in un terreno privato quando vi erano vicino e più lontano dal fiume aree comunali? Perchè non è stata costruita a valle del paese evitando di attraversarlo e rispettando una zona piene di boschi e sorgenti?

Perchè l'Agip ha accattato di far attraversare una stradella da autocisterne gigantesche, di attraversare un centro abitato, di rischiare ogni giorno di versare petrolio nel fiume?

Il giorno 25.2.2000 solo per pura fortuna si è evitato il disastro ambientale e ogni giorno con ogni autocisterna che parte dall'area L.P.T. si rischia di inquinare la diga della Camastra senza che vi sia alcun controllo. L'incidente è stato reso pubblico solo perchè il signor Michele Triunfo, altro consigliere di minoranza, si è trovato a percorrere la strada verso le ore 14 poco dopo il versamento del petrolio. E' stato verbalmente aggredito da un signore dell'AGIP cheera notevolmente infastidito dal fatto che stesse scattando delle foto. Se il Triunfo non avesseavvertito i VV.UU. verso le ore 15 e l'Avv. Raffaela Forliano la Caserma CC verso le ore 15,20 probabilmente si sarebbe coperto il petrolio e finito di pulire l'autocisterna, che si vede nelle foto e nel video pulita in parte. Certamente il greggio è finito nel fiume; la conformazione dei luoghi e la quantità di petrolio che si è visto tra le 14 e le 15 rendono ridicola la affermazione dell'ENI del versamento di 100 litri di petrolio.

Al solito ci considerano degli sprovveduti ignoranti e creduloni!

Se si fosse trattato di un semplice e modesto incidente perchè hanno cominciato le opere di risanamento solo dopo essere stati scoperti?

Perchè invece di deviare immediatamente il ruscelletto per impedire che l'acqua continuasse a portare nel fiume il petrolio è stata pulita, sia pure maldestramente, l'autocisterna?

Chiedo pertanto che la S.V.

- verifichi se la costruzione dell'area L.P.T. e delle strade di accesso alla stessa siano state effettuate rispettando le leggi sull'ambiente e la sicurezza pubblica e privata, nonch‚ le norme di correttezza amministrativa, atteso che chiunque veda il posto dove sorge l'area L.P.T. capisce immediatamente che non c'è posto più inidoneo e disgraziato per attività potenzialmente pericolose per l'ambiente;

- accerti perchè si è preferito costruire l'area L.P.T. sul terreno privato di un ex sindaco ( anche se ex solo quando sembra essere stato firmato il contratto), in zona super vincolata, di grande pregio paesistico e quindi molto pericolosa per le attività da intraprendere, quando vi erano terreni pubblici certamente più idonei e raggiungibili senza pericolo dalle autocisterne;

- accerti le ragioni del ritardo nel segnalare l'incidente alle autorità e i reali modalità e tempi dell'incidente;

- accerti se il Dott. Donato Viggiano, capo del Coordinamento Forestale provinciale e i suoi agenti, il signor Attilio Murano, sovrintendente reggente per i beni ambientali e architettonici di Potenza, l'ing. C. Paradiso, dirigente del servizio, dipartimento assetto del territorio, ufficio urbanistica e ambiente, l'assessore regionale Dott. Franco Mattia, l'ing. Gaetano Pacifico, responsabile dell'area tecnica del comune di Calvello, il Sindaco di Calvello Dott. Franco Coronato, l'assessore di Calvello Franco Alberti, che hanno autorizzato e rilasciato nulla osta lo abbiano fatto senza mai vedere i posti o predisporre idonei sopralluoghi;

- accerti se il terreno dell'area L.P.T. abbia tale stabilità e porosità da escludere infiltrazioni del petrolio nel terreno stesso e quindi nel fiume sottostante.;

- verifichi l'idoneità delle autocisterne utilizzate ad attraversare il centro abitato.

Chiede altresì che la S.V. valuti l'opportunità di procedere al sequestro della strada di accesso all'area L.P.T. per impedire altri e sicuri disastri ambientali inevitabili non semplicemente probabili su quella strada.

Chiede di essere avvisato in caso di archiviazione e nomina suo difensore l'Avv. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Si producono i documenti indicati in narrativa, n. foto e una video cassetta sull'incidente, girata dopo le ore 16,30.

Calvello, 2.3.2000

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