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Nuova Basilicata 9 luglio 2000

Petrolio, una verifica dell’accordo

Al convegno di Villa d’Agri si è parlato del patto Eni - Regione

di Enzo Romeo

VILLA D’AGRI – Si è svolto a Villa d’Agri, nei saloni del Centro sociale, un convegno organizzato dal comune di Marsicovetere, che ha fatto il punto sull’estrazione degli idrocarburi in Val d’Agri e le intese sottoscritte tra Stato, Eni e Regione Basilicata, presente il ministro dell’Industria Letta. Il convegno è stato aperto dai saluti del sindaco di del comune di Marsicovetere, poi l’intervento del senatore Coviello che con una carrellata ha fatto una verifica sulle intese per l’estrazione petrolifera in Val D’Agri e nella Valle del Sauro. Il senatore è partito dall’assunto che il ritrovamento dei giacimenti in Basilicata è di grande importanza per il paese, stessa premessa fatta nel suo intervento dal ministro Letta, ed è ritenuto il bacino petrolifero più vasto in terra ferma in Europa, composto dalle due zone: dell’Agri, con il Centro Oli di Viggiano che lavorerà a pieno regime centoquattromila barili al giorno e l’area del Sauro- Camastra con il futuro Centro oli di Corleto, cinquantamila barili al giorno. Questi centocinquantamila barili al giorno copriranno il 10 per cento del fabbisogno petrolifero nazionale, che corrispondono a circa venti- trenta mila miliardi di lire calcolato al prezzo standard di venti dollari al barile. Ma allo stesso tempo, l’area della Val d’agri insieme al Lagonegrese sono le zone più arretrate della regione con l’emigrazione, disoccupazione, redditi medi più bassi della Basilicata, ma con abbondanti risorse naturali: acqua, petrolio, beni culturali ed ambientali, e con due parchi nazionali. Per queste ragioni, il petrolio resta la vera occasione di crescita e di sviluppo. Però a due anni dalla firma dei patti Eni- governo- Regione, si riscontrano ritardi nell’attuazione della promozione dello sviluppo tanto che vi è una intensa attività nell’estrazione petrolifera e nell’avvio della lavorazione del prodotto. Questo crea una diffusa condizione di disagio e delusione nelle comunità locali che porta ad iniziative di protesta fino alla sollecitazione di forme di conflittualità. Come è avvenuto durante l’intervento del sindaco di Corleto Perticara, interrotta dalla protesa vivace dei rappresentanti di Corleto e dalla Associazione Nuova Camastra, che chiedevano di intervenire. L’onorevole Luongo ha rinunciato al suo intervento per lasciare spazio al rappresentante di Calvello. Il senatore Coviello ha sollevato anche la preoccupazione che attecchiscano attività criminali organizzate così come ha denunciato il procuratore generale della repubblica di Potenza. Ha denunciato anche le scarse relazioni istituzionali, tra i sindaci dell’area con la rappresentanza dell’Agip e la debole utilizzazione dell’imprenditoria locale spesso emarginata e sotto utilizzata nei lavori di costruzione del Centro Oli e dell’Oleodotto. In sintesi la parte petrolifera dell’accordo Eni- Regione va avanti a gonfie vele, mentre la parte sviluppo è quasi ferma. Sulle mille assunzioni nel settore petrolifero, 600 sono di lavoratori extraregionali. Pertanto il governo ha voluto sollecitare la verifica dei tempi e dei modi con cui si stano realizzando gli accordi. Con il governo il quadro normativo e finanziario nazionale è stato completato e varato il trasferimento alla regione ed ai comuni delle royalties, (il 15% ai Comuni, il 55% alla Regione, ed ancora un altro 30% alla Regione che prima del decreto normativo nazionale andavano allo Stato); il finanziamento e l’utilizzo degli strumenti della programmazione negoziale (Contratto d’area della Provincia di Potenza, Patto territoriale); il finanziamento alla Regione delle infrastrutture viarie: Saurina, Tito-Brienza, Aviosuperficie di Grumento, il ministero dell’Industria ha deliberato anche una nuova iniziativa il Bic-incubatore, quindici miliardi per vivacizzare la piccola imprenditoria; è in ritardo invece l’istituzione del parco nazionale della Val d’Agri- Lagonegrese. Invece la situazione con l’Eni è molto arretrata, anche perché nel protocollo d’intesa era ben evidente una premessa, che lo sfruttamento della risorsa petrolifera non deve essere disgiunto dalla definizione ed attuazione di una adeguata politica energetica, al fine di avviare e sostenere un significativo sviluppo economico della regione, con particolare riferimento alla valorizzazione dell’imprenditoria dell’area. I programmi di settore previsti erano cinque: la forestazione per compensazione ambientale; il programma di sviluppo sostenibile, il monitoraggio ambientale, il programma di completamento delle reti di distribuzione del metano nei comuni che non sono serviti; le borse di studio e di dottorato e post-dottorato. Di questi solo il programma di forestazione è stato attivato mentre il sistema di monitoraggio ambientale è stato solo approvato dalla giunta regionale, gli altri non si sono ancora avviati. Non hanno trovato ancora definizione altri punti, quali: l’istituzione del centro di eccellenza nel settore dell’economia, dell’ambiente, dell’energia, e la sede della fondazione Mattei; manca ancora l’anticipazione per l’avvio delle attività di sviluppo di un fondo di duecento miliardi quale anticipo delle royalties a partire dal 1999; manca la costituzione della società per lo sfruttamento dell’energia (gas); l’attivazione di una società per la promozione imprenditoriale per l’attuazione dell’accordo di programma dell’area. Infine, la regione per quanto riguarda i suoi impegni, ha affidato all’Anas la progettazione delle strade, è partito il primo programma di utilizzo delle royalties per 14 miliardi, sta preparando il programma pluriennale di utilizzazione delle royalties e l’attivazione di tutti gli strumenti previsti dagli accordi con l’Eni e con il governo. 

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