articoli tratti da la Nuova Basilicata Giovedì 4 aprile 2002

 

 

Riunione alla Regione fra Eni, Atriplex e rappresentanti del superconsorzio Stl

Petrolio, un nuovo rinvio

Sulla situazione del trasporto se ne discuterà la prossima settimana

 di NICOLA MELFI

 

POTENZA- L’ingegner Aldo Rovere sgombra subito ogni equivoco. “L’Eni non ha stipulato alcun accordo con la Puglia in merito al trasporto di greggio dai giacimenti della Val d’Agri”, taglia corto. Un’ipotesi avanzata in un primo momento dalla Regione Basilicata e dal consorzio degli autotrasportatori Stl, cassata sonoramente dall’ente petrolifero. Ma la questione, su come continuare i viaggi delle autocisterne verso la raffineria di Taranto, è la “querelle” che tiene banco in questi giorni la cronaca regionale. Numerose le trattative, massiccia la protesta delle autobotti di greggio che hanno battuto in lungo e in largo l’intera Val d’Agri, compresa la tappa simbolica di Potenza. Le ipotesi avanzate dal governo di Basilicata, raccolte e rilanciate dall’Eni, lasciano però insoddisfatta la delegazione della Stl. “Nessun segnale positivo oltre quanto sperato alla vigilia dell’incontro”, spiega il presidente del consorzio, Severi. “Vedremo cosa succederà al prossimo incontro fissato per la settimana entrante”, commenta.

LE PROPOSTE DELLA REGIONE. Trasporto esclusivamente lucano. Il che significa piena attività per il superconsorzio Stl. E’ la “conditio sine qua non” su cui si articola l’intesa con l’Eni illustrata dal vice presidente della Regione Vito De Filippo (presenti alla riunione Munafò e De Felice della società Atriplex oltre ad una nutrita delegazione della Stl) riguardo i siti di Tempa Rossa, Cerro Falcone e Monte Enoc. Sia per quanto concerne “la fase di transizione” sia “quella definitiva”. Per Tempa Rossa, il trasporto dai centri di carico fino alla realizzazione del centro olii riguarda circa diecimila (9.300 per l’esattezza) metri cubi di greggio settimanali, affidati esclusivamente al consorzio Stl. “A questo punto- chiarisce De Filippo- la recente alienazione da parte dell’Eni a Total Finaef chiude ogni rapporto preesistente con gli autotrasportatori pugliesi”. Secondo il prospetto Eni, dal punto di carico del sito cerro Falcone (Calvello), la quantità da trasportare vanno da 500 motrici nel mese di maggio, mille nel periodo giugno-luglio fino ad una quota massima di duemila nei periodi successivi. In sintesi, significa un coinvolgimento quotidiano di un centinaio di mezzi. Ipotesi “insostenibile”, respinge al mittente il governo lucano. “Anzitutto- conferma De Filippo- la situazione delle strade in Val d’agri non consente un traffico così intenso. Vale per il percorso Calvello- Marsicovetere- Viggiano; vale anche per Calvello- Marsicovetere- Viggiano “. Insomma c’è da tener conto delle condizioni attuali delle arterie (larghezza, tortuosita’), come pure le condizioni climatiche durante i mesi invernali. 

SPOSTAMENTI DI CARICO Al vaglio dell’Eni lo spostamento dell’area di carico (i cosiddetti Ltp) a valle dell’abitato di Calvello. (“Soluzione- spiega- che consente da un lato il carico completo; dall’altro l’utilizzo di un percorso alternativo per raggiungere il centro olii di Viggiano”. Vale a dire: maggiore sicurezza sulle strade e minore spesa (da parte dell’Eni). De Filippo ritiene, infine, “soddisfacenti” le previsioni di trasporto dalla postazione di Monte Enoc. “Auspichiamo però che il volume di carico aumenti dagli attuali 35 a 55 mezzi attualmente in uso ogni settimana”. La percentuale, al momento, si attesta su un 65 per cento al consorzio lucano e 35 alla Puglia. Altra proposta ritenuta “essenziale”: che l’Eni collochi altre 58 autobotti (uno per ogni ditta) “nella distribuzione del prodotto finito”. Si attendono, ora, i riscontri.

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