Consiglio Regionale di Basilicata

MOZIONE

Il Consiglio Regionale

         considerato che nei giorni scorsi si è verificato un grave incidente presso il centro Oli ENI di Viggiano che ha causato lo sversamento di una quantità tuttora imprecisata di olio in un laghetto naturale, con interessamento dell’impianto di depurazione dell’area industriale, di un affluente del fiume Agri e di quest’ultimo;

        avuto conto del fatto che secondo notizie di stampa l’ENI ha riferito che l’incidente è stato causato da una errata manovra posta in essere da un addetto all’impianto;

considerato che, se la causa dell’incidente medesimo è da ricondurre alle motivazioni esposte dall’ENI, deve concludersi che   basta una semplice e banale distrazione per rischiare il disastro ecologico e mettere in pericolo la salute dei cittadini;

ritenuto che tale vicenda mette in crisi il sistema di monitoraggio e di controllo così come immaginato in tutti gli atti di programmazione concordati con l’ENI;

        ritenuto inoltre:

che l’incidente potrebbe essersi verificato nella notte di sabato 16 marzo, giacché la domenica 17 il Depuratore dell’area industriale di Viggiano era stato allertato per una fuga di olio;

che il sistema di controlli si è attivato solo nel pomeriggio del 19 marzo;

che i Carabinieri di Viggiano, raggiunti telefonicamente nel pomeriggio del 19 marzo, solo a seguito di tale contatto si sono allertati e recati sul posto;

che appare probabile che l’ENI abbia cercato in tal modo di tenere celata la notizia o per lo meno di rendere pubblici i fatti solo dopo che sul posto erano stati fatti intervenire, all’insaputa di tutti, mezzi meccanici e uomini col il tentativo di ridurre gli effetti visivi della fuga di olio;

che sembrerebbe che le forze di polizia intervenute sul posto si sono limitate a qualche rilievo senza porre sotto sequestro l’area interessata dallo sversamento e l’impianto ai fini dell’accertamento dei fatti;

che l’olio è giunto al depuratore attraverso lo scolo delle acque bianche e ciò metterebbe in discussione la versione dei fatti, circa le cause dell’incidente, fornita dall’ENI;

che l’ENI sembra non aver ottemperato nei termini di legge all’obbligo di notifica imposto dal regolamento per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati;

che l’evento dimostra che il sistema di controlli come sinora immaginato  non sembra affidabile se l’impianto ENI non riesce ad evitare una fuga di olio in quantità considerevole solo per una manovra sbagliata;

che non appare ulteriormente sostenibile una situazione in cui l’ENI assomma gestione e controllo della gestione medesima;

che non appare ugualmente sostenibile una situazione in cui le notizie diffuse dall’ENI non sono praticamente verificabili;

        che il Consiglio Regionale, nella seduta dell’11 dicembre 2001, ha approvato un ordine del giorno con il quale impegnava la Giunta Regionale, fra l’altro, “a riproporre la valenza nazionale delle estrazioni petrolifere in relazione ai negoziati posti in essere e a coinvolgere, di conseguenza, il Governo Nazionale nelle trattative”, “ ad inserire e subordinare ogni successiva azione in materia, nel quadro delle competenze legislative innovate e ricercando l’intesa con lo Stato per godere di ambiti speciali di autonomia come previsti dall’art. 116 Cost.”; “a rimuovere la clausola sospensiva che impedisce la piena attuazione degli impegni assunti dall’ENI”; “ ad applicare immediatamente le sanzioni amministrative previste dalla L.R: n. 55/2000”; “ad accelerare le procedure per il completamento della rete fissa di monitoraggio dell’aria e di controllo della incidenza delle perforazioni sulle falde acquifere”;

INVITA

        gli Assessori competenti a relazionare al Consiglio nella seduta odierna, ai sensi dell’art. 52 del Regolamento Interno, in ordine alle notizie da loro acquisite sulla dinamica dell’incidente e sulle sue conseguenze, nonché sulle iniziative messe in atto di cui all’ordine del giorno del Consiglio Regionale da ultimo richiamato;

CHIEDE

        alla Giunta Regionale di intraprendere ogni successiva azione che si dovesse rendere necessaria ai fini della salvaguardia della salute dei cittadini, dell’ambiente e della tutela delle acque, nonché di intervenire quale parte offesa nell’eventuale procedimento penale che dovesse avviarsi a carico dell’ENI.

 Potenza, 26 marzo 2002

        Felice Belisario            Cataldo C. Collazzo             Francesco Mollica

 

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