RAI REGIONE INQUINA PIU' DELL'ENI

La notizia dell'ennesimo incidente provocato da un impianto dell'Eni e, più in generale, dall'attività petrolifera, non coglie più nessuno di sorpresa, ma la rabbia e l'indignazione è sempre tanta e non soltanto nei confronti dell'Eni.

Sentendo il notiziario regionale, sembra di ritornare indietro nel tempo al 22.2.2000, quando un'autocisterna adibita al trasporto di greggio per conto dell'Eni, riversò parte del suo contenuto su una stradella e, quindi, nel fiume La Terra di Calvello. Quell'incidente si era verificato la mattina presto ma fu "reso pubblico" solo il pomeriggio perchè era stato ... scoperto per caso da un camionista di passaggio. Solo allora e per quel motivo, furono allertati carabinieri, autorità amministrative, Arpab, Pronto Intervento Ecologico, ecc. ecc. Arrivò pure la Rai che, prima ancora degli esiti delle indagini degli specialisti presenti ed in contemporanea con il comunicato dell'ufficio Stampa Eni di Milano, tranquillizzò immediatamente l'opinione pubblica abbracciando con entusiasmo la tesi della compagnia petrolifera secondo la quale la quantità riversata di greggio era "pari a quella di un pieno di carburante di una utilitaria".

Neppure le imbarazzanti immagini riprese da un operatore della stessa Rai che mostravano parecchi metri di strada in terra battuta completamente impregnati di greggio ed il liquido scuro che raggiungeva il fiume, sono riuscite a far cambiare opinione al giornalista rai che acriticamente rassicurava e tranquillizzava.

Anche per l'incidente di questi giorni viene rispettato un rituale a cui siamo ormai abituati. Prima di tutto la notizia va data solo se non se ne può fare a meno (ed infatti è stata data dopo tre giorni, quando ormai tutti i giornali si apprestavano a parlarne). In secondo luogo va preliminarmente ed in ogni caso minimizzata, anche senza conoscere a fondo i fatti. Terzo, bisogna far sentire alla gente che le istituzioni sono prontamente intervenute e che la situazione, come sempre, è sotto controllo.

A parte che sembra di essere nella vecchia Unione Sovietica, il modo con cui viene gestita la informazione pubblica sulla questione petrolio rasenta ormai la totale mancanza di pudore e di rispetto verso coloro che sono obbligati a pagare il canone televisivo.

Siamo stanchi di sentire le solite promesse sui sistemi di sicurezza inesistenti, siamo stanchi di sentire il presidente Bubbico parlare del progetto di monitoraggio ambientale che ancora non è operativo, siamo stanchi delle solite notizie addomesticate, siamo stanchi di aspettare la realizzazione di ciò che avrebbe dovuto precedere l'inizio dell'attività di sfruttamento petrolifero del territorio.

"Si stanno rispettando tutte le scadenze compresa quella ultima che all'inizio dell'anno prossimo avremo una rete di monitoraggio sia per l'acqua, sia per l'aria che per gli effetti sismici tra le più avanzate che ci saranno in Europa". Questo è quanto dichiarato dall'Assessore Chiurazzi il 14ottobre 2000.

Oggi, invece, si registra l'assordante silenzio dello stesso assessore all'ambiente e del presidente Bubbico che dovrebbero sentire il dovere di dire ai lucani cosa è veramente successo e quando, semprechè i nostri governanti non abbiano tacitamente rinunciato, firmando l'accordo di programma, a qualsiasi controllo del territorio e sull'operato dei dispensatori di royalties.

Val d'Agri, 21.3.2002

SOS LUCANIA

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