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La discarica di Moliterno, i nuovi 12 pozzi di petrolio in Val d’Agri – Val Camastra, la mancata perimetrazione del Parco Nazionale:

continua la vergognosa liquidazione della Lucania

 

S.O.S. Lucania condanna l’indecente accordo tra i governatori della Basilicata e della Campania, grazie al quale molti comuni campani conferiranno i loro rifiuti alla discarica di Moliterno.

Ancora una volta decisioni importanti e di grande impatto ambientale vengono adottate all’insaputa e contro la volontà delle popolazioni locali e delle loro amministrazioni. Ancora una volta si camuffano favori politici dietro un malinteso senso di solidarietà.

Dobbiamo chiederci, con preoccupazione, se il periodo di quattro mesi previsto dall’accordo subirà proroghe e cosa ne sarà della discarica di Moliterno una volta  riempita dai rifiuti provenienti dalla Campania. È indubbio, infatti, che si ridurrà drasticamente il periodo complessivo di utilizzabilità della discarica.

Ma la notizia dei rifiuti campani smaltiti a Moliterno si accompagna a quella riguar-dante la compatibilità ambientale di 12 nuovi pozzi di petrolio in Val d’Agri - Val Ca mastra espressa dal Ministero dell’Ambiente e riguardante i comuni di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Paterno, Tramutola e Viggiano.

La gravità e l’assurdità del provvedimento è accentuata dal fatto che  i nuovi pozzi andranno ad insistere sull’area del Volturino, una delle aree a più alto pregio natu-ralistico ed ambientale dell’Italia meridionale e maggiormente sottoposta a rigide norme vincolistiche che, evidentemente, nel caso dell’ENI, non sono applicabili.

Mentre il Ministro dell’Ambiente continua a tenere nel cassetto il decreto di perimetrazione del Parco della Val d’Agri e del Lagonegrese, all’ENI viene consentito di occupare militarmente le aree più pregiate del Parco i cui confini vengono continuamente ridisegnati e modificati in funzione esclusiva degli interessi della multinazionale petrolifera.

E tutto ciò, paradossalmente, a fronte delle conclamate inadempienze dell’ENI rispetto agli impegni assunti con il tanto sbandierato accordo di programma.

I lucani devono sapere che è in atto un processo di “liquidazione” della loro regione. Si consentono attività assolutamente incompatibili con la sua grande valenza ambientale e naturalistica, pregiudicando irreversibilmente le grandi potenzialità di sviluppo legato alla rispettosa utilizzazione del territorio.

L’aggressione coloniale continua, sostenuta da politici locali che per conservare il potere non esitano a svendere la loro stessa terra.

 

Val Camastra, 21.3.2001

                                                                                                                                                   S.O.S. LUCANIA

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Stampato in proprio, Calvello, via Roma, 62