Pietro Dommarco

Giornalista, direttore del periodico Terre di frontiera. Reporter per la Terra 2016 e Premio internazionale all'impegno sociale 2015 Livatino-Saetta-Costa. About me

La generazione delle macerie

Esattamente 40 lunghissimi anni fa, il 23 novembre 1980, alle ore 19:34, per un minuto e mezzo, un terremoto di magnitudo 6.9 ha sconvolto l’Irpinia e la Basilicata: 2.914 morti, 8.848 feriti, 280.000 sfollati. Oggi – accanto al ricordo doloroso ed eterno dei nostri nonni e dei nostri genitori –…

Read More

Torturatore è

Oggi, 26 giugno, è la Giornata internazionale per le vittime di tortura. Che potrebbe evocare, nell’immaginario collettivo distratto, idiosincrasie diffuse con il presente. Invece, la tortura – proibita ma parimenti praticata in…

Macerie

#40Terremoto1980. Il 23 novembre 1980, alle ore 19:34, per un minuto e…

La generazione delle macerie

Esattamente 40 lunghissimi anni fa, il 23 novembre 1980, alle ore 19:34, per un minuto e mezzo, un terremoto di magnitudo 6.9 ha sconvolto l’Irpinia e la Basilicata: 2.914 morti, 8.848 feriti, 280.000 sfollati. Oggi – accanto al ricordo doloroso ed eterno dei nostri nonni e dei nostri genitori – questi numeri restano tali, e si prestano, per lo più, ad uso e consumo nelle parate commemorative. Ma cosa serve realmente alla narrazione di un terremoto lungo 40 anni, che non ha distrutto solo case, strade, chiese, ma ha marchiato almeno tre generazioni? Diciamolo subito: non esercizi liturgici. E, al…

Torturatore è

Oggi, 26 giugno, è la Giornata internazionale per le vittime di tortura. Che potrebbe evocare, nell’immaginario collettivo distratto, idiosincrasie diffuse con il presente. Invece, la tortura – proibita ma parimenti praticata in tutto il mondo – non rappresenta un esercizio passato. Non è solo sopraffazione fisica e psicologica. È violazione delle libertà individuali. È il sistematico ignorare e calpestare i diritti umani che, sempre, dovrebbero essere posti al centro di una battaglia civile, di qualsiasi colore, cultura e a qualsiasi latitudine. Nel nostro Paese i torturati sono i dimenticati, i relegati ai margini della società, i migranti per i quali…

In Basilicata lo scenario Tempa Rossa è inquietante

Il progetto petrolifero di Total, Shell e Mitsui è partito ufficialmente. Tra trattative segrete e concertazioni su compensazioni e ipotesi di reinvestimento delle royalties, la tutela dell’ambiente non è mai stata una priorità nello scenario Tempa Rossa. Lo dimostrano gli incartamenti e le autorizzazioni regionali che “congelano” molte prescrizioni, avallano monitoraggi senza “punto zero” e non risolvono i dubbi su reflui, fanghi e rifiuti. Intanto, dopo la Regione, anche il ministero dello Sviluppo economico presieduto da Stefano Patuanelli dei Cinquestelle, dà il via libera. A Corleto Perticara, in provincia di Potenza, nella valle del Sauro, sorge a più di mille…

Macerie

#40Terremoto1980. Il 23 novembre 1980, alle ore 19:34, per un minuto e mezzo, un terremoto di magnitudo 6.9 sconvolse l’Irpinia e la Basilicata. I morti furono 2.914, i feriti 8.848, gli sfollati 280 mila. Si racconta sempre questo, o quasi, di quella domenica di 39 anni fa. Novanta secondi eterni per i nostri genitori e i nostri nonni, gli unici a conservare una narrazione autentica di quel sisma che ha sventrato due regioni, ha sepolto anime e ricordi, ha messo a nudo il Sud con la sua debolezza cronica e con il suo – nostro – eterno isolamento. «Ho visto…

Ghetto Basilicata

La vicenda che ha portato agli onori della cronaca il ghetto La Felandina, nell’area metapontina, ci ha lasciato in eredità più di una considerazione. Innanzi tutto, La Felandina – prima che un accampamento invisibile alle istituzioni fino allo sgombero di agosto – va rubricato alla voce fallimento. Infatti, il ghetto, ha preso il posto di un consorzio industriale eretto su una truffa ai danni dello Stato di portata milionaria (14 milioni e 220 mila euro, ndr). La Felandina è stato un luogo – come tanti in una regione madre di ricatti occupazionali, occasioni mancate ed illusioni – pensato per rilanciare…

Ultima chiamata

Questo doveva essere un editoriale di ringraziamenti e soprattutto di congedi. Perché la nostra esperienza editoriale ha rischiato di interrompersi definitivamente. Nelle ultime settimane, invece, questo editoriale si è trasformato in un invito a non disperdere il lavoro che Terre di frontiera ha svolto negli ultimi tre anni. Un invito che non è arrivato da me, ma da qualche amico. Pertanto non siamo di fronte ad un manifesto da cui ripartire. Non è altresì uno strumento di difesa del diritto di libera informazione (le battaglie radical chic le lascio volentieri ai colleghi in cattedra) o la richiesta di sostegno. È…

I ghetti dell’informazione

Per Terre di frontiera, invece, raccontare equivale a scattare una foto senza filtri. Equivale a disegnare i contorni di un territorio, far luce.…

Orizzonti perduti

In Basilicata tutto finisce nel dimenticatoio: inchieste giudiziarie e responsabilità istituzionali. Tutto cade in prescrizione e l’illecito diventa lecito.…

1 2 3 5

Questo sito utilizza Cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Privacy Policy