Il biodigestore di Chianche

La Regione Campania nell’ambito della ”Programmazione di interventi strategici per la realizzazione di impianti di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti speciali e liquidi” – con delibera di Giunta n.123 del 7 marzo 2017 – ha finanziato, tra l’altro, l’impianto di biodigestore industriale di Chianche, in provincia di Avellino.

Al momento, quindi, non sono state ritenute sufficienti le incontrovertibili e oggettive motivazioni che il Comitato, i sindaci e le Amministrazioni comunali, i gruppi consiliari di Altavilla Irpina, Tufo, Petruro Irpino, Santa Paolina, Torrioni e Ceppaloni, deputati della Repubblica, esponenti di aziende del settore vitivinicolo, associazioni e movimenti ambientalisti e tanti cittadini dell’area hanno con forza e civiltà rappresentato.

Infatti, come più volte ribadito, la dichiarazione di disponibilità è stata avanzata in modo unilaterale e solitario dal Comune di Chianche in disprezzo dell’appartenenza all’area di alto pregio vitivinicola del “Greco di Tufo” di cui fanno parte ben otto comuni, nonché di quelli limitrofi; la scelta di localizzazione dell’impianto industriale di smaltimento riguarda un’area palesemente in contrasto con tutte le prescrizioni e i vincoli previsti dal bando regionale della Campania; l’aver scelto un territorio che per nulla si presta alle dimensioni e alle caratteristiche di un’area critica sacrificando tale scelta a quella più confacente proposta nel bando regionale successivo dove ai comuni si propongono, per la stessa filiera di trattamento dei rifiuti, delle compostiere su base comunale o limitatamente intercomunale, che meglio si adattano alle micro dimensioni territoriali della zona e che proprio in virtù di questo interessamento è stato prorogato nei termini.

Per queste ragioni invitiamo i Comuni dell’area Docg, la Comunità montana del “Partenio e del Vallo di Lauro”, i Consorzi di tutela, i rappresentanti istituzionali locali, provinciali, regionali e nazionali, i titolari delle aziende vitivinicole, l’Unpli e le Pro Loco, i movimenti e le associazioni ambientaliste e tutti i cittadini della Valle del Sabato a promuovere in modo unitario le più urgenti e utili iniziative di tutela per annullare formalmente gli atti deliberativi posti in essere in materia dalla Regione Campania, la quale – in questa vicenda – ha dimostrato una irresponsabile e superficiale insensibilità verso quest’area, consentendo di violare palesemente gli stessi vincoli che aveva prodotto nel bando di disponibilità.

Forse non è ancora chiaro, e questo valga per chiunque finga di non sapere, che se passa il biodigestore di Chianche, per questa zona ma anche per tutte quelle similari a vocazione protetta della nostra provincia, non ci sarà più argine perché esse vengano declassificate e svendute sotto l’aspetto socio-economico e ambientale. Ci affidiamo al buon senso, alla responsabilità morale e alla passione civile di tutti affinché si possa vincere uniti questa ennesima battaglia per il futuro delle nostre terre.

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