Manifestazione contro l'inceneritore del Mela
Foto: Manifestazione contro l’inceneritore del Mela // Oggi Milazzo

Il Consiglio dei ministri boccia l’inceneritore del Mela

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Comitato cittadini contro l’inceneritore del Mela: «Una vittoria che viene da lontano, dopo un travaglio lungo quasi quattro anni. Uno splendido meritatissimo risultato.»

Il Consiglio dei ministri del 4 ottobre ha deliberato la bocciatura dell’odiato progetto dell’inceneritore del Mela. Una vittoria costruita, pezzo per pezzo, con l’impegno e la volontà di tanti cittadini, comitati e associazioni che non si sono mai arresi.
Tutto ciò ovviamente non sarebbe mai stato possibile senza il Piano paesaggistico, che già tre anni fa ha prodotto il parere negativo del ministero dei Beni culturali. Un parere che hanno tentato di ribaltare in tutti i modi e che anche l’attuale soprintendente di Messina, Orazio Micali, ha tentato esplicitamente di delegittimare. Un parere che abbiamo difeso con le unghie e con i denti e che alla fine ha prevalso sull’abominevole parere positivo rilasciato dai complici degli inquinatori, personaggi chiacchierati e senza scrupoli che ancora occupano posti chiave al ministero dell’Ambiente. Se non fossimo riusciti a ‘tenere botta’ e se, quasi due anni fa, non avessimo ottenuto l’approvazione definitiva del Piano paesaggistico, probabilmente l’odiato inceneritore sarebbe già realtà.
Dopo il parere positivo del ministero dell’Ambiente e la conferma del parere negativo da parte del ministero dei Beni culturali, nel gennaio di quest’anno la palla è passata al Consiglio dei ministri.
Il 28 gennaio circa 10 mila persone sono scese in piazza contro l’inceneritore del Mela. Il nostro territorio non aveva mai visto nulla di simile. È grazie alla volontà popolare che le amministrazioni comunali sono intervenute con determinazione, scongiurando un probabile via libera all’inceneritore da parte del governo Gentiloni. In seguito alla grande manifestazione del 28 gennaio, infatti, anche la Regione ha finalmente assunto una posizione nettamente contraria.
Adesso diamo atto all’attuale compagine di governo ed ai suoi esponenti locali (soprattutto Alessio Villarosa e Barbara Floridia) di aver mantenuto le promesse, e soprattutto di aver recepito la volontà popolare, determinando la bocciatura di questo scellerato progetto.
Probabilmente proprio l’interessamento del sottosegretario all’Economia, Villarosa, alla fine è stato decisivo per il raggiungimento di questo splendido risultato, impedendo che la pratica rimanesse chiusa in qualche in cassetto, magari in attesa di una situazione più favorevole ad A2A.
Per mettere definitivamente la parola fine alla minaccia dell’inceneritore aspettiamo adesso il decreto di conclusione della procedura da parte del ministero dell’Ambiente. In ogni caso siamo pronti a continuare a lottare se A2A dovesse decidere di insistere, ricorrendo magari in sede giudiziaria, nel suo sciagurato proposito.
E continueremo a lottare anche per ottenere il risanamento, la riduzione dell’inquinamento e la riconversione verso un nuovo modello di sviluppo, che valorizzi la bellezza e le vocazioni del territorio anziché deturparle. Per questo pretendiamo che il Piano paesaggistico venga applicato e recepito dall’Irsap nel Piano regolatore dell’area industriale.
E che l’autorizzazione della Raffineria venga sanata recependo le prescrizioni sanitarie che garantirebbero la necessaria riduzione dell’inquinamento. Fra alcuni mesi il Tar Catania sarà chiamato a pronunciarsi proprio su tali prescrizioni, ma auspichiamo che il ministro Costa intervenga in anticipo integrandole nell’Autorizzazione integrata ambientale della Raffineria.

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