Itrec vista da Policoro
Foto: L’Itrec vista da Policoro // Giorgio Santoriello

Compensazioni ambientali e monitoraggi: a Policoro ignorate esigenze del territorio

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Con delibera di giunta n.130 del 7 agosto 2018 a Policoro è stato approvato il Piano esecutivo di gestione (Peg) che è strumento di programmazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali. In questo passaggio di approvazione del Peg, tuttavia, troviamo nuovamente una scarsa attenzione alla questione ambientale.

Eppure con nota formale già inviata in data 27 ottobre 2017 le associazioni ambientaliste avevano chiesto ai sindaci della costa metapontina e soprattutto al sindaco di Policoro, Enrico Mascia un’azione incisiva, tempestiva e concreta.
In effetti avevamo evidenziato che in data 4 giugno 2015 la Sogin ha formalmente comunicato la potenziale contaminazione delle acque sotterranee del sito Itrec e che con nota formale dell’1 settembre 2017 l’Arpab sottolineava la preoccupante circostanza del superamento del CSC per il cromo esavalente nel piezometro SP35 ubicato a valle idrogeologica sul confine di proprietà del sito Itrec-Enea.
La situazione rendeva necessario e urgente predisporre una tempestiva misura di sicurezza per le acque sotterranee al fine di scongiurare la migrazione del Cromo esavalente verso l’esterno del sito, considerato che il piezometro CM1 esterno al sito ubicato parallelamente al tracciato della condotta a mare dello scarico ITREC fa registrare una concentrazione di Cromo VI nella acqua sotterranea quasi prossima al limite previsto, limite poi purtroppo superato.
Con lettera del 21 settembre 2017 la Sogin comunicava che la sorgente degli inquinanti da cromo esavalente e trielina è stata individuata nell’ex impianto Magnox della Società “combustibili Nucleari” ubicato nell’area del Centro ricerche Enea il cui processo comportava l’utilizzo di trielina e cromo esavalente.
Avevamo chiesto al sindaco di Policoro, in qualità di autorità sanitaria di eseguire indagini epidemiologiche sulla popolazione di Policoro, Nova siri, Rotondella e Scanzano, di elaborare una Valutazione di impatto sanitario (Vis) al fine di individuare l’eventuale incremento di patologie, di disporre con urgenza la mappatura e il censimento di tutti i pozzi eseguiti sia sui terreni agricoli che nelle private abitazioni e nei centri industriali e/o artigianali nei territori dei comuni di Policoro, Nova Siri, Rotondella e Scanzano, di pretendere la cronologia dei lavori di monitoraggio disposto da Sogin, di pubblicare tutti i dati così acquisiti non sul solo sito web del Comune di Rotondella bensì anche sul sito web dei comuni sopra menzionati.
Avevamo anche chiesto di adottare una delibera al fine di programmare l’utilizzo delle compensazioni ambientali solo ed esclusivamente per eseguire i monitoraggi ambientali e gli studi sopra menzionati e purtroppo questa importantissima richiesta è stata ampiamente disattesa così come confermato dal Bilancio di previsione e dalla recente approvazione del Peg.
Le nostre richieste erano anche di sollecitare, in merito all’inquinamento rilevato all’interno dell’Itrec, non solo una conferenza di servizi presso il Comune di Rotondella ma anche presso la Regione Basilicata, di disporre immediati monitoraggi in merito al deposito di materiale bituminoso e collocato sulla sponda sinistra del fiume Sinni con successiva messa in sicurezza e al ripristino ambientale dei luoghi, di eseguire l’esame dei prodotti ortofrutticoli coltivati nei terreni inquinati e dove è stato disposto in via cautelativa, la sospensione dell’utilizzo dei pozzi nonché nei terreni confinanti.
Era anche necessario elaborare un Piano comune ambientale riguardante tutte le questioni comuni tra i territori di Scanzano, Rotondella, Nova Siri, Policoro, Pisticci, Bernalda, così come necessario era anche collocare una centralina per monitorare lo stato dell’aria, monitoraggio dell’aria indispensabile a fronte della vicinanza di Policoro al centro Itrec.
L’impianto Itrec viene monitorato, per quanto attiene il controllo radiologico dell’aria, per il tramite delle due centraline in dotazione all’Arpa CRR di Matera.
Tuttavia, le predette centraline hanno, in alcuni momenti storici, cessato di funzionare per ragioni a noi non conosciute circostanza questa già indubbiamente grave.
Si rende, quindi, opportuno e non più rinviabile, che i territori si dotino di centraline autonome e al fine anche di confrontare i relativi risultati. Non vi è ottimale trasparenza e accesso a tutti questi dati di estrema importanza e non vi è anche ottimale gestione del piano di emergenza. Al riguardo la popolazione della costa ionica nulla sa e non è preparata e neppure informata.

COME GESTIRE UN’EVENTUALE EMERGENZA IN CASO DI INCIDENTE DI UN IMPIANTO NUCLEARE?
Anche su tale aspetto molto avrebbe potuto e dovuto fare l’amministrazione comunale di Policoro con una campagna di informazione rivolta ai cittadini e con impiego di enormi risorse finanziare quali appunto le compensazioni. Invece si è purtroppo preferito impiegare quelle somme per fare rotonde e giardinetti.
A tutte queste richieste non è stata data la giusta attenzione e priva di risposte è rimasta anche la sollecitazione notificata al sindaco di Policoro dal Comitato Mamme Libere quando con lettera protocollata in data 22 maggio 2015 sono state chieste analisi approfondite e serie sullo stato dell’acqua potabile erogata a Policoro dopo il reiterato superamento della soglia dei trialometani.
Le preoccupazioni dei cittadini e delle associazioni sono state ampiamente sottovalutate e la conferma è data dall’aver programmato solo una misura estremamente ridotta delle compensazioni per i monitoraggi ambientali e per gli studi epidemiologici sulla popolazione.
In effetti, dalla relazione dell’assessore al Bilancio, Giovanni Trifoglio, in sede di approvazione del documento unico di programmazione è emerso che sono stati destinati per il monitoraggio solo € 80.706,27 su una disponibilità finanziaria totale pari a € 1.168.547,95 e pertanto nella misura del solo 6,9 per cento del totale.
L’ultima delibera di giunta e la conseguente approvazione del Peg ci indigna e preoccupa. Si auspica una presa di coscienza attenta, seria e scrupolosa da parte della politica e delle istituzioni e un’inversione di tendenza che porti l’amministrazione comunale di Policoro a non privilegiare solo rotonde e giardinetti ma piuttosto, a una verifica rigorosa di quanto sta accadendo in materia ambientale.
Voler bene al proprio territorio non significa evitare di parlare dei problemi ma, piuttosto, cercare in ogni modo di risolverli una volta per tutte. Se c’è volontà e coraggio si può fare.

(*) Mediterraneo No Triv, Isde Medici per l’ambiente Basilicata, Cova Contro, Comitato Mamme Libere

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