Il lago di Bomba in Abruzzo
Foto: Il lago di Bomba // Wikipedia Commons

Ricerca gas a Bomba: l’Ispra solleva venticinque criticità

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In merito al progetto della CMI Energia, che prevede ricerca ed estrazione di gas a Bomba, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha sollevato numerose criticità: dalla subsidenza alla sismicità, anche innescata. I petrolieri, invece, provano a depositare le ennesime integrazioni fuori tempo massimo. Forum H2O e Nuovo Senso Civico: “Ora basta, il progetto sia bocciato.”

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha depositato un durissimo documento sul progetto di estrazione di gas a Bomba, a valle della diga omonima, sollevando svariati problemi sulla documentazione depositata dal proponente: dall’assetto geologico e idrogeologico, alla sismicità e alla sismicità innescata, dalla subsidenza alle emissioni in atmosfera.
L’esistenza di questo documento – del principale Istituto statale italiano che si occupa di ambiente – emerge dai nuovi elaborati depositati il primo maggio 2018 dalla CMI Energia. Atti con cui la società prova a rintuzzare le pesanti critiche messe nero su bianco dall’Ispra.
Si tratta delle ennesime integrazioni depositate nel procedimento avviato, grazie al famigerato decreto Sblocca Italia di Matteo Renzi, il 28 giugno 2016 presso la Valutazione d’impatto ambientale nazionale al ministero dell’Ambiente dopo la prima bocciatura al Comitato Via regionale, proprio per i rischi connessi all’impatto del progetto sul territorio e sulla stabilità della diga.
Nella documentazione di risposta la CMI Energia riprende, testualmente, le critiche sollevate dall’Ispra, per cui abbiamo modo di leggerle.
È incredibile, a nostro avviso, il comportamento del ministero dell’Ambiente che non aggiorna con questa documentazione dell’Ispra il proprio sito, quando il nuovo decreto Via obbliga alla trasparenza e alla pubblicazione degli atti dei procedimenti di Via sul sito ufficiale dell’ente, cosa che la “piccola” Regione Abruzzo fa da tempo.
Criticità che fa il paio con quella che segnaliamo quasi per tutti i progetti depositati al ministero, che vengono integrati, fuori tempo massimo, plurime volte dalle aziende per cercare di tamponare le falle evidenziate da enti e cittadini con le osservazioni.
Di seguito riportiamo integralmente solo alcune criticità del progetto che ci paiono cristalline, nel delineare la carenza degli studi depositati, a conferma di tutte le critiche che abbiamo sollevato in questi anni.
Ora riteniamo che questo ping-pong debba finire con una Via negativa per un progetto a nostro avviso chiaramente inaccettabile.

CRITICITÀ 5: EFFETTI CUMULATI SULLA STABILITÀ DELLA DIGA
Le valutazioni di stabilità della diga per effetto dei cedimenti differenziali indotti dalla subsidenza sono state eseguite in condizioni statiche e senza tener conto delle sollecitazioni dinamiche per effetto dei forti terremoti possibili nell’area, senza inoltre considerare gli effetti di instabilità che potrebbero occorrere con l’attivazione, sismo-indotta o per altre cause, del movimento franoso che interessa il versante in cui la spalla destra della diga si fonda. Non è stata peraltro considerata la possibile tracimazione dell’acqua oltre il coronamento della diga per effetto del riversamento nel bacino idrico dei corpi di altre frane sismo-inducibili, fra quelle cartografate a monte del lago medesimo.

CRITICITÀ 7: QUALITÀ DELL’ARIA E CONTRIBUTO DELLA CENTRALE
Sia le medie annuali delle concentrazioni dei principali inquinanti che le emissioni autorizzate ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 203/88 presentati dal proponente non possono essere considerate rappresentative della qualità dell’aria e del carico emissivo attuale nella zona interessata dal progetto. Il Sia risulta pertanto carente della caratterizzazione del fondo della qualità dell’aria al netto del nuovo impianto di trattamento. Ogni considerazione circa il contributo dell’impianto di trattamento risulta quindi inficiata da tale carenza.

CRITICITÀ 12: EMISSIONI FUGGITIVE CONDOTTA GASDOTTO
Il Proponente non ha valutato le eventuali emissioni fuggitive di gas naturale dalla condotta in fase di esercizio.

CRITICITÀ 16: CARATTERIZZAZIONE IDROGEOLOGICA
Le carenze nella elaborazione del modello strutturale e le relative incertezze si riflettono nel modello idrogeologico, per cui il fenomeno di ripressurizzazione dell’acquifero assunto nella modellizzazione della subsidenza, quale meccanismo di parziale recupero degli abbassamenti del suolo, non appare supportato da elementi oggettivi.

CRITICITÀ 17: MODELLIZZAZIONE SUBSIDENZA
I valori di subsidenza ottenuti nei vari studi effettuati nel corso degli anni hanno dato valori fra 1,5 e 26 centimetri dopo 15 anni di produzione. Stante le carenze relative al modello strutturale ed idrogeologico adottato, l’ipotesi di totale depressurizzazione, che restituisce il valore di subsidenza maggiore, doveva essere opportunamente valutata.
In definitiva si ritiene che le modellazioni della subsidenza proposte dal Proponente siano eseguite correttamente dal punto di vista matematico-geostatistico ma, come tutte le modellazioni, la loro effettiva validità sia funzione della correttezza dei dati di input. Anche concordando sulla scarsa probabilità dell’innesco di gravi fenomeni di subsidenza, le incertezze tuttora esistenti sull’interpretazione delle strutture geologiche profonde e sul grado di fratturazione del reservoir non permettono di escludere con “assoluta certezza” l’interferenza con la diga di Bomba. Inoltre, le valutazioni di stabilità della diga per effetto dei cedimenti differenziali indotti dalla subsidenza sono state eseguite solo in condizioni statiche e senza tener conto della cinematica specifica dei movimenti franosi che interessano le aree in cui la diga si inserisce.

CRITICITÀ 20: SISMICITÀ
Considerando che la massima accelerazione attesa al sito è piuttosto elevata (valori di accelerazione massima su suolo rigido attesi, con probabilità di eccedenza del 10 per cento in 50 anni, compresi tra 0,100 e 0,175 g), e sussistendo la possibilità che l’area sia interessata da terremoti forti o moderati, con tempi di ritorno dell’ordine delle centinaia di anni, il fatto che la sismicità strumentale, registrante gli eventi dal 1980 in poi, abbia registrato valori massimi di magnitudo inferiori a M 3,4 non può far ritenere che la sismicità dell’area di Colle Santo sia bassa.

CRITICITÀ 22: SISMICITÀ INNESCATA
Anche a fronte della esplicita richiesta di approfondimento sulle interferenze derivanti dalle attività di estrazione in termini di sismicità innescata, il Proponente non ha fornito analisi sui possibili effetti derivanti da dette attività in progetto, tenuto conto della prossimità dei pozzi alla struttura sismogenetica composita ritenuta responsabile dell’evento sismico del 1706 di magnitudo M 6,8.

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