No alle discariche di Lizzano
Foto: AttivaLizzano // Associazione AttivaLizzano

Discariche Mennole e Palombara: tutto tace

/ 3:04 pm in Rifiuti connection di

Nulla si sa ancora sulla vicenda legata alle discariche Mennole e Palombara. Dopo l’ultimo Tavolo tecnico, svoltosi il 3 agosto scorso – e indetto dall’assessore alla qualità dell’ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola, è calato nuovamente il silenzio.

In occasione del Tavolo tecnico sono state accertate diverse criticità emerse in seguito ad una serie di analisi effettuate dall’Arpa nei quattro pozzi perimetrali la discarica Palombara. Alla riunione erano presenti, oltre all’assessore Santorsola, il presidente della Provincia di Taranto, Martino Carmelo Tamburrano, i sindaci dei comuni circostanti la discarica Vergine srl, i rappresentanti del Comune di Taranto, l’Arpa Puglia, alcuni Consiglieri regionali, l’Associazione AttivaLizzano e Legambiente di Fragagnano.

Dopo un’ampia discussione sui risultati fuori norma di alcuni pozzi circostanti la Palombara, la riunione si concluse con la convocazione di un nuovo tavolo tecnico a settembre scorso, dopo l’ulteriore verifica in altri pozzi situati nelle vicinanze della discarica. Per questo motivo, è ritornata alla carica l’associazione AttivaLizzano che in una nota del 19 ottobre accusa: “A tutt’oggi, non si sa più nulla. Nessuno dei presenti al tavolo di agosto scorso mostra la necessità di porre rimedio nel più breve tempo possibile alle criticità della Discarica Vergine, che, come noto, è da quasi 3 anni sottoposta a sequestro giudiziario e in stato di completo abbandono e, come più volte dichiarato dalle stesse istituzioni che hanno avuto modo di effettuare sopralluoghi al sito della discarica, la stessa desta una criticità emergenziale e di estremo pericolo per l’ambiente e le popolazioni circostanti.”

La preoccupazione dell’associazione è che anche questa fase della vicenda vada a finire nel dimenticatoio. L’emergenza è in atto. La discarica, infatti, è colma di rifiuti pericolosi a cielo aperto e il percolato, ormai traboccante dagli argini, rischia – come denuncia AttivaLizzano – di raggiungere le falde acquifere.

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