Ecoballe in Marocco
di Alessio Di Florio / Foto: Wikipedia Commons

Ecoballe da Giugliano in Bulgaria?

in Rifiuti connection di

Finalmente sembra arrivare a soluzione quel che è apparso un vero e proprio giallo di inizio estate.

Come abbiamo già raccontato, nelle scorse settimane si era diffusa la notizia che le ecoballe di “Taverna Del Re”, a Giugliano di Napoli, in Campania, stavano giungendo in Marocco. Poi smentita dalla “natura abruzzese” dei rifiuti e dalla posizione di contrarietà espressa dalla ministra dell’Ambiente marocchina, Hakima El Haité, dalla conferma del ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti e dalla stessa società abruzzese coinvolta, la Deco spa di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti.

Acclarato che le ecoballe campane non stavano prendendo la strada della sponda sud del Mar Mediterraneo, rimane insoluto l’interrogativo: dove verranno spedite? Oltre al Marocco, nelle scorse settimane, si era fatto riferimento a Romania, Spagna, Portogallo e Bulgaria. Notizie degli ultimi giorni stanno dando per certa e confermata quest’ultima destinazione. Sembra quindi, ormai, finalmente essere stato delineato il quadro generale della situazione.

Le ecoballe, secondo quanto è stato possibile ricostruire, avranno un primo trattamento a Serino, in provincia di Avellino, per poi essere spedite in Bulgaria, partendo dal porto di Napoli. Sarà l’Associazione temporanea d’imprese “Defiam-Ecobuilding“ ad effettuare le operazioni, rimuovendo da “Taverna Del Re” un totale di 7200 tonnellate che dovrebbero essere destinate in Bulgaria per finire in discarica. Dovrebbero, perché, secondo l’autorizzazione inoltrata alla Regione Campania dalla Defiam-Ecobuilding parte del contenuto delle ecoballe potrebbe essere conferita in inceneritori o cementifici. L’Ati ha chiesto complessivamente l’autorizzazione per poter esportare in Bulgaria fino a 35 mila tonnellate. Anche in Sicilia si comincia ad ipotizzare la spedizione di rifiuti in Bulgaria. Secondo nostre verifiche all’inizio del mese un primo invio c’è già stato, con 10 mila tonnellate inviate al cementificio di Verna, sul Mar Nero.

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