No alle discariche di Lizzano

Discarica Lizzano, nelle acque trovati idrocarburi

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Novità sulle discariche Mennole e Palombara di Lizzano, in provincia di Taranto.

Il 3 agosto 2016 presso la sede dell’assessorato Qualità dell’Ambiente, Ciclo Rifiuti e Bonifica, Rischio Industriale, Ecologia della Regione Puglia, si è svolta – dopo il rinvio dell’incontro previsto per il 22 luglio scorso – l’attesa riunione tra rappresentanti istituzionali e associazioni, per la discussione delle problematiche ambientali legate alle discariche gestite dalla società Vergine srl.

L’assessore regionale Domenico Santorsola ha aperto la discussione specificando che il ritardo nel cronoprogramma – stabilito durante il tavolo del 25 febbraio scorso – è imputabile al sequestro degli impianti attuato dalla magistratura tarantina che ha vietato l’accesso alle discariche. Questo ha impedito ad Arpa Puglia di effettuare i campionamenti nei pozzi di prospezione.

I primi dati allarmanti sono stati discussi nel tavolo dell’8 luglio nel corso del quale è emerso che, sul sito in località Palombara – durante il campionamento delle acque sotterranee – in uno dei 4 pozzi spia posizionati lungo il perimetro dell’impianto, è stato riscontrato del materiale surnatante oleoso. L’analisi dei campioni di acqua sotterranea ha evidenziato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione in 2 pozzi. In uno – quello caratterizzato dalla presenza di surnatante oleoso – le sostanze che superano i limiti definiti dalla legge sono gli idrocarburi, il benzene e il ferro. Nell’altro il valore oltre i limiti di legge riguarda il ferro.

Secondo l’ingegner Gramegna, dirigente del settore bonifiche per Arpa Puglia, non vi è una chiara relazione tra superamenti in falda e discarica. Mentre per l’associazione “AttivaLizzano” non c’è tempo da perdere: la discarica va chiusa. L’associazione, che non indietreggia di un millimetro, ha depositato agli atti un dettagliato documento nel quale chiede interventi immediati, a tutela della salute pubblica, ed azioni concrete per l’avvio della bonifica del sito. L’incontro, piuttosto deludente, si è concluso con un nulla di fatto. Tutto rinviato a settembre, dunque, in attesa di conoscere i risultati riguardanti i microinquinanti.

Ricordiamo che la discarica per rifiuti speciali Palombara – gestita dalla società Vergine srl – era stata sottoposta a sequestro dalla magistratura il 10 febbraio 2014, per gravi inadempienze nel trattamento e nella gestione dei rifiuti. Dal giorno del sequestro la discarica versa in stato di abbandono, malgrado fosse stato nominato un custode che avrebbe dovuto provvedere agli interventi di manutenzione, necessari a tutelare la salute dei cittadini residenti ad appena 2 chilometri di distanza. L’aspetto più inquietante della vicenda è la restituzione, da parte della Provincia di Taranto, delle fideiussioni – obbligatorie per legge ai fini della concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale – ai gestori della discarica, una garanzia finanziaria che avrebbero garantito la bonifica del sito.

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