Pale eoliche nel Vulture, Basilicata

Italia Nostra ha chiesto al Consiglio dei ministri l’impugnativa del provvedimento della Regione Basilicata innanzi alla Corte costituzionale. Al nuovo Consiglio regionale, eletto con la recente tornata elettorale, ha chiesto in autotutela di sospendere l’efficacia di detta legge.

Dopo l’articolo di Terre di frontiera, che ha segnalato il voto del Consiglio regionale che raddoppia le potenze eoliche da 981 a 1.986 MW, interviene Italia Nostra che giudica incostituzionale la legge regionale n.4 del 13 marzo 2019, approvata dal Consiglio in regime di prorogatio, con cui si introduce il raddoppio del contingente di potenza elettrica installabile e inasprisce i requisiti per invocare la tutela per i proprietari degli immobili limitrofi ai cosiddetti parchi eolici.
L’incultura eolica – dichiarano Mariarita Signorini, presidente nazionale Italia Nostra e Vitantonio Iacoviello, Consigliere nazionale Italia Nostra – diventa legge anticostituzionale nella Basilicata di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
Da quanto appurato – scrive nella nota Italia Nostra alla presidenza del Consiglio dei ministri – è convinta che la legge violi l’articolo 54 dello Statuto regionale della Basilicata e pertanto, indirettamente, l’articolo 123 della Costituzione.
Invita quindi il Consiglio dei ministri ad impugnare tale provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale. Si è, infatti, potuto accertare che la legislatura regionale era venuta a regolare scadenza in data 18 novembre 2018 e che successivamente, in data 24 gennaio 2019, erano intervenute le dimissioni del presidente della Regione in carica, cui ha fatto seguito la convocazione dei comizi elettorali per il giorno 24 marzo.
Pertanto, alla data del 19 marzo, il Consiglio regionale della Basilicata operava in regime di prorogatio. L’articolo 54 dello Statuto regionale prevede espressamente che in caso di scioglimento del Consiglio regionale le funzioni del Consiglio siano prorogate, sino al completamento delle nuove elezioni, limitatamente agli interventi «dovuti», «costituzionalmente indifferibili», o «necessari e urgenti».
Non ravvisando alcune di queste condizioni o motivazioni nell’iter approvativo della legge regionale n.4 del 13 marzo 2019 – aggiungono Signorini e Iacoviello – il Consiglio direttivo nazionale di Italia Nostra ha deliberato all’unanimità, in data odierna, di inoltrare richiesta al Consiglio dei ministri di impugnativa del provvedimento dinnanzi alla Corte costituzionale e il nuovo Consiglio regionale, eletto con la recente tornata elettorale, a operare in autotutela sospendendo l’efficacia di detta legge.

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