Rifiuti in discarica
Foto: Rifiuti in discarica // Wikipedia Commons

Movimento Legge Rifiuti Zero: «ll ministro all’Ambiente conferma la validità del decreto attuativo dello Sblocca Italia»

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A tre mesi dall’ordinanza del Tar Lazio sul nostro ricorso contro il decreto attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, con la quale il Tribunale amministrativo ha rimesso il giudizio di merito alla Corte di giustizia europea, e a pochi giorni dal lancio della nostra Campagna #sbloccaitaliagameover, per sostenere l’iter legale europeo del ricorso, apprendiamo con stupore e sconcerto che il governo italiano “del cambiamento” è in realtà contiguo e connivente con il governo Renzi.

La contiguità e connivenza è dimostrata dalle seguenti dichiarazioni alla Commissione ambiente al Senato del 10 luglio 2018 del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il quale ha sostenuto che «ad ogni modo, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 10 agosto 2016 attuativo del comma 1, dell’articolo 35 del decreto-legge n.133 del 2014, disciplina un segmento del ciclo dei rifiuti che, insieme al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 marzo 2016 attuativo invece del comma 2 del medesimo articolo, ed a diversi altri provvedimenti normativi già emanati o di futura emanazione, concorrono a definire la complessiva strategia dello Stato italiano. […] Tale strategia è rivolta a ridurre la dipendenza delle pianificazioni del sistema di gestione dei rifiuti dalla logica delle discariche, in primo luogo attraverso la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio, ed il recupero di materia, ed in secondo luogo anche attraverso il recupero energetico laddove le prime azioni non siano economicamente e tecnicamente sostenibili, in particolare proprio sui rifiuti di scarto che residuano dalle operazioni di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati.»
Una dichiarazione preconfezionata di tipo burocratico, di cui il ministro ha dato lettura senza poter nemmeno argomentare; una comunicazione che prende atto di un quadro normativo illegittimo, che parla di una strategia del tutto fasulla di riduzione della dipendenza dalle discariche, tanto più grave in quanto denota l’incompetenza del ministro in materia, dato che è noto a tutti che le discariche sono il necessario terminale della filiera dell’incenerimento, e in assenza di una buona raccolta differenziata, i due sistemi si alimentano a vicenda.
Riteniamo che lo Sblocca Italia sia stato architettato solo per favorire la lobby delle quattro multiutility italiane, che nel Nord erano ancora costrette dentro ai rispettivi bacini regionali con impianti entrati in crisi a seguito dell’importante aumento della raccolta differenziata e della mancanza di rifiuti locali non differenziati da incenerire, insieme al business legato alla costruzione di altri otto nuovi inceneritori al Centro-Sud, esattamente all’opposto di quanto previsto dal percorso Rifiuti Zero, che era uno dei cinque principi fondanti costitutivi del M5S.
Vogliamo sperare che si sia trattato di uno spiacevole equivoco e che il governo si dimostri coerente con le aspettative di tanti cittadini italiani che l’hanno votato confidando in un cambio di rotta.
Se così non fosse, si tratterebbe di un esempio di opportunismo politico del governo M5S-Lega, che dall’opposizione si erano sempre dichiarati contro lo Sblocca Italia, come la leghista Regione Lombardia con Roberto Maroni che lo impugnò alla Corte costituzionale pur senza risultato, ed oggi al governo prendono atto dello Sblocca Italia e diventano taciti alleati delle lobby sino a ieri combattute con parole di fuoco da Beppe Grillo.

#SBLOCCAITALIAGAMEOVER
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Il Comitato promotore nazionale per la proposta di Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero-Zero Waste è oggi composto da oltre centocinquanta organizzazioni in tutte le regioni italiane, con associazioni nazionali importanti, come Isde Italia, Arci nazionale, Rete Zero Waste Italy (a servizio dei Comuni e dei comitati Rifiuti Zero locali), Associazione Comuni Virtuosi (che rappresenta quasi un centinaio di Comuni italiani), Anpas (Associazione nazionale delle pubbliche assistenze), Attac Italia e Re:Common (reti alternative al liberismo) ed altre Reti e Coordinamenti regionali, Comitati ed Associazioni locali che insieme hanno costituito il primo nucleo titolare della proposta di Legge stessa. Website: www.leggerifiutizero.org

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